Copertina di Irene Grandi Hits
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Per amanti della musica pop italiana, fan nostalgici degli anni '90 e 2000, ascoltatori di classici radiofonici, curiosi di recensioni ironiche.
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LA RECENSIONE

IRENEGRANDI.HITS (2007) 4,5/10

Voi vi chiederete perchè parlare di Irene Grandi, presenza tutto sommato ininfluente nel vasto panorama italico? Bella domanda. Intanto perchè il primo amore non si scorda mai, e lui fu il mio primo (poco casto) amore, e secondo perché nel rovistare tra le mille cianfrusaglie accumulate negli anni ho ritrovato un doppio CD (tra l'altro all'epoca ultra-venduto) della suddetta Grandi Irene che ho avuto l'ardire di riascoltare tutto qualche giorno fa. Sono 140' in tutto: credo che dalle parti del Quirinale, se dovessero leggere tale recensione, dovrebbero come minimo conferirmi un'onorificenza honoris causa.

Con mia sorpresa, delle 33 canzoni presente (pare ne esista anche un'edizione contente un brano in più) me ne ricordavo più della metà, segno che la nostra di hits (come da titolo) da classifica ne ha "sfornate" veramente a pacchi in un periodo piuttosto breve, compreso tra il 1992 ed il 2007, l'anno di uscita di questo greatest hits. Che vendette di brutto grazie (o per colpa?) di quella "maledetta" canzone che la buonanima di Pippo Baudo scartò al Festival di Sanremo 2007 e che divenne un tormentone quella stessa estate: "Bruci la città". A me Bianconi, e di conseguenza i Baustelle, tolte poche cose, sono sempre stati piuttosto indifferenti (se non anche antipatici, con quelle loro canzonette da malessere adolescenziale universitario che dopo i 30 anni fanno ridere i polli) e pure 'sta canzone non è che l'abbia mai amata. Intanto c'era già la vetusta "Se bruciasse la città" di Massimo Ranieri che bastava ed avanzava, ma poi il testo del brano, che come al solito vorrebbe sembrare "alto" e filosofico, si riduce, stringi stringi, al banalissimo "Come te non c'è nessuno" di "pavoniana" memoria, più una serie di citazioni fastidiosissime: "...E tutti quei ragazzi come te non hanno niente..." viene da "Tous les garçons et les filles", mentre lo "spietato" "...muoia sotto un tram, più o meno tutto il mondo..." dovrebbe citare l'autobus a 2 piani che investe gli amanti de "There is a light that never goes out" degli Smiths. Insomma, Bianconi cita che ti ri-cita ha saputo tirare fuori il "pezzone" dell'anno: ci avesse messo pure una mezza idea sua sarebbe stato meglio, ma tant'è, mica si puo' avere tutto nella vita.

Poi, vabbé, é un greatest hits, c'è tutto: da "Un maledetto motivo" a "Bum Bum", da "Che vita è" a "Lasciala andare", con alcuni brani che oggi forse non sarebbero più consentiti. Pensate a "Per fare l'amore" (lei vuole un uomo non da amare, ma da scopare per poter avere un figlio, poi lui se ne puo' anche andare a farsi fottere: ecco, pensatela al contrario, ve la farebbero incidere, oggi?). Inutile dire che la Grandi, che non hai mai scritto mezza riga di una sua canzone, si è fatta sempre aiutare da nomi importanti, tra cui spicca Vasco. Preso pero', quest'ultimo, nella sua fase più discendente; così come le sue prime cosette, quelle più scanzonate, forse le migliori ("Fuori"; "T.V.B."), ma purtroppo invecchiate malissimo (e pudiche fino alla ridicolaggine, la parola "sedere", non culo, viene quasi fatta passare come un gesto di iconoclastia letterale, ed eravamo già nel 1994!).

La nostra eroina però in questo doppio disco ci delizia anche con alcuni brani unplugged per l'occasione. Ecco, questi li avevo rimossi, infatti sono uno peggio dell'altro, se si esclude forse, ma molto forse, "Bum Bum" (che io continuo a pensare che sia l'unica canzone decente da lei interpretata). La Grandi (intesa come Irene, non come Serena) avrebbe anche una bella voce, su questo non discuto, ma la sua carriera è sempre stata in bilico tra musica commerciale di quart'ordine, brani da "Radio Italia" della domenica pomeriggio estiva, canzoncine da Festivalbar e poco altro (e spesso con arrangiamenti a dir poco squalificanti, o vezzosamente modaioli): non aver mai sfruttato le proprie capacità mi è sempre sembrata una eresia di tutto punto, o forse nesssun discografico le ha mai concesso la possibilità di prendersi sul serio. E lei che fa? Si prende la rivincità in questo caso, "zavorrando" il doppio CD di cover di ogni tipo: e così, massacra Battisti ("Uno in più"), demolisce Mina ("Sono come tu mi vuoi"), fa a pezzi Bruno Martino ("Estate") ed ammazza Aretha Franklin ("A Natural Woman"). Poi, siccome il jazz "nobilita" ogni strada lastricata di buone intenzioni, ci inserisce un pezzo piano e voce, "E' solo un sogno" (del compianto Paolo Benvegnù), che lei trasforma in una lagna a metà tra il letargico e lo svenevole.

Insomma, non si salva nulla direte voi. No, qualcosa c'è. "In vacanza da una vita" (incisa in una nuova versione); "Cose da grandi", unplugged, funziona. Bisogna però davvero scavari a mani nude, anche perchè poi l'ultimo pezzo è una roba allucinante: trattasi del remix de "La tua ragazza sempre", discoteca e tunz-tunz a palla col "prezioso" contributo di Ricky Montanari (e chi è?). No, Presidente, non merito, effettivamente, l'onorificenza. Ammetto che quest'ultimo brano (lungo quasi 7'), dopo 2' scarsi l'ho skippato.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza con ironia il doppio album 'Irene Grandi - Hits', sottolineando come la raccolta alterni veri successi radiofonici a brani dimenticabili o mal riusciti. L'autore critica la mancanza di personalità artistica e la resa delle cover, riservando solo poche note positive a qualche pezzo unplugged e ai brani storici. Nel complesso, un greatest hits che convince solo a tratti.

Tracce testi

01   Un motivo maledetto (04:47)

03   T.V.B. (03:53)

05   Dolcissimo amore (04:12)

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06   In vacanza da una vita (2001 version) (04:51)

08   (You Make Me Feel) Like a Natural Woman (03:39)

09   Che vita è (04:26)

10   La tua ragazza sempre (04:10)

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11   Eccezionale (04:38)

13   Un bagno in mare (04:39)

14   Fai come me (03:38)

15   Verde, rosso e blu (04:15)

16   Per fare l'amore (03:34)

Irene Grandi

Cantautrice italiana nata a Firenze il 6 dicembre 1969, attiva dai primi anni ’90. Nota per brani pop rock di grande successo e per diverse partecipazioni al Festival di Sanremo.
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Di  marcounali

 Pur avendo brani accattivanti e orecchiabili non è mai riuscita a sfondare nel mercato discografico italiano.

 Con la sua semplicità, bravura e simpatia merita un po' più di successo.