Copertina di Janis Joplin Pearl
enbar77

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Per amanti del blues, rock psichedelico, musica anni '60 e appassionati di voci potenti e autentiche
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LA RECENSIONE

Per chi non la conoscesse, o non l'avesse ancora ascoltata, presenterei, da semplicissimo comune mortale, la più bella figlia illeggittima che il blues nero avesse mai partorito.

Cara Janis,

ti scrivo per ringraziarti, per averci donato una esperienza vocale degna di Billie Holiday, per aver sfondato il muro del suono con quella voce così stridente, così solforosa, così profonda, così mortale...

Ti scrivo per ringraziare quel giorno in cui ti sei unita ad un oscuro gruppo di fratelli maggiori per dichiarare al mondo che il blues non è solo nero e non è solo caratterizzato da accordi di canapa o inimitabili voci ottentotte o di più chiara matrice epidermica (Piece of my heart). Ti ringrazio per averci regalato quei brani indimenticabili che solo tu potevi cantare grazie a quelle compressioni pazzesche del tuo diaframma, ma ti rimprovero per averlo reso fin troppo logoro da litri di "Southern Comfort" e migliaia di sigarette (?).

Ti rimprovero per quel tipo di vita che hai scelto, così selvaggio, così trasgressivo, anche esageratamente lussurioso, dove in pochi sanno che nella tre giorni di Woodstock ti sei fatta 65 persone di ignota provenienza. Quanta roba ti sei calata Janis? Non potevi ravvederti e regalarci un'altra "Summertime", dove anche Gershwin probabilmente si è inchinato. Non potevi regalarci un'altra silenziosa quasi sussurrata "Mercedes Benz" o un'altra struggente e immortale "Cry baby", dove quella tua voce unica, mista a quel rumore strozzato e ferroso che solo tu sapevi donarle?

Perchè hai deciso di andartene con Jim e Jimi, allo stesso modo loro? Avrei voluto ancora vederti, tintinnare quei chili di ferraglia che portavi addosso. Avrei voluto vederti ancora con quegli orribili ma caratteristici occhiali tondi. Avrei voluto sentirti ancora un pò.

Mi hai fatto incazzare Janis ma ti voglio bene lo stesso...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la forza vocale e il carisma di Janis Joplin nell'album Pearl, definendola una delle più grandi interpreti del blues. Pur riconoscendo la sua vita trasgressiva e tragica, l'autore esprime gratitudine per le emozioni regalate dalla sua musica. L'album è descritto come un capolavoro che ha superato barriere musicali e culturali, lasciando un'impronta indelebile.

Tracce testi video

03   A Woman Left Lonely (03:31)

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05   Buried Alive in the Blues (02:29)

06   My Baby (03:45)

07   Me and Bobby McGee (04:31)

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10   Get It While You Can (03:26)

Janis Joplin

Cantante statunitense simbolo degli anni ’60, prima con i Big Brother and the Holding Company e poi da solista con la Kozmic Blues Band e la Full Tilt Boogie Band. Voce potente e viscerale, è legata a brani come Piece of My Heart, Me and Bobby McGee, Mercedes Benz e Cry Baby. È morta nel 1970 a 27 anni; Pearl è uscito postumo nel 1971.
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  let there be rock

 Janis Joplin: una delle più grandi "bianche" a cantare musica "nera" (altro che Eminem...).

 "Mercedes Benz", brano per sola voce e mani, una preghiera, una perla di rara bellezza che fa della semplicità il suo punto forte.


Di  andrea biacca

 "Ascoltare 'Pearl' è come fare l'amore con 25.000 persone, assaporare il profumo di quegli anni."

 "Janis urlava con voce disumana ma sapeva anche bisbigliare con estrema dolcezza."