Quando lo acquistai mi aveva attirato la simpatica immagine in copertina del “procione gentiluomo” che mi ricordava un qualche libro della mia infanzia e soprattutto volevo saperne di più sull’autore di un pezzo come «After Midnight» che – grazie alla cover di Eric Clapton - era già diventato un classico del rock-blues.
Messo il LP sul piatto mi trovai ad ascoltare una dozzina di pezzi “ben cesellati” ma in assoluta controtendenza rispetto al sound prevalente di quegli anni: era il 1972 e in classifica – per dirne uno - dominava il David Bowie di “Ziggy Stardust”. Invece qui canzoni interpretate senza enfasi, niente virtuosistici assoli di chitarra e un autore senza nessuna voglia di “apparire”. Così, ci ho messo un po’ – e ripetuti ascolti – per entrare in sintonia con la musica di JJ Cale, autore di sostanza e no-glamour.
In questo quadro, NATURALLY ci regala una serie di canzoni brevi - ma costruite con una grande attenzione al ritmo complessivo più che al “pezzo di bravura” – in cui magari si mescolano generi diversi, dal rock ‘n’ roll di «Call Me The Breeze» e «Bring It Back»; al blues lento di «Call The Doctor» o «Don’t Go To Strangers»; al country («Clyde») e al rockabilly («Crazy Mama»); a volte con una qualche spruzzata soul («Woman I Love»). Il buon Jay Jay non è dotato di grande vocalità (ma se è per questo nemmeno Clapton) e le sue interpretazioni sono sempre di grande sobrietà, all’insegna di un “understatement” che è più attuale oggi di quanto non lo fosse allora.
Quanto alle canzoni in scaletta, la mia preferita è l’intensa «Magnolia», mentre ancora negli anni non ho digerito proprio quella «After Midnight» che mi aveva incuriosito all’inizio e che trovo invece resa qui un po’ sotto tono e quasi “frettolosa” rispetto al modello claptoniano, per di più con un insipido finale sfumato.
Riassumendo: un album che senza essere un capolavoro è però interessante e di piacevole ascolto; consigliato per i più curiosi di southern rock.
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Altre recensioni
Di TheBlueMask
Il suo stile inconfondibile... ha influenzato negli anni moltissimi artisti.
Magnolia è il vero capolavoro dell’album: una serenata di rara bellezza.