Il settimo lavoro degli americani, Iced Earth, non delude le aspettative dei precedenti “The Dark Saga” e “Something wicked comes this way”, lavori che hanno portato il tanto sperato successo.
Un disco che si differenzia dai precedenti per vari motivi. Nella line-up sono presenti alla base ritmica, Richard Christy dietro le pelli e di Steve Digiorgio al basso…nomi che fanno la differenza!
Ed effettivamente la differenza vera la creano i sopraccitati, con un muro di doppia cassa spacca – timpani e una base di basso strepitosa, ingegnata da qual geniaccio di Digiorgio, che ci regala atmosfere horror attraverso il suo fretless.
Un'altra differenza sono, alcune parti melodiche e situazioni atmosferiche, legate al tema del disco. Infatti in questo “Horror show”, vengono nominate molte creature malefiche (da Frankestein a Dracula) e le canzoni sono legate da un solo filo conduttore, che ripercorrono il tema del disco.L’album a tratti assume una certa cadenza, in stile Demon & Wizard, per poi incedere violento e diretto in un sound duro con spunti veramente thrash! La presenza di John Schaffer è la causa di questo effetto, che decade in arpeggi suggestivi, per poi ripartire nelle solite galoppate old-style.
La grande prestazione di Mattew Barlow, regala all’ascoltatore, una voce evocativa e lirica, pronta ad esplodere in acuti malvagi e in cori power! Il cantante è la punta di diamante della band, per la sua camaleontica adattabilità ad ogni singola situazione.
In molte tracks sono presenti pezzi acustici molto intensi. Le caratteristiche di quasi tutti gli episodi, sono ballad estremamente epiche che sfociano in ritmiche aggressive e deraglianti!
Cito fra le canzoni più belle e significative dell’album: “Damien” con un arpeggio oscuro di basso, i cori lirici, passando per della pura violenza, per finire con un pezzo di pianoforte raccapricciante! “Dracula” con il suo inizio da brivido e un esplosione paurosa! La traccia iniziale “Wolf” ci regala una potenza inaudita grazie ad il fattore Christy-Digiorgio. L’ultima traccia “The Phantom Opera Ghost”, è resa incantevole dal duetto di Barlow con una voce femminile, che rende tutto altamente in linea con il concept lirico.
Per la gioia degli headbangers, nella versione limited – edition è presente una cover di “Transylvania” degli Iron Maiden, dove il sublime Steve, ci regala un emozione grandissima, ripercorrendo la strumentrale e indimenticabile canzone delle “Vergini di ferro”, in puro stile thrash-metal.