Johannes Brahms
Concerto per pianoforte n° 2 Op. 83

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Voto:

"Le passioni non sono naturali per il genere umano; esse sono sempre eccezioni, escrescenze. L'uomo ideale, forte, autentico è calmo nella gioia e calmo nel dolore. Le passioni devono passare velocemente, o essere respinte".

Così disse (e non contento, scrisse) Johannes Brahms. Non male per un artista romantico fino al midollo, capace come pochissimi altri di tradurre le passioni, quelle più struggenti come quelle più dolorose, in musica immortale. L'apparente schizofrenia di un'affermazione come quella citata si spiega solo con la volontà di prendere nettamente le distanze da chi sull'esasperazione e sulla spettacolarizzazione delle passioni un po' "ci marciava", come si suol dire. Questi rivali di Brahms, a cui piaceva identificarsi nella "Musica dell'Avvenire", non erano certo dei ciarlatani, ma fior di musicisti come Berlioz, Liszt e Wagner, gente che avrebbe contribuito (insieme a Brahms) a scrivere la storia della musica dell'800. Solo che il loro atteggiamento nei confronti della musica del passato e dei suoi codici (forma-sonata, contrappunto ecc. ) era del tutto disinibito e rivoluzionario, mentre il "romantico conservatore" Brahms preferiva concentrare nelle invenzioni melodiche tutte quelle passioni che a parole respingeva, senza forzare troppo le strutture e le regole ereditate dal secolo precedente, della cui musica era un cultore (per esempio Bach, all'epoca quasi dimenticato, era tra i suoi autori preferiti). Questa polemica tra "rigoristi" e "avanguardisti" sarebbe poi svanita nel nulla all'inizio del '900, con l'autorevole parere di compositori come Mahler e Richard Strauss, che riconobbero ad entrambe le "scuole di pensiero" immensi meriti. Ma intanto contribuì a complicare non poco la vita artistica di Brahms, aggiungendosi ad un'innata mancanza di fiducia nei propri mezzi, tipica specialmente del periodo giovanile.

Il suo progressivo superamento coincise con una specie di metamorfosi fisica, avvenuta intorno ai 40 anni, da cui uscì fuori il Brahms maturo, appesantito e quasi camuffato da un'enorme barba, che caratterizza la maggior parte dei ritratti dell'artista. Proprio protetto da questa specie di corazza, evidentemente non solo esteriore, Brahms finalmente affrontò e superò vari tabù, a cominciare da quello che più lo aveva osessionato: la sinfonia. Quando nel 1881 nacque il monumentale Concerto per pianoforte n° 2 in si bemolle maggiore Op. 83, le sinfonie all'attivo erano già due, e di notevole valore, anche se i capolavori assoluti sarebbero state le due successive. La padronanza delle forme musicali più complesse era ormai assoluta e le passioni, per quanto ufficialmente negate, alimentavano una fantasia al massimo dello splendore, ed ecco il risultato: un Concerto così straripante di idee musicali da richiedere quattro movimenti invece dei canonici tre, una vera e propria maratona sia per il pianista che per l'orchestra, ma non certo per l'ascoltatore, che si beve beato cinquanta minuti di grandissima musica. Per ritrovare proporzioni del genere bisognerà arrivare a Rachmaninoff, guarda caso un altro "conservatore", che in pieno '900 proponeva musica tipicamente tardoromantica. Figlio dei maestosi concerti beethoveniani (e non mi riferisco solo all'arcinoto "Imperatore" ma anche agli ingiustamente meno noti Terzo e Quarto) come del fantasioso e agitato capolavoro in la minore di Schumann, il Secondo Concerto di Brahms è un fantastico esempio di esplosione di sentimenti tenuta (fino ad un certo punto) sotto controllo, quel tanto che basta per non sfociare nella pura "Fantasia per pianoforte e orchestra" mantenendo, sia pure enormemente dilatate, le strutture classiche.

La voce tenue e "lontana" di un corno apre il primo movimento ("Allegro non troppo") con una calma idilliaca, ma fin dall'entrata inquieta del pianoforte si capisce che il fuoco delle passioni sta lavorando sotto la cenere della severità, e ben presto divamperà sotto forma di impetuose fiammate che stravolgono il tema iniziale del corno, ormai intensamente drammatizzato e affidato a tutta l'orchestra, per non parlare degli altri temi e dei loro preziosi e complicati intrecci. Una chiusura piuttosto repentina ci coglie ancora nell'atto di assagiare qua e là un po' della carne che è stata messa al fuoco, che è veramente parecchia, ma soprattutto senza la minima sensazione di pesantezza nonostante i quasi 20 minuti di musica. A questo punto ci si aspetterebbe una pausa di riflessione, e invece, inatteso come uno "Scherzo" beethoveniano, ecco il sublime "Allegro appassionato" che elettrizza ulteriormente l'atmosfera, con quell'attacco del pianoforte improvviso come una saetta, a cui risponde con cupo e furioso impeto il tuono dell'orchestra. Dopo un "input" del genere è naturale aspettarsi scenari successivi se è possibile ancora più agitati e drammatici rispetto al primo movimento, e in effetti ciò che viene dopo non delude affatto le nostre attese. Come non le delude la tanto desiderata oasi di pace, che si concretizza in un "Andante" di rara delicatezza. Grande protagonista di questo movimento è il violoncello, prima quasi in solitudine, poi con una specie di tenero duetto con il pianoforte, che si infittisce sempre più, per poi tornare gradualmente alla rarefatta e cameristica quiete dell'inizio. Un incanto.

Infine, con l'"Allegretto grazioso" Brahms sembra volerci congedare con insolita gaiezza, con un rapido susseguirsi di festosi temi di carattere tzigano, che sembrano provenire dallo stesso mondo delle sue "Danze ungheresi". In effetti questi finali allegri non sono poi così rari nelle sue opere: basta pensare al Concerto per violino o al Primo Concerto per pianoforte (bellissimo anche questo, anche se un po' più frammentario e disorganico: merita una recensione a parte). Forse sono posti ad arte, come contrappeso al carattere prevalentemente malinconico, anche se sublime, di opere come questa. Vedo che sta venendo fuori un trattato, quindi concludo con la versione del Secondo Concerto di Brahms a cui sono più affezionato, il che non vuole dire che sia la migliore: Claudio Arrau con la Philharmonia Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini. Solista e orchestra ci danno dentro non lesinando certo né l'impeto né i colori, e dandone un'interpretazione veramente passionale. Sì, ho detto proprio "passionale", e Brahms non me ne voglia.

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Commenti (QuarantaDue)

Hal
Hal
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E così anche Johannes Brahms fa il suo esordio su queste pagine, ma era solo questione di tempo :) Scelta ottima ovviamente e descrizione succosa. Però non sono del tutto d'accordo sulla visione del Brahms conservatore dipinta dai suoi contemporanei preferendo la visione del Brahms progressivo che scaturì dopo la sua morte. Infatti c'era nella sua musica molta più modernità di quel che comunemente si crede. Quest'opera ne è un esempio ma anche altre come il requiem tedesco le variazioni haydn e le sinfonie che secondo me sono tutte dei capolavori, benché terza e quarta siano considerate maggiormente. Non conosco questa versione del concerto, possiedo un classico DG con Maurizio Pollini, voto quella ovviamente. Ciao :)
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Hal
Hal
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ah c'era già su queste pagine, memoria corta ;))
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Grasshopper
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Quello del "conservatore" in effetti è più che altro un atteggiamento formale, come dimostra la drastica affermazione di Brahms citata all'inizio, che in pratica contraddice in pieno ciò che emerge da gran parte della sua musica, compreso questo concerto. Conservatore sì, ma solo formalmente: ciò che si agita nel suo animo è un'inquietudine del tutto moderna, e non è un caso che ci sia Mahler tra coloro che l'hanno colta
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odradek
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Sono letteralmente sopraffatto da questa pagina. Non solo per la mole di informazioni, concetti, descrizioni che la attraversano (per me preziose nel colmare abissali lacune) ma anche, e forse soprattutto, per un elemento che mi pare poco considerato, o sottostimato, a volte, nei commenti: la strepitosa qualità della scrittura. Così comunicativa e fluida, senza rinunciare ad uno stile riconoscibilissimo ed elegante. Una standing ovation in ufficio, durante la pausa pranzo.
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aniel
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Adesso non ho tempo di leggerla, ho dato un occhiata veloce solo alle prime righe, ti metto 5 solo per aver riportato la citazione all'inizio.
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Senmayan
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grandissimo come al solito. Ti fai leggere con estremo piacere!
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sfascia carrozze
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Eppure (e nonostante la immensa sfascievole oltreqùé ingiustificabile de-ign[i]orantzia in materiam.. e non solo in quella, sia claro) gentile passional/de-recensoreo Monsieur Grasshopper, quodesta opera gradirei auscultarla: fosse seulement per provare il cosiddetto "effetto-ché-fà" et pour tentar di minimamente percepire le (meravigliose) sensazioni qué Ella narra und qué habilmente trasmette all'intrigato de-lectore. Really good pagina davvero. Ossequi quordiali a uffa (se non di plùs). Your vacuo s.c. di (s)fiducia.
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geenoo
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Strabordante come un fiume in piena!
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Stoopid
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Rotondità.
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SatanicWhore
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il cìdì lo cercherei pure ma ho paura di confondermi co tutti quei numeretti odradek l'ha detta giusta "mi sento sopraffatto" mollo gli ormeggi comunque l'inizio era discreto
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SatanicWhore
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azz dai metto 5 sennò qui comincia la sassaiola
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SatanicWhore
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ecco fatto!
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Grasshopper
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Numeretti ? 2 e 83 ? Non ci vuole molto a ricordarli, e garantisco che in questo caso ne vale la pena. Sassaiola ? Niente paura: noi del loggione siamo gente pacifica, anche se dai palchi più alti siamo in posizione privilegiata per tirare sassi. Se non erro il tuo nick corrisponde più o meno "Puttana satanica"... Bah, un po' di ottimo Brahms non ti può nuocere di certo: tutt'al più potrà lasciarti completamente indifferente, ed è quello che temo
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SatanicWhore
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"tutt'al più potrà lasciarti completamente indifferente, ed è quello che temo" um non penso di avere capito comunque.. anche io ho cidì di musica classica se ti puo sorprendere nonostante il mio nick
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Grasshopper
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L'apparenza inganna. Il nick è apparenza, e forse lo è anche il tono un po' strafottente del tuo primo intervento-stroncatura. Magari la realtà è migliore, che ne so ?
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SatanicWhore
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si è molto migliore tanto che l'ho letta tutta e ti ho messo 5
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Alias
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loggione...elite...massoneria....no no calma presuntuosetti belli, di recensioni su Brahms ne ho lette altre molto buone e meno arroganti di questa.
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Grasshopper
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Molto bene. Ma il 5, anche se mi piace, non è la massima aspirazione della mia vita. La ragione per cui scrivo su questo ottimo sito è quella di comunicare le mie impressioni su quella che ritengo grande musica (non solo classica: su un centinaio di recensioni quelle di classica saranno una ventina) a chi non la conosce. Un atteggiamento di diffidenza un po' prevenuta, come quello che ho colto (forse sbagliando) nel tuo primo intervento, con quell'ironia sui "numeretti" e sulla "sassaiola" mi infastidisce un po', e questo spiega la mia risposta altrettanto prevenuta nei tuoi confronti. Ovviamente io non ti conosco, quindi non sono autorizzato a temere che Brahms ti possa lasciare indifferente, anzi a questo punto torno a consigliartelo, ma in maniera diversa, cioè sperando che ti appassioni, qualunque sia il tuo genere di musica preferito.
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Wanderer
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Recensione eccezionale sia nell'analisi e nel commento del titanico Concerto n. 2, sia nelle sottolineature, efficacissime e precise, in bilico tra musicologia e storia della musica. Il concerto è meraviglioso nella sua rotonda pienezza e nel suo iper-trofismo, che donano all'ascoltatore una esperienza musicale di abbacinante bellezza. Io ho la versione con Zimerman al piano e i Wiener Philarmoniker diretti da Bernstein.
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Stoopid
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Vero che troppi 5 annoiano e le medie interessano solo ai ragionieri. Vero anche che Charlie avrà letto(altrove)buone recensioni di Brahms, gli concedo anche il 2 perchè si è qui per gioco. Ma cosa avrebbe di arrogante questa pagina? Mi pare che il pregio di GH sia una scrittura fluida e facile, che poco arroga ad sè, buona per santi, stoopidi e puttane.
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Grasshopper
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Per CharlieNOKIA non ho parole: se ancora non ha capito che il "loggione" è un modo di dire per indicare il piccolo nucleo dei classicomani di debaser allora non c'è speranza. Non so dove possa aver trovato l'arroganza: non certo nella recensione. Forse se ne possono rilevare tracce nel fastidio con cui ho commentato il primo intervento di Satanic, ma Charlie probabilmente non ha letto nè recensione né interventi: ha sentito aria di scontro ed è piombato qui con un 2 e con insulti gratuiti. Per cui non posso che assumere un tono molto arrogante e ignorarlo come merita, a differenza di Satanic, con il quale ho potuto ragionare. Suvvia, non mi fate perdere altro tempo: noi intellettuali siamo presi da cose molto più importanti di queste zuffe da pollaio (e magari qualche idiota mi prenderà sul serio...)
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Stoopid
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Anzi, vado a giocarmi 2 e 83 sulla ruota di Amburgo.
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odradek
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Mi permetto di intervenire esclusivamente perchè sono stato citato da Satanic Whore: quel sopraffatto, e mi sembra evidente se leggi tutto il post, è riferito ALL'EFFETTO CHE SPESSO PRODUCE LA BELLEZZA. Ho letto questa pagina con molto piacere, proprio perchè E' BELLA. Ci sono qualità di contenuti e cura delle parole (senza nessuna traccia di arroganza) ed è UN PIACERE LEGGERLA. Trovo molto più faticose certe pagine, anche assai più brevi, che capita spesso di leggere. Comprese le mie. Ho visto che poi SatanicW. ha avuto la buona idea di leggerla tutta e credo che, forse, quel "sopraffatto" sia ora meno fraintendibile. - Chiudo con un plauso ulteriore alla compostezza, solo apparentemente semplice da mantenere, delle repliche di Grass. Ciao.
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Zarathustra
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Cosa volete che vi dica, qui si parla della più nobile delle arti, la Musica. E' banale dire che Brahms fosse un genio, un genio d'innanzi al quale venerante mi inchino. Tuttavia, probabilmente anche per il mio amore sfrenato per Nietzsche, gli preferisco Wagner, per il titanismo e la perentorietà della sua musica.
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Zarathustra
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Oltre che per la drammaticità e il pathos delle sue composizioni..
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Grasshopper
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Non sarà certo un deficiente che fa il giro delle mie recensioni mettendo ad ognuna un 1 accompagnato da insulti a far scemare di un grammo la mia passione per la musica classica e la mia voglia di parlarne a chi mi capisce come meglio posso. Tra l'altro non nè la prima volta che un cretino passa in rassegna quello che ho scritto (senza leggerlo, poiché non ne sarebbe capace) per apporvi un 1 seguito da frasi senza senso. Ma almeno il cretino precedente era sincero e in un certo senso aveva una certa cognizione di sé stesso, al punto di firmarsi "bastardone". Quello che ha compiuto quest'ultimo raid, anche come cretino mi sembra peggiore: poco goliardico, ma solo acido e stizzoso. Un tipo alla CharlieNOKIA, per intenderci, anche se non è detto che sia lui. Bè, chiunque sia, sappia che ho all'attivo 104 recensioni (104 come le sinfonie di Haydn) e non ho alcuna intenzione di smettere.
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SatanicWhore
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cosa vuol dire: d-moll op.125 scusate la mia innioranza ma prima di mettere su questo cidì vorrei capire prima
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Grasshopper
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Vuol dire "in re minore Op. 125" Ottima scelta: (è la Nona di Beethoven... meglio di così !)
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JimMorrison
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SatanicWhore
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Come cazzo hai fatto? davvero!!!! sei un mito!!!! posso farti un altro quiz??
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SatanicWhore
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OP 72b (1806)ti devo dire qualcosa d'altro o la sai già?
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SatanicWhore
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dura 13'35'' è una overture dimmi il titolo!!! e l'autore!!!! vuoi la telefonata a casa o l'aiuto del pubblico?
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Grasshopper
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Ma stai facendo un corso intensivo di Beethoven ? Io sono sul luogo di lavoro e la butto là: dovrebbe essere l'Ouverture del Fidelio oppure una delle tre "Leonore" (pare che Beethoven avesse una vera fissazione per questo nome).
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SatanicWhore
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uoa la seconda che hai detto bravissimo!!!! cambiamo autore.. sentiamo se mi sai rispondere a questa:

DI CHI E' LA "FLYING DUTCHMAN DER FLIEGENDE HOLLANDER OVERTURE"??? E IL NOME DELL'ORCHESTRA?
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Grasshopper
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Di Richard Wagner (in italiano è "L'olandese volante") L'orchestra può essere qualsiasi orchestra esistente: io consiglio i classici Berliner Philharmoniker diretti da Karajan. Ora però smetto di ripondere perché se mi distraggo troppo i miei capi-ufficio mi legnano. Ciao.
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SatanicWhore
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grande! per quanto riguarda l'orchesta il libricino del cidì così recita: Slovak Philarmonic Orchestra - Bystrik Rezucha.. tranne che Tannhauser Overture : London Symphony Orchestra - Henry Adolph
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Mullah
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Ashkenazy-Zubin Metha: questo è il mio binomio per il secondo concerto per pianoforte di Brahms, opera maestosa e monumentale quant' altre mai, ed affascinante e meravigliosa proprio nell' estrinsecarsi di tali caratteristiche, da te descritte mirabilmente come al solito. Purtroppo impegni di lavoro e vicissitudini familiari mi impediscono di frequentare il sito con la frequenza di prima, ma quando ci capito su, è sempre piacevolissimo leggere queste recensioni,scritte in un ottimo italiano e del tutto all' altezza (se non superiori) di quelle che potrebbero trovarsi in un mensile specializzato dedicato alla classica. Complimentissimi, come sempre!!!
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R2061478
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complimentoni. 5 a Brahms
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Contemplazione
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Una meraviglia, ma cosa dire del primo concerto? Personalmente lo amo ancora di più di questo!
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j&r
j&r
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..bravo..bravo..bellissima recensione!...il concerto non oso nemmeno ricordarlo..al solo ricordo ho le lacrime agli occhi...per ascoltarlo poi devo munirmi di molto coraggio..sconvolgente..
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vialaspezia
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Sono arrivato in questo sito quasi per caso e sono rimasto davvero affascinato dalla tua recensione. Senza stare ad elogiarti per la tua bellissima scriverti, mi trovo completamente d'accordo con cio' che hai scritto, in particolare sulle sensazioni che questa monumentale opera trasmette all ascoltatore, quell eruzione di sentimento che viene trattenuta a stento durante tutto il concerto invece che essere consumata subito in pochi minuti. W Brahms e W la musica d'autore.
P.S. Chi trova questa recensione arrogante o troppo sofisticata dovrebbe forse leggerla piu' attentamente ed evitare di dare giudizi stupidi
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Zvezdoliki
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Complimenti! Recensione davvero esaustiva e ben scritta. Io invece amo moltissimo la versione (di tutti e 2 i concerti) fatti da Gilels con Jochum a capo dei Berliner Philharmoniker.
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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