Copertina di Harem Scarem Human Nature
Harem 78

• Voto:

Per appassionati di rock melodico, fan degli harem scarem, ascoltatori critici di musica hard rock e lettori di recensioni musicali.
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LA RECENSIONE

Il penultimo album degli Harem Scarem, rispetto a Overload, si colloca due passi indietro e uno avanti: due passi indietro perchè oramai la band pare che suoni svogliata, senza l'entusiasmo che c'era anche 4 anni prima con l'immenso Weight Of The World; un passo avanti perchè c'è stata almeno l'intenzione di riprendere la raffinatezza dell'esordio. Ma l'album si mostra troppo simile al pessimo Higher e quindi più di due stelline non le merita.

Human Nature, uscito fra il 2006 e il 2007, è caratterizzato da un leggero recupero delle sonorità dell'esordio, ma ripeto, non con la stessa bellezza, proprio perchè la band sembra stia per gettare la spugna.

Si parte con l'anomala title track, "Human Nature" che, nonostante un buon intro, si perde un pò qua e là. Molto meglio con "Next Time Around", canzone decisamente riuscita, con un Lesperance finalmente incisivo ed Hess molto ispirato. Carina anche "Caught Up In Your World" molto melodica e caratterizzata da cori molto solari. Arriva poi la non molto riuscita "Reality" che suona un pochettino forzata e non ha il carisma necessario per catturare l'ascoltatore. Molto dolce, ma dal vago sapore di già sentito, la ballad "Hanging On" che ricorda già altre ballad tipiche degli Scarem. Decente "Don't Throw It Away", che ha dalla sua un buon inizio, ma un pessimo chorus che si perde nell'anonimato. Si prosegue con "Give Love/Get Love", tentativo riuscito solo in parte di imitare i Queen; si tratta comunque di una canzone gradevole, che scivola via come la vasellina. "21" invece è decisamente pessima e senza direzione; stesso discorso per "Starlight", un fin troppo evidente riempitivo, per non parlare di "Going Under" e "Tomorrow May Be Gone", che sembrano scarti dei peggiori Def Leppard

Un buon inizio non si conclude con una buona fine, l'album non dice nulla e oramai gli Harem Scarem sono alla frutta: mi piange il cuore parlare così di un gruppo che mi piaceva e mi piace tuttora, ma quando un album non riesce, sono costretto a cannarlo. Andrà meglio, ma non troppo, con l'album epitaffio, ossia Hope del 2008, che sarà anche il loro canto del cigno.

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Riassunto del Bot

Human Nature, penultimo album degli Harem Scarem, mostra una band meno ispirata rispetto al passato. Sebbene ci siano tentativi di ritorno alla raffinatezza iniziale, molte tracce risultano anonime o poco coinvolgenti. Solo poche canzoni emergono come riuscite. Questo album conferma un periodo di crisi creativa del gruppo.

Tracce

01   Human Nature (04:02)

02   Next Time Around (03:51)

03   Caught Up In Your World (03:59)

04   Reality (03:48)

05   Hanging On (04:12)

06   Don't Throw It Away (04:37)

07   Give Love/Get Love (04:27)

09   Starlight (04:13)

10   Going Under (03:40)

11   Tomorrow Maybe Gone (04:14)

12   Higher (Acoustic) (03:54)

Harem Scarem

Harem Scarem sono un gruppo canadese (Ontario) legato a hard rock melodico e AOR, attivo dagli inizi degli anni '90. Nelle recensioni vengono spesso descritti come sottovalutati a livello internazionale ma molto apprezzati dagli appassionati, con Harry Hess (voce) e Pete Lesperance (chitarra) considerati il fulcro creativo. "Mood Swings" (1993) è indicato ripetutamente come il loro capolavoro; la band ha anche pubblicato materiale destinato al mercato giapponese ed è arrivata a usare il nome Rubber.
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