Jefferson Airplane
Volunteers

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Una fede in un album, la fede nella possibilità di cambiare, nella volontà profonda del singolo... parole fuori epoca, ma forse qualcosa sta rigermogliando, o almeno il sottoscritto se lo augura. "We can be togheter" e "Volunteers", veri e propri inni, dove la coscienza del potere della musica si unisce a quello della coscienza stessa. Il wah-wah di Kaukonen in "Good Sheperd" ti spinge al movimento, all'azione, verso dove? In avanti, verso il futuro, cominciare a muoversi. In "Hey frederick" il potere incantatorio e la spinta mistico-sessuale della voce di Grace Slick ti fanno tremare, tu dall'altra parte del pianoforte e lei a gettare incantesimi su di te tramando sulle sue corde, percuotendo certi tasti. Forse l'apice arriva con "Wooden Ship" di Crosby, dove le tre voci di Slick, Kantner e Balin si alternano, accarezzano la nave come brezza marina e poi si uniscono e sono maremoti e uragani. Da uscirne sconquassati.

Andate però oltre al semplice ascolto delle canzoni così come vien da sé :un occhio allo stile e alla qualità del songwriting, alla pulizia della registrazione, alla produzione,a gli strumenti e alle capacità esecutive e inventive dei musicisti. Nel caso di "Volunteers" già tutte queste cose sono eccezionali. Andiamo oltre. Parliamo del suono, come possiamo parlare di una combinazione chimica, di una particolarissima alchimia: QUI sta la magia del disco. Il suono non è forma, ma sostanza purissima, accecante. Diventa materia vibrante, acciaio fuso, lava inesorabile ma vivificante; ti brucia, ti attraversa, e cavolo, non ti può, dico non può lasciarti indifferente. Forza brutale, vuoi che ti conquisti e che ti metta a ferro e a fuoco, vuoi che ti vinca e ti umilii ma non vuoi che non sia accorga di te. Vuoi fremere sotto di essa, capitolare sotto la sua cifra incalcolabile. Oltre le canzoni esiste un suono, un'amalgama fisica e spirituale. Non mi stupisce più il fatto che Benicio Del Toro nel film "Paura e delirio a Las Vegas" volesse morire fulminato in una vasca da bagno gettando in acqua lo stereo che faceva suonare una cassetta degli Airplane con "White Rabbit" al culmine. La potenza espressiva di questo suono sta nel suo preciso significato e al contempo nello scardinamento possibile di tutti i sensi. Solo poche band hanno avuto questo. Un'accolita di persone decise a farlo, a farti tremare, scuoterti.

Quest'arte qui è ai vertici della propria espressione. Abbagliante.

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Commenti (QuarantUno)

cynic
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figata la storia di benicio del toro, mi mancava!
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antoniodeste
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La bibbia di una generazione. Kantner & Slick icone di un movimento luminoso e vitale. Bello leggere ancora sui "Volontari d'america", dopo tanto tempo. Le cose belle faticano a morire.Bravo Fabio.
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pi-airot
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Passione e sincerità come non capita più di sentire. Bei tempi...
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Rooftrampler92
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Recensione anche troppo retorica per me, ma sa bene dove andare a parare. Bella.
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blechtrommel
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devo averlo.
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supersoul
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per me è sempre stto sopravvalutato come miglior disco dei Jefferson Airplane, la botta l'avevano data in piena summer of love con "Surrealistic Pillow" il loro vero album psichedelico del 1967, non a caso l'avvocato Oscar Z. Acosta nel libro di Hunter S. Thompson chiede di suicidarsi con "White Rabbit" che, assieme a "Somebody to love", era tra le gemme di quel disco dove suonava pure Jerry Garcia. "Volunteers" per me non è da cinque, troppi anthem retorici in un momento che la stagione hippie stava sbaraccando.
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gianmarcolodi
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quoto supersoul anche se prorpio la canzone volunteers è veramente meravigliosa
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donjunio
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Supersoul, se trovi retorico questo, non oso pensare che effetto ti faccia "blow against the empire":). Battute a parte, non ho mai capito chi trova retorico quest'album : pubblicato in un anno tragico ed entusiasmante quale il 1969, che in ogni singola nota qui stende la sua sinistra ombra. Sì, la stgione hippie stava sbaraccando come dici tu, e la bellezza di "volunteers" è proprio il suo essere colonna sonora di quell'irripetibile momento. "We can be together" e "Volunteers" sono anthem graffianti e asciutti, non a caso aprono e chiudono l'album. "The farm" è un allegro, contagioso ed escapista country-rock mentre "A song for all seasons" fin dal titolo è (auto)-ironica, con quel piano honky tonk struggente di Hopkins che quasi prefigura il sound del Young di "Tonight's the night". E quel pizzico di lancinante inquietudine che avvolge "wooden ships" e "eskimo blue day" non guasta di certo, del resto parliamo di due composizioni divinamente suonate e interpetate.
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supersoul
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ma non si tratta della retorica, io non riesco invece a capire quelli che ritengono questo come il migliore disco dei Jefferson Airplane, con questo non voglio assolutamente dire che non sia bello, ma per me il meglio sta in Surrealistic Pillow. Questo, per me beneinteso, visto in tale prospettiva di capolavoro jeffersoniano , è sopravvalutato.
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templare
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Concordo con Supersoul, in linea di massima. Tuttavia Volunteers merita comunque 5 stelle.
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WhiteRabbit
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macaco
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Io ho "After Bathing At Baxter's" e non mi ha mai fatto impazzire, siamo sulla stessa linea o dovrei ricredermi con qualcos´altro?
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currahee72
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Secondo molti il loro capolavoro.Un'opera,comunque,dal sound corale,possente,sferzante e solenne.I Jefferson si battono (beh,insomma...)contro la guerra in Vietnam con testi ispirati al radicalismo politico di movimenti come le White Panthers.Il disco è naturalmente ricco di pezzi memorabili e fra gli ospiti spiccano Nicky Hopkins,Jerry Garcia e Stills.
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Trota-Da-Mare
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Qualcuno ha tre milioni di euro da prestarmi? Devo comprare le sigarette.
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donjunio
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Sì, ma io ho soltanto detto la mia sulla tua frase "troppi anthem retorici in un momento che la stagione hippie stava sbaraccando", dato che io retorica qui l'avverto col contagocce. Non mi interessava entrare nell'alveo prettamente musicale, penso sia abbastanza pacifico che tutti e 4 i primi album dei JA siano eccellenti: poi chiaramente c'è chi apprezza più l'uno o l'altro.
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aristogatto
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se te ne dò sei le compri anche al mio amico? (io non fumo, ho già perso 5 delle mie 7 vite per colpa del tabacco)
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Trota-Da-Mare
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Se me ne dai otto di regalo due delle mie vite. Prima ho vinto il bonus e non so che farmene.
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aristogatto
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affare fatto. una la passo a drogarmi e nell'altra farò la monaca di clausura, che ho voglia di esperienze estreme.
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SilasLang
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Massimo rispetto per questo album, ma a me personalmente il loro unico album che mi è veramente piaciuto è After bathing at Baxter's.
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sonic80
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Capolavoro, forse il loro vertice.
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Trota-Da-Mare
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Ottimo. Mandami un privato quando arrivi alla vita da monaca di clausura. Ho sempre desiderato intrattenermi con una suora.
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Girasole.
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Un novello De Sade nei paraggi.
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enbar77
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Buona recensione, sentita direi. Concordo con chi sostiene "Surrealistic pillow", decisamente migliore. Questo disco mi dà l'impressione di ossidarsi man mano che si ascolta.
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geenoo
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GRANDIIIIIII!!!!!
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antoniodeste
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So con Donjunio. E al post di riferimento n.8.
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trilobita
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@macaco: after bating at baxter è parecchio diverso dagli altri album.
è più una jam free form sperimentale.
gli atri più orientati sulle (splendide)canzoni.
voglio aprire un dibattito: i j. a. - pur avendo fatto relativamente pochi dischi - li trovo decisamente superiori ai grateful dead.
costoro - a parte l'immensa dark star (brano unico!) - si sono poi ridotti ad eseguire per secoli un modesto (mediocre) rock americano medio.
band sopravvalutatissima (lo affermo poichè li conosco bene) al di là dei loro reali meriti.
miglior band psichedelica di sempre? ma va là: lo sono stati i siderali jefferson airplane.
gloria a loro in saecula seculorum!!!
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supersoul
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@trilobita: che mastro Garcia ti possa perdonare per la tua eresia... i Jefferson Airplane dopo questo disco smantellarono, i Dead fanno parte del mito, in America e nel resto del mondo, fino alla fine di Garcia muovevano centinaia di migliaia di Deadheads, hanno inventato il modo di stare a jammare sul palco per ore, ancora oggi ci sono band (uno per tutte: i Phish) che seguono quella tradizione jammosa, sono il vertice della cosiddetta cultura pop. Metti Live/Dead e suona anche oggi dannatamente attuale, prendi un qualsiasi live dei dead e mettilo a confronto con uno dei Jefferson, ad es "Thirty seconds over Winterland" e si vede la differenza tra una band compatta che impriovvisa tra rock blues country jazz e quella band di mestieranti cui si ridussero i Jefferson Airplane nel 1970.
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martin eden
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grande album, ma non il migliore dei Jefferson Airplane. Bella la recensione
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Contemplazione
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Non l'apice dei Jefferson per me, concordo con Supersoul (Surrealistic Pillow).
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antoniodeste
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Credo sia abbastanza inutile, arrivati aquesto punto, accanirsi per dimostrare presunte "superiorità" tra le due band. Oltretutto non serve a nessuno, credo. Non sarebbe più equo e salomonico considerare JA e Grateful semplicemente bands di pari importanza storica di valore variamente calcolabile ( come poi di fatto è), così non si fa torto a nessuno ?:)
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IcnarF
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Non mi fanno impazzire. 4 a questo, ma anche a Surrealistic Pillow.
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hymnen
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a parer mio l'album piu' azzardato e maturo dei Jefferson rimane Crown of Creation , questo pur piacendomi ancora, l'ho trovato forse meno ispirato, ed un pelino piu' paraculato
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donjunio
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Neanche i Grateful dead dopo il 70 hanno prodotto chissà cosa in senso squisitamente musicale: e a livello di album in studio la loro produzione non svetta di certo rispetto ad altri gruppi coevi, anzi. Che poi dal vivo fossero di un altro pianeta, è un altro discorso, e non penso nessuno lo metta in discussione.
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supersoul
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dici don? "Blues for allah" del 1975 è un discone e "In the dark" dell'87 contiene "Touch of grey" che è una delle canzoni più belle scritte da Garcia. Ma a me fa sorridere l'affermazione di trilobita per cui i Dead sarebbero una specie di Eagles o di Kansas. Chi ha la fortuna di possedere il box di 12 cd "The golden road" andasse a risentirsi un paio di bonus track sulla ristampa di Aoxomoxoa, "Clementine jam" che è una jam improvvistata in studio...jazz blues acido allo stato puro. Oppure procuratevi "Reckoning" dell'81 live completamente acustico che è un miracolo di equilibrio tra blues, folk, country, bluegrass e venitemi a dire che "si sono poi ridotti ad eseguire per secoli un modesto (mediocre) rock americano medio" come fa trilobita. Dal vivo erano di un'altro pianeta perchè suonavano con il cuore. Kantner ha sempre suonato con la testa.
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fabiomr
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grazie a tutti per aver condiviso con me l'attenzione per questo album... gli editors di debaser hanno appena inserito una mia recensione sul bootleg del concerto dei BYRDS al Piper Club di Roma(1968)... potrebbe interessarvi se vi piace -come credo- quel periodo d'oro del rock californiano
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donjunio
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Più che "Blues for allah", con la title-track in cui i Dead vanno un po' troppo a briglie sciolte, citerei il Garcia solista del 72, con perle quali "The Wheel" e "Sugaree" che non a caso sarebbero diventati standard dal vivo per i Dead. Nienta da obiettare sui live, ma non si scopre certo l'acqua calda.
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supersoul
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Ma il Garcia solista di "The Wheel" l'ho tenuto apposta "fuori", quello è un'esperienza esoterica, l'andasse ad ascoltare chi ritiene Kantner e co. "miglior band psichedelica di sempre" mentre Captain Trip e i Dead prosecutori di un modesto (mediocre) rock americano medio. E poi magari ci faccia una recensione visto che manca.
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amoBORGES
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Come si fa a commentare questo album?
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babaz
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Mi associo ad Amoborges!!!
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Blackdog
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Un album avec "Good Shepherd", "The Farm" ( ah, Garcia alla pedal-steel..), "Eskimo Blue Day", Kaukonen ke singhiozza alla guitar in "Hey Fredrick" et "Wooden Ships" col piano insinuante de Nicky Hopkins not sarà mai tropp sopravvalutato. Anke se, sobretodo storicamente, piazzo "Surrealistic Pillow" un pelino pubico in su. Grace Slick Reigns.
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Rock Antologya
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un botta e risposta fra aristogatto e trota, e me lo sono perso, cavolo! avrei dato volentieri la mia ragazza lesbica per seguirlo in diretta!
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