Copertina di Heroin in Tahiti Remoria
ALFAMA

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Per appassionati di musica sperimentale, etno e kraut, amanti delle sonorità mediterranee e ricercatori di album alternativi
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LA RECENSIONE

Conosciuti facendo surf su spiagge radioattive.

Sono diventati grandi, forse incomprensibili.

Hanno creato una sorta di mitologia sul loro suono.Ogni nuova uscita è un respiro di una civiltà Mediterranea persa nel futuro. Percussioni e odore di catrame sotto il sole fra pietre di civiltà dimenticate.

Donato Epiro che fine ha fatto il tuo gruppo?

4° mondisti, paesaggi lunghi, tanti ascolti di etno Kraut. Camera aperta su paesaggi free e ritmiche che forse cercano di recuperare il Golfo di Napoli anni 70 e ipnoritmiche tarantelle robotiche su autostrade con lo sguardo verso il Muro Di Berlino dipinto da emozioni spry mulietniche.

Io penso,sono convinto che non puoi raccontare una musica. Quindi se volete provate questo lavoro e se vi piace fatemi sapere.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album Remoria di Heroin in Tahiti, evidenziando un sound unico che fonde influenze mediterranee, etno e kraut. L'opera viene descritta come un viaggio sonoro tra passato e futuro, caratterizzato da percussioni e atmosfere evocative. L'autore invita all'ascolto senza preconcetti, sottolineando la difficoltà di raccontare la musica a parole.

Heroin in Tahiti

Duo romano formato da Valerio Mattioli e Francesco De Figueiredo, attivo dal 2011. Unisce surf music deviata, drone ed elettronica psichedelica con immaginari mediterranei e cinematografici.
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