Harold Budd
The Pavilion of Dreams

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Voto:

Noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni” William Shakespeare

Rigirando il Bardo nel bicchiere e sorseggiando le sue verità, nella quiete di una limpida sera invernale mi scopro fuso al freddo marmo del padiglione dei sogni; sogni a occhi aperti con vista sul cielo stellato.

Stelle lontane pulsano dalle free forms di un piano elettrico e di un’arpa siderale mentre le secrezioni di un sax divinatorio disegnano costellazioni fluide, come tremolanti immagini riflesse nelle acque di un lago increspato da brezze celesti o da marimba fluttuanti. L’Acquario finalmente vuota la sua anfora e il Sagittario scaglia la sua freccia.

Penetranti carezze di mezzosoprano e preghiere di un’arpa commossa si stringono in un eterno abbraccio, come fossero le ultime lacrime rimaste al mondo. Affinità elettive di esseri perduti per sempre che si raddoppiano e si triplicano, volteggiano a mezz’aria e poi danzano, danzano, danzano tra i cristalli precipitati da un pianoforte discreto e grato…

…Grato di essere lì e di esserlo ora…

E le voci si stratificano, si sedimentano e si imprimono nella dolcezza di madrigali sospese nel dormiveglia e di sguardi che non sono lì e non lo sono ora.

E poi la chiaroveggenza della fantasia finale, la gioia e il mistero di immagini create dagli anelli di fumo dell’inconscio. La coda del pianoforte scivola libera eppure salda sulle pagine di un sofisticato canone in cui tutti gli strumenti guizzano e ardono con azzurrognoli bagliori di fuochi fatui in vitro.

Un ambient che colma la distanza che separa lo spleen dall’Ideale, un’avanguardia da camera che volge lo sguardo al cielo delle nostre vite e che mostra come i sogni siano fatti della nostra stessa materia.

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Commenti (Undici)

Almotasim
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Sempre suggestivo il tuo racconto degli album ambientali, questo ha un sapore classico sarà per l'opera votata alla musica cameristica, niente male all'ascolto...c'è un retroterra Fricke. Poverini i "fuochi fatui in vitro", che tenerezza...
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Ciao Almo..! questo disco per me è un capolavoro di ogni tempo e spazio (musicale)..riferirò ai fuochi fatui la tua vicinanza..;)
Almotasim : Ah, grazie!
lector
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".... e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita."
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Sì, era un discreto affabulatore...
fuggitivo
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Mi dispiace ma l'unica recensione che accetto e l'unica che accetterò per sempre è quella di Eneathedevil. Il Padiglione dei Sogni, posto numero 2 dei miei dischi preferiti. Comunque non brutta.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Ma scherzi Fuggi?..e poi è sempre bello trovare un altro estimatore di questo disco..però ora sono curioso: qual'è il tuo podio?
fuggitivo: E' vero, bello trovare estimatori di questo disco, la mia top 4 è in quest'ordine Loveless, Pavilion, Out dei White Heaven e Modern Dance.
fuggitivo: Tra l'altro 4 dischi con 4 copertine perfette per la musica che contengono, questa di Pavilion l'ho sempre trovata divina.
CosmicJocker: Beh, un podio e una medaglia di legno di tutto rispetto..chissà perché immaginavo anche qualcosa degli hash jar tempo o di Montgomery..
fuggitivo: Eh, di Montgomery sono sicuro andrebbe in alto il suo Scenes, però devo ancora trovarlo. Gli altri dischi che ho di Montgomery sono tosti, mai spolpati per bene, mentre 324 contiene pezzi più brevi e semplici, ecco quello pure da ascoltare meglio però mi sta piacendo. Degli Hash Jar Tempo c'è un momento dentro uno dei loro pezzi di Under Glass che mi fa salivare, quando verso l'ottavo minuto e qualcosa della traccia 5 la musica si sventra in quel leggero "plin plin" di chitarra e quel riverbero molto shoegaze che mi fa tanto pensare ad una nevicata; ecco, la seconda parte di quel pezzo mi tocca nell'intimo. Comunque nulla si avvicina a quei 4, neanche Dadamah e Dissolve, solo Well Oiled che infatti pure quello è in alto nella mia classifica.
BortoloCecchi
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I madrigali sono un'altra cosa, ma recensione piacevole. L'album e Budd in generale mi annoiano. Grazie per la proposta.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Eppure lo stesso Budd parla di madrigali (tanto più che il titolo di una traccia è "madrigals of the rose angel")..immagino siano madrigali "deformate" e "piegate" dal suo canone personale..grazie a te del passaggio..
BortoloCecchi: Sì sì, ci credo, ma anche io posso parlare di una mia composizione dicendo che per me é jazz, ma in realtà faccio metal. Ovviamente sono a rischio insulti molto più grave che la travisazione di un madrigale, rispetto a polifonia pura e semplice. Nel madrigale il rapporto tra musica e testo é fondamentale. Qui non c'é testo.
CosmicJocker: Questo è indiscutibile, credo che Budd risponderebbe che per lui il testo sono le linee vocali della mezzosoprano..oppure un madrigale concepito con sensibilità avanguardistica..certo è che, se qualcuno non ha famigliarità con i madrigali, i pezzi di Budd possono risultare "fuorvianti"
Pinhead
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Io sono Acquario.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Ah, allora l'hai colta la dedica che ti ho fatto..!
Pinhead: <3
ALFAMA
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Amo questo lavoro e pur solo oggi mi rendo conto del titolo in italiano. " Il Padiglione" ??
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: E si, proprio padiglione..comunque questo dimostra il fatto che quando si ama c'è sempre qualcosa da scoprire..
hjhhjij
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E che gli vuoi dire al maestro ? Harold Budd incanta, non riuscirebbe ad annoiarmi nemmeno sforzandosi, è troppo "immersivo"
BËL (01)
BRÜ (00)

hjhhjij: Che ho detto ? Bah.
CosmicJocker: Non so, ma sono d'accordo con te..
ziltoid
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Non conosco, ma credo sia il caso di conoscere!
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Assolutamente! Un'apnea con Budd ossigena i neuroni..
IlConte
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Se la ascolto rischio di picchiare qualcuno ahahahahahah, nella prossima vita scriverò come te ahahahahahah
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Comandante...! se mai ci incontreremo di persona e insisto nel farti ascoltare un disco di questo tipo..non mi menare..ricorda che siamo amici!!!
LittleBluebelle
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Recensione molto evocativa e affascinante di un'opera che non conosco. Sembra ostica, non so se sarò in grado di cogliere e apprezzare. Nuova sfida d'ascolto, peccato il tempo sia sempre poco. Ottima recensione, armoniosa.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Guarda, è ostico eppure anche molto accessibile..pezzi quasi senza peso eppure un stratificazione di input davvero consistente..richiede molto più di un ascolto eppure già dal primo ascolto riesce (almeno questo succede a me) a conquistarti..
fuggitivo: Forse mi sono impigrito come ascoltatore, ma il disco non lo definirei ostico, anzi è impossibile trovare un punto focale nei pezzi più lunghi, un tema o un motivo, cosa che secondo me alleggerisce gli ascolti ripetuti. E' un disco che vive di pura bellezza, di pura estetica, non so se mi spiego...
fuggitivo: Infatti a me conquistò al primo ascolto di Bismillahi su YouTube, pensai "questo disco dev'essere mio".
Carlos
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Tra questa e la prima recensione è difficile scegliere la mia preferita. Sto disco ispira recensioni top. Complimenti per essere riuscito a ribaltare la citazione iniziale, ormai resa vuota banalità dall'abuso che se ne è fatto. Scelta ardita la tua.
BËL (01)
BRÜ (00)

CosmicJocker: Grazie mille Carlos (soprattutto per aver notato il "ribaltamento")..sono andato a leggere poi l'altra recensione e devo ammettere che è splendida..su Pavillion, guarda per me fa parte di quella manciata di dischi che salverei prima della fine del mondo..
fuggitivo: Sì, anche per me uno dei dischi che salverei prima della fine del mondo.

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