Copertina di Half Japanese Loud
Battlegods

• Voto:

Per amanti della musica noise, lo-fi, sperimentale, fan della musica alternativa e underground
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LA RECENSIONE

Invito al caos numero 2.

Già ce l'avevano fatta pagare (con l'esordio).

Una scheggia di anarchia nella più totale ordinarietà. "Il mezzo Giapponese", famoso per la cover "Tangled Up In Blue" del guru Dylan, si può rilassare sull'ossessiva idea di cosa proporre di nuovo. Quest'ultima è veramente la domanda da farsi dopo un bagliore come il primo lavoro. Lo zenit di un'espressione, o più brutalmente, di un progetto.

Il rumore più cieco non è mai stato così creativo.

Menti buttate letteralmente nella psiche plasmata dalla voglia di disubbidire.

Loro non ci stanno.

Eludere il concetto di normalità per dare un segnale, anche troppo evidente, del sovvertire qualche posizione. Implacabile confessione ansiogena della delirante fratellanza Fair. Due occhi attoniti davanti l'arcobaleno della socialità.

Essere strano è la felicità di essere sempre scartato.

Si scende in garage, poster di Che Guevara, Devo e Barbra Streisand. Si suona con limiti, sprazzi sublimi e ridendo al pensiero di essere i Fugs del quartiere.

Una bozza dada surrealista. "Il grido di Munch" del noise/lo fi

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Loud dei Half Japanese come un'opera di anarchia sonora e creatività estrema, capace di sovvertire le regole con uno spirito libero e disubbidiente. Il disco si presenta come una prosecuzione del caos creativo iniziato con l'esordio, confermando il gruppo come un punto di riferimento nel noise e lo-fi. Tra citazioni e riferimenti culturali, emergono sprazzi di genialità che rendono il lavoro unico e provocatorio.

Tracce

01   My Concentration, Oh No (00:00)

02   New Brides Of Frankenstein (00:00)

03   Forget You (00:00)

04   Loud/Louder/Loudest (00:00)

05   2 Hearts = 1 (00:00)

06   If My Father Answers, Don't Say Nothing (00:00)

07   Scientific Devices (00:00)

08   Gift (00:00)

09   Dumb Animals (00:00)

10   Popular (00:00)

11   I Know How It Feels. Bad (00:00)

12   Perfume (00:00)

14   No Danger (00:00)

15   Love Lasts Forever (Sometimes) (00:00)

16   Nurse (00:00)

17   Only Dancing (00:00)

18   Bad To Your Best Friend (00:00)

19   Baby Wants Music (00:00)

20   High School Tonight (00:00)

Half Japanese

Half Japanese è un gruppo statunitense fondato dai fratelli Jad e David Fair nel 1975 ad Ann Arbor (Michigan). Pionieri di art‑punk e lo‑fi, esordiscono con il triplo 1/2 Gentlemen Not Beasts (1980) e sviluppano un linguaggio spontaneo, rumorista e DIY che influenzerà indie e noise. Tra gli album chiave: Loud, Sing No Evil, The Band That Would Be King e, in epoca recente, Hear The Lions Roar e Why Not? su Fire Records.
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