Copertina di Jag Panzer Ample Destruction
Rorix

• Voto:

Per appassionati di metal anni '80, fan del power metal tradizionale, amanti del metal potente e autentico, nostalgici del metal underground
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LA RECENSIONE

I Jag Panzer. Ricordate il discorso fatto sull'altra recensione? Quello riguardo il dimenticatoio? Ecco, in quel fantomatico luogo potrebbero benissimo starci anche loro (e ne è la riprova il fatto che ancora non ci fosse neanche una recensione su di loro...bastardi, la fate fare a me, che non sono certo un grandissimo recensore!). Soltanto che i Jag Panzer, a differenza dei Letters to Cleo, appartengono a quella categoria di gruppi che nel dimenticatoio non dovrebbero proprio starci. Perchè? Perchè i Panzer sono stati in grado, con un solo album e un EP, di dare il "la" al Power Metal americano.

So che adesso molti di voi avranno storto il naso. Tranquilli, di Power Metal prima maniera si tratta, ma non pensate a fate, draghi e castelli e sinfonie stracciaballe. Qui si parla di metal duro, cattivo e suonato violento, sulla scia dei maestri Riot, Accept e Judas Priest, anche se un occhio è sempre puntato sulla melodia. Si va dalla doppia cassa + chitarra stridente di "Generally Hostile" alla chitarra acustica della semiballad conclusiva "The Crucifix", dalla forza d'urto dell'iniziale "Licensed to Kill" al ritmo cadenzato di "The Watching", sempre restando su altissimi livelli. Una nota di plauso va alla voce enfatica e potente del cantante Harry Conklin, che avrà una grande influenza sul metal staiunitense degli anni '80.

Purtroppo, nonostante l'indubbia influenza che verrà loro riconosciuta solo dagli addetti ai lavori, i Jag Panzer non avranno grande fortuna. Anzitutto, quest'album ottenne un modesto successo solo a livello underground, a causa della scarsa distribuzione dell'etichetta Azra. Ciò spinse il già citato Conklin e il chitarrista Joey Tafolla a lasciare il gruppo poco tempo dopo l'uscita del disco, per cercare miglior fortuna con altri progetti. Da qui in poi, per i Panzer fu una girandola di cambiamenti di line-up che non poortarono a nulla di conreto. Troveranno una forma stabile soltanto nel '97, quando Tafolla e Conklin torneranno nel gruppo, ma ormai il momento giusto è passato da tredici anni, e il Power metal è in mano ai tedeschi, trasformato in qualcosa che della spontaneità e della violenza primigenia non ha ormai niente. E così via fino ai giorni nostri: i Nostri hanno riperso per strada Tafolla, ma tre membri originali (Conklin, il chitarrista/tastierista Mark Briody e il bassista John Tetley) ci sono ancora, a spaccare culi in concerto e a presentare occasionalmente qualche nuovo album, anche se l'ultimo risale ormai al 2004.

E' un peccato lasciarli nel dimenticatoio; se amate il Metal veloce, potente e ben suonato, o se pensate che il Power sia quel genere zuccheroso e lagnoso propinatoci dagli Hammerfall o gli Stratovarius, beccatevi questo!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Ample Destruction' dei Jag Panzer come un pilastro del Power Metal americano, spesso ingiustamente dimenticato. Il disco combina potenza e melodia con un approccio duro e violento, distinguendosi dalla scena europea. Nonostante la scarsa fortuna commerciale e i problemi di line-up, l'album rimane un riferimento per gli appassionati del metal veloce e autentico. L'autore invita a riscoprire questa gemma per chi cerca altro oltre il Power Metal commerciale.

Tracce testi video

01   Licensed to Kill (03:01)

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03   Symphony of Terror (04:23)

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04   Harder Than Steel (04:55)

05   Generally Hostile (03:18)

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07   Reign of the Tyrants (04:31)

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10   Battle Zones (03:37)

12   When the Metal Melts the Ice (04:07)

13   Iron Shadows (05:53)

Jag Panzer

Jag Panzer sono una band heavy/power metal statunitense nata in Colorado nel 1981. Considerati tra i pionieri del power metal americano, hanno esordito con Ample Destruction (1984), disco di culto. Tra i membri storici figurano Harry “The Tyrant” Conklin, Mark Briody e John Tetley; in carriera vari cambi di formazione e uscite fino a The Hallowed (2023).
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