Copertina di Henry Cow Unrest
CosmicJocker

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Per appassionati di jazz, progressive rock, musica sperimentale e improvvisazione d'avanguardia
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LA RECENSIONE

Acidissimo “progressive-jazz” che scioglie il geroglifico finale di una stele egizia; rapsodie informi; fascino del criptico, dell’incompleto. Aghi impazziti di bussole marinare, pezzi mancanti di mosaici bizantini.

Le improvvisazioni eteree dei National Health discendono sulla Terra e si fanno carne, si fanno materia. Fitti sciami di oboe petulanti, di ronzanti clarinetti, di sax zigzaganti; volano liberi ed incomprensibili e rimangono invischiati in gigantesche ragnatele di improvvisazioni ritmiche.

Scrittura automatica surrealista che si fa suono, che compone schizzi pasticciati su tele malconce; caotici atelier di pittori compulsivi. Third Ear Band che soffoca i suoi figli psichedelici e ne concepisce altri, melodrammatici ed espressionisti.

Sensazioni in bilico, elettricità nell’aria. Pioverà o non pioverà?

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Riassunto del Bot

La recensione descrive 'Unrest' di Henry Cow come un album di progressive jazz acido, caratterizzato da improvvisazioni complesse e atmosfere enigmatiche. Le sonorità ricordano mosaici incompleti e pitture surrealiste, con una strumentazione densa e intricata. L'opera emerge per la sua materia sonora densa e la capacità di evocare sensazioni contrastanti, risultando affascinante e innovativa.

Tracce video

01   Bittern Storm Over Ulm (02:18)

02   Half Asleep; Half Awake (07:59)

03   Ruins (12:10)

04   Solemn Music (01:11)

05   Linguaphonie (05:31)

06   Upon Entering the Hotel Adlon (03:04)

07   Arcades (01:57)

08   Deluge (05:24)

Henry Cow

Henry Cow è un collettivo britannico di avanguardia fondato a Cambridge nel 1968 da Fred Frith e Tim Hodgkinson. Nel corso degli anni ’70 ha unito scrittura complessa, improvvisazione e impegno politico, con membri chiave come John Greaves, Chris Cutler, Geoff Leigh e Lindsay Cooper; nel 1975 ha collaborato con gli Slapp Happy con la voce di Dagmar Krause. Nel 1978 il gruppo ha co-fondato il movimento Rock In Opposition e si è sciolto poco dopo.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  Giona

 «Un'opera di transizione che da sempre suscita forti contrasti tra i fans.»

 «Con un minimo d’attenzione risulta evidente come gli Henry Cow abbiano confezionato un ottimo esempio di avant-progressive spinto al limite dello sperimentalismo.»