Copertina di Hood Cold House
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Per appassionati di musica elettronica e ambient, amanti delle riflessioni introspettive, ascoltatori interessati a temi esistenziali e al rapporto tra tempo e crescita personale
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LA RECENSIONE

"Cold House" parla del tempo.

E quindi anche di numeri, ci sono sempre i numeri quando si parla di tempo.

Inizia il disco e non me accorgo, i primi 30 secondi non esistono, ogni volta che parte io lo percepisco quando ormai il primo minuto è quasi interamente passato. Mi chiedo cosa contengano quelle decine di secondi iniziali.

Poi arriva sempre un ricordo, di quelli lontani che non capisci mai se è davvero tuo o l'immagine di un racconto altrui.

Eccolo.

Mia madre mi dice che la vecchia del pianerottolo di fronte non c'è più, arriveranno nuovi inquilini tempo un mese e, mentre me lo racconta, penso a quando incontrando la vecchia durante la malattia, che le stava da anni ingiallendo la pelle, le dissi qualcosa come "stai cambiando, sei cresciuta" e mia madre veloce nel correggermi, gli anziani non crescono diceva.

Non lo avevo mica capito io a 6 anni che a un tratto succede che si smette di crescere e che i cambiamenti iniziano da un certo momento in poi ad essere una forma più dolce di deterioramento. E io facevo i calcoli, contavo -eccoli i numeri che sempre tornano insieme al tempo- doveva pur essere individuabile, geometricamente riconoscibile, questo momento in cui anch'io avrei smesso di crescere e iniziato a ingiallire.

Gli Hood mi parlano di questo. Ritrovo a volte la glaciazione di quell'istante che cercavo da bambino. E' l'elettronica fredda insieme al sussurro tiepido della gola, sono le tracce d'umore disegnate a pastello ad averlo fermato e reso finalmente osservabile. Pezzi come "You Show No Emotion At All", "Lines Low To Frozen Ground" mi raccontano queste storie.

"Cold House" mi ha insegnato a non preoccuparmi della consistenza delle nostre trasformazioni.
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Riassunto del Bot

La recensione esplora l'album Cold House degli Hood come una riflessione sul tempo e le trasformazioni personali. L'autore evoca ricordi d'infanzia e l'idea della crescita che cessa per lasciare spazio al tempo che passa, accompagnati da suoni elettronici freddi e vocalità sussurrate. Tracce come 'You Show No Emotion At All' incarnano queste atmosfere. L'album insegna a non temere il cambiamento e a osservare con dolcezza il proprio percorso.

Tracce testi video

01   They Removed All Trace That Anything Had Ever Happened Here (05:20)

02   You Show No Emotion at All (05:13)

04   Enemy of Time (03:22)

05   The Winter Hit Hard (05:42)

06   I Can't Find My Brittle Youth (03:11)

Leggi il testo

07   This Is What We Do to Sell Out(s) (03:05)

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08   The River Curls Around the Town (03:23)

09   Lines Low to Frozen Ground (05:15)

10   You're Worth the Whole World (05:43)

Hood

Hood è un gruppo inglese formato a Leeds nel 1991 dai fratelli Chris e Richard Adams. Il loro suono unisce post-rock, indie ed elettronica, con album chiave come The Cycle of Days and Seasons, Cold House e Outside Closer.
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