Hypocrisy
Hypocrisy

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La genesi dell'omonimo sesto lavoro degli svedesi Hypocrisy inizia due anni prima, nel 1997. E' l'anno di "The Final Chapter" ed il suo poco rassicurante titolo sembra far presagire l'imminente fine della band. Peter Tagtgren, leader e fondatore della band, vuole proseguire la propria carriera musicale concentrandosi in particolare sul progetto Techno-Industrial dei Pain e sulle ottime capacità di produttore. Suoi gli studi di registrazione The Abyss, messi in piedi nel 1995, dove si è già distinto per aver lavorato con band del calibro di Therion, Marduk, Dark Funeral.

Ed invece nel Giugno del 1999, in maniera del tutto non preventivata, il ritorno degli Hypocrisy è cosa certa. Un lavoro tra i migliori mai messi in piedi dalla band; prodotto e registrato ovviamente dalle sapienti e totalitarie mani di Peter. L'unica nota negativa, cosa da me riferita in molte altre circostanze, è l'affidarsi ancora una volta alla casa discografica tedesca Nuclear Blast che nella seconda metà degli anni novanta ha scelto di virare verso dei suoni più chiari, con una produzione per lunghi tratti cristallina se non addirittura troppo pulita. Peter è costretto ad adeguarsi a ciò anche perchè il risultato finale delle vendite è di tutto rispetto.

L'album è il più atmosferico, epico di quelli fin a questo momento registrato dalla band; molti brani contengono ariose e fascinose partiture sinfoniche, di ampissimo respiro come mai era avvenuto nel passato recente e più remoto. Anche la voce di Peter, come avviene ad esempio nei sei minuti di "Until The End", si sviluppa in maniera pulita, sorretto da lunghe trame musicali avvolgenti, con un crescendo strumentale di raggelante e fulgida bellezza.

In un paio di occasioni si ricordano ancora di essere una band Death Metal: "Apocalyptic Hybrid" e "Time Warp" sono due terrifcanti scudisciate suonate con una furia ed un impeto degna delle prime pubblicazioni. Velocità debordante, riff di chitarra semplici ma dall'impatto rovinoso; una sezione ritmica graffiante, granitica, imponente. E qui la voce di Peter riassume quelle sembianze growl che lo hanno reso uno dei migliori cantanti di sempre di un genere musicale. Urla strappate, corde vocali tiratissime ad un passo dalla straziante rottura. Impressionante dimostrazione di bestiale e primigenia forza.

Il brano migliore è il decimo della raccolta; "Paled Empty Sphere". Dimenticatevi quanto ho appena scritto nel paragrafo precedente; qui le atmosfere si fanno sempre più rarefatte, oniriche, languide. Passaggi acustici, fraseggi dal sapore addirittura Psichedelico, la voce assume contorni inimmaginabili per una band così estrema. L'assolo di chitarra di Peter sfiora lidi di Pinkfloydiana memoria...non esagero credetemi.

Album dal massimo dei voti per me.

Diabolos Rising 666.

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Commenti (Sei)

Almotasim
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E Greta Thunberg manco li conosce! DeathMetalstrejk för klimatet.
BËL (01)
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GenitalGrinder: It's OK!!!
Onirico
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Adoro il metal quando è mischiato ad atmosfere più soft. Questi sembrano fare proprio per me. Corro ad ascoltare.
BËL (01)
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GenitalGrinder: In quelle annate il Death Metal svedese era assoluto protagonista della scena europea, grazie a band come In Flames e Dark Tranquillity. Ascolta il disco e torna a dirmi come lo hai trovato.
sfascia carrozze
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Il disco non lo conosco ma per quanto mi riguarda le atmosfere (più) soft col metallissimo roventissimo c'azzeccano poco.
O sei un grandissimo con idee genialissime o il risultato al 99,5% è tremebondo.
Curiosamente da poco mi sono procurato il loro ignorantissimo esordio, "Penetralia", di cui custodisco tré pezzi che mi piacevano molto in un'arcaica compilazione in musicassetta di brani rubati/registrati al programma di Claudio Sorge su RaiStereoNotte nella notte dei tempi.
Sono un vecchio metaller incartapecorito, lo so.

BËL (01)
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Onirico: E io che ero rimasto all'ottimo esordio "Penetranal with the Pen(netta) Usb" dei Gastrointestinal Abyss of Sufference. Non si cessa mai di imparare...
GenitalGrinder: Anche nel mio caso posso asserire che non impazzisco per quell'ondata Metal che ha miachiato sonorità più soft: il tanto declamato ai tempi "Death Metal Melodico" (quel melodico associato al Death mi ha sempre fatto venire l'orticaria). Però questo disco degli Hypocrisy è la classica eccezione.
Marco Orsi
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E bravo GG!!
BËL (01)
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lector
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Puliti? Cristallini? Pink Floyd??
Ti stai rammollendo pure tu come il DeMa....
BËL (03)
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GenitalGrinder: Non provocarmi giovine (!!!) lector...
Elfo Cattivone
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Questo non l'ho mai ascoltato...
BËL (00)
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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