Copertina di Hatebreed Supremacy
Cornholio

• Voto:

Per appassionati di metalcore e hardcore, fan di musica violenta e live energici
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LA RECENSIONE

Gli Hatebreed non sono un gruppo capace di particolari “evoluzioni”. Sono un gruppo “schiacciasassi”, il cui principale obbiettivo è quello di gridare tutta la loro rabbia continuando ad essere fedeli a loro stessi nonostante il rischio di sembrare monotematici (anche se penso che a loro non importi granchè). Con la fine del 2006 è tempo anche per loro di una nuova uscita discografica che infatti conferma quanto ho appena detto. I cinque loschi figuri del Connecticut in più di un decennio si sono sempre confermati in grado di produrre di dischi di grande impatto e violenza, conquistando una folta schiera di fan e dando il via al cosiddetto fenomeno del “metal-core”.

 

Con questo “Supremacy” la band non tradisce, anzi accontenta tutti coloro che si aspettano da loro una sana dose di violenza e rabbia in pieno stile hard-core. Il disco si apre con "Defeatist", canzone e singolo dell’album, che sembra una delle più riuscita e continua sulla stessa linea con canzoni come "Horrors of self" e "To the Treshold". Riff assassini e rabbia urlata senza tanti fronzoli o finezze, questa è la formula che rimane costante per ogni disco degli Hatebreed. Impanca bili poi le canzoni come "Destroy Everything" che con un ritornello immediato e orecchiabile risulta fatta apposta per la dimension live, dove tra l’altro il gruppo è davvero notevole, da cantare a squarciagola insieme al pubblico. Insomma gli Hatebreed non cambiano di una virgola la loro proposta e probabilmente da un gruppo come questo, il cui obbiettivo non è certo dare un’innovazione ad ogni pubblicazione discografica ma rimanere fedeli alla propria lina, è giusto che sia così. Dopo le partecipazioni ai vari Ozzfest, i tour con gente come Slayer e la conduzione da parte del frontman James Jasta del programma Headbangers Ball su MTV2; hanno raggiunto una bella dose di notorietà guadagnata con fatica.

 

Il disco non è particolarmente entusiasmante, soprattutto rispetto ai predecessori, ma se “bazzicate” nel genere è giusto supportare questa band che mette tanta passione in quello che fa e che non delude mai.

 

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il disco Supremacy degli Hatebreed, sottolineando la loro coerenza nell'offrire hardcore violento e rabbioso senza cercare innovazioni. Pur non entusiasmando come i predecessori, l'album mantiene la passione e la forza che hanno consolidato la loro fama nel metalcore. Il gruppo si conferma potente soprattutto in sede live, con brani ideali per il concerto. La recensione invita i fan del genere a supportare questa storica band.

Tracce testi video

02   Horrors of Self (02:29)

03   Mind Over All (01:59)

04   To the Threshold (02:49)

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05   Give Wings to My Triumph (03:05)

06   Destroy Everything (03:29)

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07   Divine Judgment (02:28)

08   Immortal Enemies (02:29)

09   The Most Truth (02:44)

10   Never Let It Die (03:39)

11   Spitting Venom (02:49)

12   As Diehard as They Come (02:16)

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13   Supremacy of Self (02:47)

Hatebreed

Hatebreed è una band hardcore/metalcore statunitense nata nel 1994 in Connecticut e guidata dal frontman Jamey Jasta. Nota per un suono aggressivo e diretto, ha pubblicato dischi chiave come Satisfaction Is the Death of Desire, Perseverance, The Rise of Brutality e Supremacy. Dalle recensioni: partecipazioni a Ozzfest, tour con Slayer e la conduzione di Headbangers Ball su MTV2 da parte di Jasta.
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  cretinalbo88

 Gli Hatebreed hanno come migliore arma una carica che in periodo in cui metalcore significa soltanto vocette melodiche e doppia cassa in ogni occasione è davvero oro.

 Notevoli in questo album sono: i riff, che differentemente da altri gruppi hardcore presentano ritmiche più complesse e vicine al thrash metal.