Copertina di Hope Of The States The Lost Riots
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Per appassionati di rock alternativo, fan del post-rock e del rock britannico, ascoltatori di debut album emozionali e ricercatori di musica con orchestrazioni
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LA RECENSIONE

Come primo (e spero ce ne siano molti altri) album da recensire ho scelto proprio questo perché secondo me è uno dei migliori esordi e uscite del 2004. Come ben sapete sto parlando degli HOPE OF THE STATES che con questo The Lost Riots, forse poco conosciuto, mi hanno fatto veramente saltare dalla sedia quando per la prima volta l'ho ascoltato.

Allora premetto, la loro musica è un mix di rock riempito di violini, fiati e archi, è una musica epica (ricorda a tratti il post-rock) piena anche di ritornelli molto ascoltabili. Quando li ascolti ti danno sempre la sensazione che questa musica sia una specie di "testamento del mondo" una specie di pre-apocalisse, data sicuramente dalla carica emotiva che quest'album può "donare".

In quest'album avremo davanti pezzi come "Enemies/Friends" con quell'introduzione di chitarra dolce che poi è oscurata da una batteria che scandisce il tempo alla perfezione, ecco che entra in scena la voce di Sam Herlihy che come indicato nel booklet è una voce gioiosa, speranzosa, rotta e così via... il pezzo poi finisce epicamente con una triste e osannata ripetizione di vari "in the end".
Altro pezzo magnifico è "66 Sleepers To Summer" con il suo magnifico inizio di violino e chitarra acustica, poi la ballatona di turno che è "Don't Go To Pieces", il singolo potente e trascinante "The Red The White The Black The Blue", il folk rock di "George Washington".
"Nehemiah" (altro singolo) con quei yeah yeah yeah yeah che si trascinano insieme ai violini... e l'ultima "1776" che nel ritornello ricorda un po' "Starman" del vecchio David Bowie.
Ma attenzione!!! "Le rivoluzioni perse" non sono ancora terminate, se aspettate c'è la ghost track che aggressiva mette il sigillo "the end" all'album.
Dai titoli e dai testi le atmosfere che gli Hope Of The States oltre a quelle apocalittiche richiamano molto quelle delle rivoluzioni tra il '700 e '800.
Insomma che dire, consigliato a chi ama molto il rock di matrice BRITISH!

E speriamo che i nostri ci delizieranno con un successore degno dell'esordio.

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Riassunto del Bot

The Lost Riots degli Hope Of The States è un album d'esordio che unisce rock e archi in atmosfere epiche e pre-apocalittiche. La voce di Sam Herlihy e i brani come 'Enemies/Friends' e 'Sleepers To Summer' catturano l'ascoltatore, mentre testi e titoli richiamano rivoluzioni storiche. Consigliato agli amanti del rock britannico e del post-rock.

Tracce testi video

01   The Black Amnesias (04:40)

03   66 Sleepers to Summer (05:00)

04   Don't Go to Pieces (04:47)

05   The Red the White the Black the Blue (03:40)

Leggi il testo

06   Black Dollar Bills (06:54)

07   George Washington (03:26)

08   Me ves y sufres (05:33)

09   Sadness on My Back (03:58)

11   Goodhorsehymn (03:53)

Hope of the States

Hope of the States sono un gruppo indie/post-rock inglese nato a Chichester a fine 2000. Debuttano con The Lost Riots (2004, produzione di Ken Thomas) e proseguono con Left (2006). Arrangiamenti orchestrali, toni epici e la voce di Sam Herlihy li caratterizzano.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  charles

 "Questo è proprio il mio genere!"

 "Black Dollars Bills è un vero e proprio delirio, un'emozione incredibile di 7 minuti, da brividi."