Copertina di Jefferson Airplane Volunteers
extro91

• Voto:

Per appassionati di rock psichedelico, fan dei jefferson airplane, amanti della musica anni '60 e cultori di musica impegnata e storica
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LA RECENSIONE

Se con i loro precedenti album, in particolare con "After Bathing At Baxter's" i mitici Jefferson Airplane avevano proiettato un mondo di pace, di amore e di libertà su un' intera generazione di giovani, con la varietà e la psichedelia di "Volunteers" guardano con la mente lucida, pulita dagli acidi e fanno osservare ai giovani il mondo per come veramente è, duro e spietato, dove i tempi dell' amore libero, della libertà e della pace sono già passati.

Con questo lavoro i Jefferson affermando un mondo di pace, ma questa volta non professandola tranquillamente, ma marciando per le strade proclamando la rivoluzione, nel contempo il loro sound diventa più aggressivo cercando comunque di catturare nella loro musica un ritorno alla tradizione dipingendo luoghi di campagna.

L'album parte (We Can Be Together), il piano conduce la melodia, quando, dopo pochi secondi la chitarra distorta e rude di Kaukonen fa la sua entrata, il brano procede su un rock blueseggiante, ove il cantato dolce e melodico urla "We can be together", l'inno dei fuorilegge d'America, tutto questo per sei minuti incredibili. Subito dopo i Jefferson attaccano con il secondo brano (Good Sheperd), la chitarra acustica di Kantner e quella di Kaukonen ci accompagnano in una ballata rock con accenni folk, in cui la voce volutamente sottotono di Balin dona un'aria melodrammatica all'intero pezzo.

Si passa ad un country folk (The Farm), trascinato dal piano di Hopkins e da Jerry Garcia, nel cantanto in duetto Grace Slick riesce a mantenere la voce morbida e dura allo stesso tempo, ma non c'è un attimo da perdere, infatti giunge "Hey Friederick", di nuovo la regale voce della Slick si eleva, Hopkins e Kaukonen quasi ammaliati dalla sua voce la seguono, il brano prosegue scendendo in una mitica e improvvisata coda strumentale blues psichedelica, un volo come mai nessuno aveva fatto, qui l' aeroplano dei Jefferson vola più alto che mai.

Una breve staccata di misticismo e di magia con i 3 minuti di "Turns My Life Down" e si riparte in quarta con una canzone spettacolare, uno degli apici del disco, il meraviglioso, oscuro, ermetico, trasognante viaggio, un viaggio verso una terra migliore, dove l'uomo possa coesistere tranquillamente, un luogo senza guerre di "Wooden Ships", il clima leggero, delicato e fragile e le voci di Balin e della Slick, le quali accompagnano egregiamente il suono fondendosi magistralmente, rendono bellissimo questo brano.

Subito dopo arriva un' altra perla di tutta la psichedelia, "Eskimo Blue Day" incede e ci si fa avanti verso un' altro stupendo volo, la Slick firma di nuovo un'altro capolavoro ergendosi maestosa accompagnata dal piano, (che procede a ritmo marziale) e da un ipnotico flauto. Ora è tempo di un country corale e felice (A Song For All Seasons). La felicità viene immediatamente spezzata da una surreale e funerea tastiera (Meadowlands), la maliconia fatta musica. Chiude in bellezza questo grande capolavoro "Volunteers", un'incredibile sfogo verso tutto e tutti, gridando alla rivoluzione con tutto lo spirito e la forza che hanno in corpo.

Questo monumento o testamento se preferite, consacra i Jefferson Airplane nell'olimpo di tutto il rock.

STUPEFACENTE.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Volunteers' come un capolavoro dei Jefferson Airplane, rappresentando un'evoluzione dal messaggio di pace a una rivoluzione sonora e sociale. L'album fonde rock, psichedelia e folk con una carica emotiva intensa, evidenziando stile e imprevedibilità. Ogni brano viene analizzato per la sua atmosfera e contributo al messaggio complessivo. Un lavoro che consacra la band nell'olimpo del rock.

Tracce testi video

Jefferson Airplane

Jefferson Airplane sono una band rock di San Francisco, formata nel 1965, tra i pionieri della psichedelia. La formazione classica comprende Grace Slick, Marty Balin, Paul Kantner, Jorma Kaukonen, Jack Casady e Spencer Dryden. Con Surrealistic Pillow (1967) e brani come Somebody to Love e White Rabbit raggiungono il successo; partecipano a Monterey Pop (1967) e Woodstock (1969). Si sciolgono nel 1972, con reunion nel 1989; da loro nasceranno Jefferson Starship e il progetto Hot Tuna.
10 Recensioni

Altre recensioni

Di  fabiomr

 "Il suono diventa materia vibrante, acciaio fuso, lava inesorabile ma vivificante; ti brucia, ti attraversa, e cavolo, non ti può lasciar indifferente."

 "Solo poche band hanno avuto questo. Un'accolita di persone decise a farlo, a farti tremare, scuoterti."