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Herbie Hancock
Empyrean Isles

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Voto:

Ero alla ricerca di ampliare la mia discografia relativamente all'opera di Herbie Hancock che sarei andato a vedere di lì a poco a Roma. Possedevo del suddetto artista i fondamentali capisaldi della sua vasta carriera, dischi come "Head Hunters", "Thurst", "Fat Albert Rotunda" e poi avevo comunque ascoltato quasi tutto il suo operato in un modo o nell'altro.

Alla ricerca di un vinile così. mi sono imbattuto nell'acquisto di questo "Empyrean Isles" del 1964 con Ron Hubbard alla tromba, anzi cornetta, che già conoscevo per via che possiedo il suo capolavoro "Open Sesame", Ron Carter al basso anch'esso della scuderia di Hubbard e alla batteria e percussioni l'ottimo Tony Williams che mi è piuttosto famigliare essendo stato proficuo collaboratore del mio idolo McLaughlin.

Mi arriva a casa il vinile, abbasso la puntina e subito "One Finger Snap" mi riporta indietro di qualche tempo, quando ero molto ma molto dedito all'ascolto dell'Hard Bop, e ascoltando la traccia non posso non notare un Hubbard in forma strabiliante nelle sue virtuose evoluzioni poi un Williams superbo che secondo me qui fa come dire 'il botto' con una serie di colpi molto ben assestati alle pelli del suo strumento e poi ... ecccola arrivare: La Magia. Sì, la magia che solo, o quasi, un Hancock al piano sa creare. Un vero e proprio orgasmo auditivo, signori e signore.

Il disco prosegue con l'ottima "Oliloqui Valley" della quale impossibile non citare l'asolo di basso di Carter per poi arrivare al micidiale giro di piano che domina la title-track: 5:32 minuti di puro piacere jazzistico dove si intersecano alla perfezione le folgoranti intuizioni pianistiche del nostro Herbie con una sezione ritmica da paura.

Si giunge così alla finale "The Egg", che inizia con delle note killer donateci dal maestro Hancock per poi lasciare entrare nei solchi e nell'impianto un Hubbard al di sopra di ogni aspettativa (già comunque sempre alta per artisti di questo calibro). Un geniale Carter al contrabbasso suonato con l'arco ed un percussionismo oserei dire psichedelico creano veramente un'atmosfera indescrivibile, dove si alternano passaggi prettamente jazz ad uno stile indubbiamente avanguardistico senza mai cadere nella noia o altro: anzi, tutt'altro!

In definitiva, se cercate un Signor disco jazz o semplicemente volete sentire della gran bella musica questo disco non può mancarvi.

Commenti (Sei)

Hank Monk
Hank Monk
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4 di benvenuto (direi sia la tua prima?).
Di jazz si parla poco del deb. Mandane a bomba.

Questo nn lo conosco ma in pratica ci sono 3 quinti del "quintetto stellare" di davis quindi posso immaginare come suona e xhe mi potrebbe piacere

BËL 00
BRÜ 00

asterics
asterics
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Beh, forse il migliore dell'H.H. periodo Blue Note, insieme a Maiden Voyage. Lo consumai qualche anno fa, prima di innamorarmi del periodo electrofunky successivo. Ma l'etichetta FREE JAZZ mi ha interdetto & perplesso oltremodo.

BËL 01
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asterics: piesse: benvenuto!
hjhhjij
hjhhjij
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Sono d'accordo con l'elegante pinguino qui sopra, è tanto che ho voglia di riascoltare proprio questo di Hancazzo.

BËL 00
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IlConte
IlConte
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Benvenuto, non so (quasi) un cazzo

BËL 00
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IlConte: Ma Ron Hubbard non era anche qvello di Scientology?!
Straordinerio
zappp: grande disco e formazione stellare
lector
lector
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Sempre giusto parlare di Jazz su questi lidi (magari con un pizzico di competenza in più, ma son fisime mie).

BËL 01
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proggen_ait94
proggen_ait94
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ho dei problemi con lui

BËL 00
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Geenooofficial: ...ecco prendo spunto... pure io amo il jazz ma ho trovato Herbie sempre un po' di maniera, un po' asettico, un po' boh... questo disco ce l'ho per es. e non mi ricordo un cippo.
proggen_ait94: idem
l'unico big del jazz che finché fa jazz mi annoia
i dischi funk son più fighi

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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