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Jean-Paul Sartre
Porta Chiusa

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Piaccia o non piaccia ognuno di noi è anche la risultante del contesto sociale, storico e naturale in cui si trova inserito. Certo, il miracolo della personalità mischia notevolmente le carte e scompagina i percorsi, ma non si può far finta che l'albero non influenzi il colore, la grandezza e il gusto dei frutti che partorisce.

Posso anche dichiararmi non-credente, per esempio, ma già solo il fatto che ho sempre provato ad immaginare come potrebbe essere il mio piccolo inferno personale che, eventualmente, mi spetterebbe dopo la vita dimostra molte cose. Un semplice baloccarsi di superstizioni, ridicole leggende e putrescenti eredità culturali? Assolutamente sì, ma sono proprio quelle e non altre.

Comunque è presto detto: solo, costretto su una sedia, perennemente sveglio e con la coscienza della mia vita ormai passata, immagino di veder proiettate su uno schermo tutte le parole che non ho mai detto, le cose che non ho mai fatto, le persone che non ho mai conosciuto, le occasioni che non ho mai colto. Tutte quelle strade, tutte quelle infinite possibilità, tutte quelle ramificazioni delle ramificazioni delle ramificazioni ecc. ecc. che per indolenza, insostenibilita, incapacità, Fato o altro mi sono state negate (o mi sono negato). Insomma, il monito "ogni lasciata è persa" l'ho sempre riferito a tutte le variabili che compongono un'esistenza; capite bene che ce n'è da riempire tutta un'eternità.

Persino l'esistenzialismo ateo di un Sartre ha dovuto fare i conti con il retaggio della tradizione Cattolica, con tutte quelle postille che inzaccherano di pentimento ogni personalissimo codice morale e che risultano essere così invasive - da qualche secolo a questa parte - per la (in)coscienza dell'uomo occidentale. Ciò è particolarmente evidente nelle sue prime produzioni drammaturgiche.

Se con "Le Mosche" - bizzarra rivisitazione de le "Coefore" di Eschilo - Sartre dipinge il microcosmo di una piccola comunità di montagna dell'Antica Grecia in cui l'espiazione del peccato originale (l'assassinio di Agamennone) è pietra fondante di una nuova religione e viene sublimato grazie al senso di colpa di ogni cittadino che sistematicamente confessa in pubblico ogni sua piccola/grande miseria quotidiana, è piuttosto su "Porta Chiusa" - Atto Unico la cui prima è stata nel '44 - che voglio soffermarmi.

Una stanza anonima con poltrone e divani (ma senza specchi e finestre), un non ben definito busto in bronzo, un tagliacarte, tre personaggi (un uomo e due donne) totalmente estranei l'uno per gli altri, un ambiguo valletto che li accompagna in loco e una porta chiusa: ecco l'inferno secondo Sartre.

E, sia ben chiaro, non un inferno metaforico; sin dalle prime battute si comprende che si tratta proprio di tre trapassati e che, dopo lo sbigottimento iniziale, sono perfettamente consci della loro situazione.

E allora la giostra può finalmente cominciare a girare.

Sì, perché se anche non si sono mai conosciuti in vita, questi tre sembrano proprio fatti per stare insieme. Niente graticole, nessuna tenaglia o forcone o Toro di Falaride; la tortura che infligge l'inferno sartriano è esclusivamente di ordine intellettuale e morale.

Ognuno di loro è vittima e carnefice, ognuno è lo specchio fedele (perché, in effetti, metterne di vetro nella stanza?) delle meschinità dei suoi compagni di sventura e questo continuo gioco al massacro viene innescato di volta in volta da inezie che hanno una risonanza esplosiva in quell'ambiente così claustrofobico e così privo di speranza. Un tic nervoso, una parolina fuori posto o un gesto fraintendibile è tutto ciò che serve a mettere in moto il meccanismo infernale.

Viene da pensare ai futuri Vladimiro ed Estragone che in "Aspettando Godot" riempiranno la scena con i loro battibecchi e numeri da avanspettacolo apparentemente privi di senso, ma, se i personaggi beckettiani troveranno pur sempre un qualche conforto dalla loro compagnia, in Sartre è tutto un arrotar di artigli e un lacerar di carni. Beckett inoltre ha sempre teso a presentare i suoi paladini attraverso un grado di abiezione e disperazione ai limiti dell'umano (vedere il ciclo delle "Dramaticules"), mentre i protagonisti di "Porta Chiusa" - per quanto in vita si siano macchiati di tradimento, viltà varie, infanticidi e provocati suicidi - ostentano una certa indifferenza per i loro peccati e ne parlano con distacco: se fossero soli in quella stanza c'è da scommettere che non soffrirebbero neanche per un secondo.

E invece la giostra continua a girare e i tre si calpestano senza sosta andando sempre più a fondo nelle sabbie mobili della loro interdipendenza. Una stasi totale simile a quella del protagonista de "La Nausea", una situazione senza via d'uscita conosciuta benissimo dai personaggi delle novelle de "Il Muro".

A ben guardare, se più in generale si sente anche l'eco dello Strindberg più Naturalista per la brutalità dei dialoghi e il progressivo inabissamento morale, nel particolare corre alla memoria soprattutto quello de i "Creditori" per l'annesso minimalismo scenico. Eppure mi pare ci sia una differenza fondamentale: Strindberg è innanzitutto un drammaturgo, Sartre invece è un filosofo. Se in Strindberg schegge di brucianti verità scaturivano quasi loro malgrado dalla potenza delle sue pièce, in Sartre pare rinvenibile una meditazione aprioristica che direziona chirurgicamente il lavoro il quale, se perde in forza d'urto, guadagna in precisione tematica.

E la giostra continua a girare. E poi, improvvisamente... Sorpresa! Proprio nelle ultime scene i personaggi scoprono che la porta si può aprire: un corridoio infinito, altre porte chiuse e sicuramente altri dannati.

Uscire? Per andare dove? Per fare che? Resteranno in quella stanza a torturarsi per l'eternità ognuno legato all'altro, ognuno comprendendo infine che "l'inferno, sono gli altri".

NOTA: che io sappia non esiste in italiano una edizione di "Porta Chiusa" tradotta singolarmente. È sempre accorpata da "Le Mosche", l'altra pièce "giovanile" di Sartre che (per quanto l'abbia un pochino sfiorata) necessiterebbe di una pagina dedicata (come molto altro del teatro di Sartre del resto).
In realtà, quindi, avrei recensito solo metà del libro in questione: sappiate perdonarmi.

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Commenti (VentiQuattro)

CosmicJocker
CosmicJocker
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Modifica alla recensione: «. ». Vedi la vecchia versione Porta Chiusa - Jean-Paul Sartre - recensione Versione 1


Almotasim
Almotasim
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Io so solo una cosa: il sarto di Sartre è stato l'inferno degli altri sarti.


CosmicJocker: C'è del vero in quel che dici, ma ora come ora non capisco cosa...
Falloppio
Falloppio
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La tua intelligenza mi sconvolge.


CosmicJocker: Seeee. Sfotti sfotti fall...
Falloppio: Giuro!!!
sfascia carrozze: Qvesto solo perchè non ha ancora avuto (del tutto) accheffare con la mia.
CosmicJocker: La tua sfascia è un'intelligenza transfondente (cit. caro buon vecchio Woody)..
Kyrielison
Kyrielison
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Che pièce, ragazzi... Che pièce!


CosmicJocker: Proprio vero: un gran bel pezzo di pièce...
Ditta
Ditta
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Una delle migliori pagine che io abbia letto qui, bella davvero...


CosmicJocker: Oh la peppa! Grazie mille...
imasoulman
imasoulman
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conosco poco il sartre drammaturgo a parte l'immancabile Sequestrati di Altona. Ecco, avrei voluto spiegare con parole mie quel fantastico concetto che nonostante sia filosofo, i suoi drammi nonostante tutto riescano a vivere di vita propria ma come faccio a dir meglio de: 'in Sartre pare rinvenibile un lavoro aprioristico che direziona chirurgicamente il lavoro il quale, se perde in forza d'urto, guadagna in precisione tematica.'?
Impossibile


CosmicJocker: Scommetto che se ci pensi troveresti qualcosa di meglio...(tra l'altro mi hai fatto notare una ripetizione piuttosto sgradevole in quello che ho scritto).
I Sequestrati di Altona è forse il capolavoro della "maturità" (ma amo moltissimo anche la satira pungente di "Nekrassov"): tra l'altro ho scoperto da poco che De Sica ci aveva fatto un film..
imasoulman: oh già
lector
lector
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Il mio inferno me lo immagino come il 185 barrato, tutto pieno, sotto il solleone, bloccato nel traffico all'ora di punta! Con la gente che urla, suda, bestemmia e parla a cazzo per l'Eternità....
E certo che "l'enfer, c'est les autres"!
Comunque, non si fanno le cose a metà!


CosmicJocker: Urka!! Anche il tuo inferno non scherza mica...
"non si fanno le cose a metà!" : non hai saputo perdonarmi marrano!
lector: "Niente verrà perdonato...."
gaston
gaston
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Livelli troppo alti per il sottoscritto.
Immagino sia da cinque...:)


CosmicJocker: Mah, magari è da cinque inteso come lo schiaffo che bisognerebbe darmi..
Grazie gas..
gaston: Ah ah no no assolutamente.
macaco
macaco
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Nella sua biografia, Tesla cita un aneddoto per evidenziare la sua fissazione di non lasciare nulla incompiuto. Comincio a leggere Voltaire, per poi scoprire che si trattava del primo di cento volumi. Portata a termine la lettura disse che mai più avrebbe avuto sentirne parlare
Anch'io sono un poco così, eppure è stato proprio un libro di Sartre che ho mollato quasi subito. Ignoravo avesse scritto anche dei drammi. Rece molto capish.


macaco: (Cominció)
CosmicJocker: Bello l'aneddoto di Tesla..
Ma per te, ricordi quale libro di Sartre fosse? Comunque oh, ci sono per tutti autori che proprio non risuonano dentro..
Comunque si, forse stavolta mi è scappata una scapishata..
macaco: Non ricordo proprio...
TataOgg
TataOgg
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Hai svelato la fine del libro.
Ti perdono perché hai parlato del mio inferno presente. Altro che futuro.


CosmicJocker: Oh la peppa Tata! Problemi con i coinquilini?..
TataOgg: No, problemi coi rimpianti passati presenti e futuri.
CosmicJocker: Capisco perfettamente.. Temo che siano questi i coinquilini con cui bisogna convivere..
TataOgg: Ho un gatto, fa le fusa ed é morbido.
CosmicJocker: Anche qui ti capisco...
Raskolnikov1789
Raskolnikov1789
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Che pagina e che proposta. Grazie mille, di Sartre ho letto soltanto la Nausea, la sua militanza politica – meglio: ciò che della sua militanza politica conosco tramite la lettura di un libriccino di Vargas Llosa – ha discutibilmente placato la voglia di approfondirlo. Al momento giusto tornerò sui miei passi.
P.S. “Piaccia o non piaccia ognuno di noi è anche la risultante del contesto sociale, storico e naturale in cui si trova inserito. Certo, il miracolo della personalità mischia notevolmente le carte e scompagina i percorsi, ma non si può far finta che l'albero non influenzi il colore, la grandezza e il gusto dei frutti che partorisce”. È affascinante la potenza delle idee, che investono Sartre e noi tutti. Perfino l’arcigno diritto, quanto questa dicotomia ha influenzato l’attuale modo di essere del nostro sistema penale, nel XIX secolo i penalisti polemizzavano sugli stessi temi, scrivendo, a proposito, delle bellissime pagine (positivismo giuridico Vs scuola classica). Mi scuso per l’elucubrazione, mi affascina la circolarità della cultura che abbatte gli steccati tra le discipline, anche quelli che cingono materie apparentemente fredde e aliene!


Raskolnikov1789: * (errata corrige: scuola positiva Vs scuola classica)
CosmicJocker: Che magnifico commento.. Grazie a te per il contributo..
CosmicJocker
CosmicJocker
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IlConte
IlConte
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Il mio inferno è pieno di gnocca con piedini stupendi e culi importanti. Vinello fresco e niente ansia e demoni psicofisici... o li tengo?!

Di questo sig. Sarto conosco tutto, savansadir

Nella prossima vita leggo e studio, giuro (cit. IlConte)

Che ti devo dire?!


imasoulman: e me lo chiama inferno, quello?
Lei, piedi al gorgonzola per l'eternità! e solo techno-wave a palla, in sottofondo
imasoulman: in più vestirà di bianconero, come il suo allenatore preferito
CosmicJocker: Che mi devi dire?!?! Mi dovrai invitare DioBono..
IlConte: Ahahahahahahah
Di techno ne ho sentita a palla
Madooooooooooo
IlConte: Inferno = peccati e goliardia ma anche demoni e dannazione psicofisica (la mia vita pure qui)

Paradiso= pace, relax, tranquillità, zero peccati
IlConte: Ad ognuno la propria scelta
#forse
dsalva
dsalva
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Applause.


CosmicJocker: Che sorpresa salva!! Grazie mille.. (e, naturalmente, ricambio il DeAmore)..
Conteverde
Conteverde
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È forse banale , che i drammi e romanzi , incentrati su 3 personaggi ( non importa la prevalenza di un sesso...l' essenziale è che ci sia ...un guastafeste ) , siano stati tra i più importanti ed influenti del 900, cito a caso anche l ' Ulysses di Joyce.... quale palindromo si cela dietro questo numero è questo equilibriperfetto...:-)
Cmq per stare dietro alla tua narrazione , cosi alta e suggestiva , dovrei rileggermi Beckett e scoprire ex novo Strindberg...impegnativo ma nn impossibile.


Conteverde: Sorry, volevo dire - dietro questo numero e questo equilibrio perfetto.
CosmicJocker: Grazie mille.. Tra l'altro il numero 3 è molto importante anche per le opere di Strindberg e Beckett che ho citato (certo, Godot è un personaggio assente, ma proprio grazie alla sua assenza e simbologia acquista un peso decisivo per la pièce)
luludia
luludia
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Ho letto solo la nausea, mentre invece ho divorato Camus. All'epoca o eri per l'uno o eri l'altro. Poi, certo, mi rendo conto di quanto questa cosa sia stupida. Poi, si, ci sarebbe anche la polermica con Celine e io ritengo Viaggio al termine della notte uno dei grandi libri del novecento. Però insomma, lo conosco poco e quindi che posso mai dire? Ah si, una cosa


luludia: Ah si, una cosa posso dirla: la tua pagina è molto bella...
CosmicJocker: Grazie Lulù.. Anche io, anni fa ho cominciato con l'approfondire Camus, ma poi ho voluto anche cimentarmi con Sartre e devo dire che ne è valsa la pena..
Le polemiche con Céline in quegli anni erano fomentate da molti, ma è pur vero che Sartre era stato particolarmente virulento..
Concordo comunque che "Viaggio..." sia un picco assoluto del '900 (e se poi consideriamo "Morte a Credito" e la cosiddetta "trilogia del nord" si può dire che Céline abbia composto la sua "Recherche.." in salsa nichilista)..
sfascia carrozze: Io son sempre stato per entrambi.
Pur non conoscendo nè l'uno né l'altro.
Per dire di qvanto sono onnisc(iem)ente.
CosmicJocker: Va beh, ma Lei è Lei..
Comunque Sartre, tra le altre cose, avrebbe rifilato un annichilente 6-2 6-1 6-2 al buon Ruggero.
Ecco, l'ho detto!
sfascia carrozze: Qvesto mi risulta parecchio improbabile.
Peraltro i Sarti non sono dei gran tennisti, in genere.
Hanno un giuoco vieppiù felpato, si sà.
CosmicJocker: Eh ma, come tessono trame di gioco precise loro..
Peraltro, cuciono e scuciono la rete a seconda delle loro bisogne..
Caspasian
Caspasian
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L'inferno ce lo costruiamo qua per l'aldilà, molti non riescono a porsi nel piano armonico dopo il trapasso, hanno l'anima pesante dalle identificazioni materiali, perciò una vita "d'inferno" dalle possessioni e un aldilà nel limbo del "basso astrale", due piccioni con una fava... Anche le gioie e le estasi più pure provate in vita "sono solo l'ombra della luce".


Caspasian: Lasciate ogni "esperanza de escobar" voi che entrate...
CosmicJocker: Ho voluto dire: 'l'inferno, sono gli altri'. Ma 'l'inferno, sono gli altri' è sempre stato frainteso. Si è pensato che volessi con questo dire che le nostre relazioni con gli altri sono sempre avvelenate, che si tratta sempre di rapporti infernali. In realtà, quello che voglio dire è un'altra cosa.. Voglio dire che, se i nostri rapporti con gli altri sono intricati, viziati, allora l'altro non può che essere l'inferno. Perché? Perché gli altri sono…
CosmicJocker: Ho pensato di postare direttamente il commento di Sartre vista la pertinenza del tuo commento..
Caspasian: Un inizio di lavoro su se stessi non può cominciare mai se non si abbraccia l'assenza del libero arbitrio, sempre secondo me, chiaro.
Stanlio
Stanlio
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L'inferno saran gli altri ma il diavolo siamo noi...


CosmicJocker: Ma è pur vero che siamo anche "altri" per persone che non siamo "noi"...
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Si, va bene tutto, ma qvesto Sarto, che Lei seppia, fa anche dei prezzi economici o per ottenere un abito summisura (2,20 x 1.40) devo sfasciare il salvadanaio a forma di maialino (rosa) in porcellana ché mi ha regalato @[IlConte] ?


CosmicJocker: Ma certo.. Si rivolga a lui con (s)fiducia commovente..
sfascia carrozze: Per farlo commuovere (cerebralmente) posso fare il suo Nicknome oppure gli deve dei $oldi arretrati?
CosmicJocker: Uuuh non mi menzioni mai! Gli devo ancora 2o3 etti di talleri in simil-oro per 2o3 chili di ghette in vera finta pelle di muflone tanzanico..
sfascia carrozze: Poffarbacco!
Le ghette di muflone del Manzanarre (le mie preferite) costano sei occhi della testa.
Si sà.
CosmicJocker: Quanto ha ragione!

👀👁️👀👁️
sfascia carrozze: Ma non diciamolo troppo in giro.
Mi Bracobaldo.
IlConte: 2,20 per 1,40
Ahahahahahahah
123asterisco: 3,08
imasoulman: ci conferma, Messere, che nel suo caso trattasi di
- Bbbase x Altezza (Reale, ma non nel senso di regale) ?
Perchè nel caso può risprmiare, ha già i cartamodelli pronti: deve solo allargare con un po' di stoffa i completi che ha venduto tempo addietro alla signorina Biancaneve
123asterisco: Nel caso in cui @[sfascia carrozze] sia triangolare, non dimentichi di dividere per due.
123asterisco
123asterisco
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Ti dico la verità: la pagina è bella (come sempre, maledetto te!), ma Sartre non l'ho mai digerito. Mi sta un po' sulle scatole quel prototipo di intellettuale. Però devo anche ammettere di non conoscere a fondo le sue pièce teatrali.
Prometto che approfondirò-


sfascia carrozze: Ha provato con un filo d'olio?
Rigorosamente protoextravergine ça va sans dire.
123asterisco: BURP
CosmicJocker: Ma guarda, un po' ti comprendo. Eppure, secondo me, è proprio nel teatro (più che nei romanzi/tomi filosofici) che lo trovi più "carnale", più "umano".
Tra l'altro il suo talento nel "gestire" i dialoghi ha pochi rivali..
123asterisco: Proverò, prima o poi!
sfascia carrozze: A mettere loglio?
imasoulman
imasoulman
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ho visto sul Tubo la pièce.
Beh che dire, molto, molto valida, per di più rafforzata da un ambientazione rigorosamente (e non poteva essere altrimenti) minimalista. La recensione rende perfettamente l'idea di angoscia di quello che è il vero tormento dell'Uomo anche in questa vita (nessun contrappasso, solo moltiplicato per un Tempo Che non Esiste, in quanto misura d'eternità): il venire a patti con la propria coscienza.
Ognuno di noi conosce i propri peccati - non in senso religioso, certo, o per lo meno non solo, non in quell'unica accezione. Niente di peggio che quando qualcuno te li sbatte in faccia senza pietà


CosmicJocker: Sapevo che avresti perfettamente colto il senso.. Penso che questa pièce avrebbe mandato Maupassant in solluchero..
mrbluesky
mrbluesky
Opera:
Recensione:
Mi piacciono tanto le tue riflessioni , l'opera passa in secondo piano ,ma qualcosa bisogna pur recensire. O no.


CosmicJocker: Sei molto gentile mr. e ti ringrazio..
Tieni presente che le mie riflessioncine sono sempre innescate da una particolare opera..
Insomma, spero sempre che (al netto della mia personale chiave di lettura) passino anche elementi oggettivi dell'opera in questione..
CosmicJocker
CosmicJocker
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@[G] ti rompo le palle: ma il genere "teatro" per etichettare un libro l'avevi messo? No perché io non lo vedo.

È possibile che la colpa sia di quel cicisbeo di @[sfascia carrozze]?


CosmicJocker: Ho appreso solo ora. Ho scelto proprio il giorno sbagliato per rompere le palle.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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