Copertina di György Pálfi Taxidermia
aleradio

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LA RECENSIONE

Non è che puoi aspettarti di entrare in contatto con chissà quale realtà, andando a Budapest, nel 2014.

Però, ou, a me qualcosa m'ha incuriosito. Sarà che nei confronti degli Italiani erano particolarmente rigidi (a me è stato offensivo!), sarà che si respira aria di depressione mascherata da esagerata voglia di vivere da mostrare ai visitatori per mantenere ben salda l'economia del turismo.

Vabé son tornato a casa e volevo guardarmi un film Ungherese. Perché in fondo sono un bimbo bestia. Non riesco a chiudere definitivamente con un'esperienza e vivere di ricordi, devo addolcire l'addio. 

Mi capita questo "Taxidermia", che non mi era nuovo, ma che a causa di\grazie a Dio non avevo ancora visto, e di cui non sapevo nulla. E' davvero stata un'ultima scopata con l'Ungheria. Dalla prima scena all'ultima, i miei complimenti per la regia.

Mi serve un attimino di tempo, che devo costruire una frase difficile per me.

Ci sono pochi film che mi fanno davvero rimpiangere la sensazione che provavo nella curiosità di vederli, Taxidermia è stato uno di questi. Ora come ora mi spiace averlo visto, perché vorrei poterlo rivedere senza sapere nulla, così come è stato la prima volta. Senza consigli, o trame mezze sentite o recensioni su Debaser, niente. 

Infatti, non so se si nota, ma del film non sto scrivendo un cazzo. Spero di non deludervi ma non posso contraddirmi. 

E poi non vorrei mai che raccontandolo levo la curiosità a qualcuno. Non sia mai.

Anche se ci sarebbero una miriade di cose di cui parlare. Ma qui c'è chi sa farlo meglio di me, quindi mi limito a dire che su Youtube c'è intero, SUB ITA! 

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'impatto profondo e unico di Taxidermia, film di György Pálfi, sottolineando l'originalità e la forza della regia. L'autore esprime il desiderio di poterlo rivedere senza conoscere nulla in anticipo, evidenziando come la curiosità e l'atmosfera inquietante siano al centro dell'esperienza. Pur senza entrare nel dettaglio della trama, la recensione trasmette un forte coinvolgimento emotivo.

György Pálfi

Regista ungherese noto per film come Hukkle e Taxidermia, riconosciuto per uno stile surreale e sperimentale.
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