Copertina di Howe Gelb The Listener
Hal

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Per appassionati di musica alternativa, amanti delle ballate malinconiche e delle atmosfere desertiche, fan di lou reed, tom waits e giant sand.
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LA RECENSIONE

Prendete una sala di incisione, 2/5 di Lou Reed, 1/5 di Tom Waits, 1/5 di Arizona, 1/5 di Danimarca (dove il disco è stato in parte registrato), una spruzzata di blues, un pizzico di jazz, uno di tango, agitate bene e il gioco è fatto: ecco a voi The Listener di Howe Gelb.

Insomma nulla di nuovo sotto il sole di Tucson. Le "citazioni" sono esplicite (vedi Lou Reed in "Felonious" e in "Lying There"). Il risultato non è spiacevole.

Fra piano, chitarra e accenni di archi, le ballate del leader dei Giant Sand riescono ad emozionare con un linguaggio musicale venato di malinconia e introspezione.
Non è certamente un capolavoro, alla lunga potrebbe annoiare, ma va ascoltato almeno una volta magari attraversando un deserto adornato di cactus.

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Riassunto del Bot

La recensione di 'The Listener' di Howe Gelb analizza la miscela di influenze musicali e atmosferiche inserite nell’album, che mescola blues, jazz e cenni di tango con uno stile evocativo ma non rivoluzionario. L'opera colpisce per la malinconia e l’introspezione delle ballate, anche se rischia di stancare nel lungo periodo. Un ascolto consigliato almeno una volta, soprattutto per chi ama i paesaggi sonori desertici.

Tracce video

01   Glisten (03:50)

02   Felonious (03:34)

03   Jason's List (04:36)

04   Cowboy Boots (04:27)

05   Torque (Tango De La Tongue) (04:19)

06   Piango (03:06)

07   Lying There (04:13)

08   B 4 U (Do Do Do) (05:46)

09   The Nashville Sound (02:07)

10   Blood Orange (03:30)

11   Moons Of Impulse (02:44)

12   Now I Lay Me Down (06:46)

13   Lemmy N Emmy (03:40)

Howe Gelb

Cantautore, chitarrista e pianista statunitense, fondatore dei Giant Sand e figura chiave del ‘desert rock’ di Tucson. Attivo dai primi anni ’80, alterna album solisti e collaborazioni mescolando Americana, alt-country, folk, jazz e gospel.
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