Copertina di Hatebreed Supremacy
cretinalbo88

• Voto:

Per amanti del metal estremo e hardcore, fan di metalcore aggressivo, ascoltatori di musica dura e rabbiosa
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LA RECENSIONE

Ogni album degli Hatebreed non presenta grande innovazione, ma questa lasciamola a gruppi che hanno un approccio diverso alla musica, fatto di sperimentazione che spesso crea malriusciti tutt'uno di generi. Gli Hatebreed non hanno bisogno di innovare e sperimentare quindi cercare di sminuire la vera realtà di questo gruppo con frasi come "canzoni troppo uguali" o "nessuna innovazione" significa cercare inutilmente l'intellettualismo e le forzature in musiche nate senza alcun bisogno di mostrarsi diversamente che con la propria faccia. Gli Hatebreed hanno come migliore arma una carica che in periodo in cui metalcore significa soltanto vocette melodiche e doppia cassa in ogni occasione è davvero oro, e poi una grande spontaneatà nel creare canzoni realmente rabbiose e ringhiate senza la solita rabbia adolescenziale di altri gruppuscoli metal-hc di ultima generazione.

Notevoli in questo album sono: i riff, che differentemente da altri gruppi hardcore presentano ritmiche più complesse e vicine al thrash metal, la voce di Jamey Jasta, un ruggito tra Max Cavalera e Iena dei Woptime, la produzione, ottima, che rende completamente giustizia alla brutalità del suono della band.

Defeatist apre l'album con forza micidiale, l'urlo di Jamey Jasta che lacera l'aria supportato da rullate e schitarrate maligne, le seguenti Horrors of Self e Mind over all presentano una struttura simile con l'intermezzo mid-tempo che spacca davvero con i suoi riff stoppati, ottime anche To the thres hold e Destroy everything, devastante come il titolo suggerisce, con un ritornello immediato e velocità piuttosto bassa, che porta parecchio vicini al metal invece che all'hc, anche nella potenza dei riff; degne di nota anche la penultima As diehard as they come, e la conclusiva Supremacy of self con cori che ricordano un po' gli Agnostic Front.

In conclusione un album ottimo, consigliato soprattutto a chi ama la musica dura ed estrema che concede poco alla melodia e molto alla rabbia, in cui convivono velocità e attitudine hardcore con potenza e riff metallici, batteria con doppia cassa e stacchi davvero mozzafiato, tempi iperveloci e tirati, ma non solo scheggie da un minuto e mezzo: anche notevoli mid-tempos e intermezzi lenti con riff stoppati e variazioni di tempo davvero entusiasmanti.

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Riassunto del Bot

Supremacy degli Hatebreed è un album che punta tutto su carica e intensità, senza cercare innovazioni di genere. Riff complessi e potenti, voce ruggente e una produzione che esalta la brutalità della band. Il disco bilancia furia hardcore e influenze metal con variazioni di tempo ben studiate, offrendo canzoni rabbiose ma non monotone. Consigliato agli amanti della musica estrema che preferiscono forza e attitudine a melodie mainstream.

Tracce testi video

02   Horrors of Self (02:29)

03   Mind Over All (01:59)

04   To the Threshold (02:49)

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05   Give Wings to My Triumph (03:05)

06   Destroy Everything (03:29)

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07   Divine Judgment (02:28)

08   Immortal Enemies (02:29)

09   The Most Truth (02:44)

10   Never Let It Die (03:39)

11   Spitting Venom (02:49)

12   As Diehard as They Come (02:16)

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13   Supremacy of Self (02:47)

Hatebreed

Hatebreed è una band hardcore/metalcore statunitense nata nel 1994 in Connecticut e guidata dal frontman Jamey Jasta. Nota per un suono aggressivo e diretto, ha pubblicato dischi chiave come Satisfaction Is the Death of Desire, Perseverance, The Rise of Brutality e Supremacy. Dalle recensioni: partecipazioni a Ozzfest, tour con Slayer e la conduzione di Headbangers Ball su MTV2 da parte di Jasta.
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  Cornholio

 Sono un gruppo “schiacciasassi”, il cui principale obbiettivo è quello di gridare tutta la loro rabbia continuando ad essere fedeli a loro stessi.

 Il disco non è particolarmente entusiasmante, ma è giusto supportare questa band che mette tanta passione in quello che fa e che non delude mai.