Copertina di Jet Shine On
JohnWinston

• Voto:

Per appassionati di rock anni 2000, fan dei jet, critici musicali, ascoltatori interessati all'evoluzione artistica delle band rock
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LA RECENSIONE

"L'Esprit d'Escalier" apre i giochi ma è solo un intro di pochi secondi in cui viene ripreso il tema principale della canzone che licenzierà il disco: evitabilissimo.
Segue e apre l'album "Holiday", cantata da Chris Cester. Il pezzo, soprattutto il ritornello, sembra uscito dalla penna dei Franz Ferdinand: soggettivo dire se sia un bene o un male.
Finalmente il decollo con il rock di "Put Your Money Where Your Mouth Is"; la voce in falsetto ricorda Matthew Bellamy dei Muse in "Supermassive Black Hole" e la canzone riporta alla memoria la frenesia eccitante di Get Born.
"Bring It On Back" parte in sordina con una dolce tastiera tintinnante e ci porta in atmosfere floydiane estrapolate direttamente dal lato oscuro di Roger Waters.
Lo scossone "That's All Lies" non dà tempo per pensare, passa e travolge tutto ma senza lasciar segni indelebili di appagamento.
E' tempo di ballate per palati sopraffini; "King Horses" e "Shine On" alzano il livello del disco da una mediocrità generale. Alcune parti di "Shine On" sembrano aver qualcosa di già sentito ma la sua lucentezza regna anche sui dubbi di copyright.
Riparte il rock senza fronzoli con "Come On Come On". La strofa nasale sa molto di Liam Gallagher (Oasis), ma la canzone è puro stile Jet. Anche la seguente "Stand Up", con sprazzi di Audioslave e Lenny Kravitz, mantiene sopra la media la qualità dell'album.
"Rip It Up" chiude il trio delle mezze meraviglie ancora con le chitarre elettriche a sommergere la pace dei sensi.
"Skin And Bones", sarebbe un buon pezzo se fosse relegato in qualche album brit-pop di metà anni '90.
Come aveva fatto Nic Cester nel finale della prima parte dell'album anche Chris sforna due meravigliose composizioni, che deliziano l'ascolto con la fusione di gentili chitarre acustiche e melodie effervescenti: "Shiny Magazine" emana i sapori degli anni '60 ed "Eleanor", cantata a due voci dai fratelli Cester, non sfigurerebbe nella discografia di Simon & Garfunkel.
Ahimè, "All You Have To Do" chiude le danze. Nonostante una strofa e un pianoforte assai accattivanti, il ritornello in stile monotonia Oasis distrugge una canzone che avrebbe meritato più attenzioni.

Dopo il fulminante esordio del 2003, i Jet si sono persi nei meandri dell'appiattimento.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia una generale mediocrità nel disco 'Shine On' dei Jet, con alcune tracce valide ma molte non all'altezza del successo di 'Get Born'. Si sottolineano influenze diverse e momenti di qualità, ma manca un vero impatto complessivo. Le ultime tracce risollevano leggermente l'ascolto, ma l'album chiude un percorso in appiattimento artistico.

Tracce testi

01   L'esprit d'escalier (00:23)

03   Put Your Money Where Your Mouth Is (02:32)

Leggi il testo

04   Bring It on Back (04:09)

06   Kings Horses (03:19)

08   Come On Come On (04:24)

11   Skin & Bones (03:17)

14   All You Have to Do (04:38)

Jet

I Jet sono una rock band australiana di Melbourne formata dai fratelli Nic e Chris Cester con Cameron Muncey e Mark Wilson. Influenzati da Beatles, Rolling Stones e Who (e spesso accostati ad AC/DC e Oasis), hanno esordito nel 2003 con Get Born trainato dal singolo Are You Gonna Be My Girl.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  Adil

 La sensazione è che i quattro ragazzi di Melbourne siano cresciuti.

 Bring It On Back e Shine On – due ballate degne dei migliori Oasis.


Di  tyler69m

 Questo LP ha dimostrato una conferma della buona qualità del precedente, con un numero più alto di ballate, alternate a canzoni ad alto tasso di energia.

 In sostanza questo cd è, a mio parere, il migliore della scena rock del 2006 assieme a Wolfmother e Strokes.