John Cage
Imaginary Landscape no. 1

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John Cage compose "Imaginary landscape no. 1" nel 1939: quartetto per due fonografi a velocità variabile, un pianoforte in sordina e un cembalo è il primo dei cinque "paesaggi immaginari" che l'artista americano, uno dei più importanti ed innovatori musicisti del '900, scrisse, nell'arco di poco meno di 15 anni, verso la fine della prima metà del secolo scorso. Essere tra le prime composizioni a carattere misto, elettrico e acustico, ed in cui la componente elettro, al momento dell'esecuzione, era "pre-registrata" fa del pezzo uno dei punti di svolta più importanti della musica contemporanea e, probabilmente, della seconda Arte in genere. Minimale e d'avanguardia "Imaginary landscape no. 1" è il culmine della prima parte della carriera, fino a li legata soprattutto ad un ampio uso delle percussioni, anche non convenzionali, dell'artista ma che già fa presagire la svolta che, un lustro dopo, Cage intraprese verso l'Alea, la musica "casuale" ed "automatica", influenzata dall'abbraccio alle filosofie asiatiche induiste, buddhiste e Zen.

Gli occhi sono chiusi ma, dall'esterno, vibrazioni di luce intercorrono a ritmi irregolari. Dentro me il sangue sembra non scorrere: solo disordinati impulsi magnetici lo costringono a non gelare e a mantenermi in uno stato di vigile morte. In sospensione tra una danza ossessiva, di dita sui tasti, e fosfeni baluginanti, in un buio più immaginato che reale, la mia stessa essenza si trova a correre su di un sottilissimo filo elettrico. Il pensiero, o ciò che di esso rimane, viene presto catturato in vortice immateriale: la sostanza stessa di cui l'universo è fatto si percuote in me e mi costringe a gravitare attorno ad un denso nucleo di silenzio. Non avrò pace finchè non riuscirò a delineare un paesaggio ondifluo e mutevole, non avrò riposo finchè questo freddo inverno sonoro non sarà placato. Mentre scivolo ormai quello che ero è scisso in molecole, via via più piccole, che in un matematico rito religioso si muovono verso l'Essere stesso. Infinito, infinito, infinito.

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Commenti (Quattordici)

Alexander77
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voodoomiles
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"uno dei più importanti ed innovatori musicisti del '900" lo varierei in "uno dei più conosciuti e (forse) innovatori musicisti del '900", solo per amor di (personalissima) precisione. Troppo bravo/a il/la recensore-uff! per manifestare una critica speciosa e pelosa. Voto per Johnny alla carriera e alla passione per i funghi (psicotropi e non)
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Alexander77
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Boh, a me le sue altre recensioni erano piaciute, il secondo paragrafo di questa mi sembra solo retorica. Il primo paragrafo dice tutto e lo dice in modo esaustivo. SOlo una mia opinione.
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Skeletron
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geenoo
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A me il disco piace molto. Il secondo paragrafo della recensione è scritto in un classico debaser-emo-style.
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Appestato mantrico
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Ai lòv classic emo-debaser-style! cinque atuttieddue!
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polkatulk88
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sono momentaneamente spiazzato
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geenoo
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Vedete.... centinaia di utenti debaseriani sguazzano in inutili recensioni elettro-dub e non conoscono il Maestro. Comunque un grandissimo. Consiglio agli ascoltatori giovini di buttarci quantomeno una recchia. Razza di ignoranti.
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PVC
PVC
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Noise. When we ignore it, it can disturbe us. When we listen to it, we find it fascinating...(John Cage)

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hymnen
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Opera di importanza storica , la prima in assoluto in cui i suoni ,registrati su nastro, vengono diffusi ad una velocita' varibile , determinando un effetto timbrico e sonoro assolutamento nuovo ed immaginario .Idea rivoluzionaria e incondizionatamente attuale , tenendo conto di quanti capolavori del rock futuri ne saranno debitori , di questo Imaginary Landscape n 1
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hymnen
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Consiglierei la versione effetuata da John Cage, del 58, raccolta nel triplo leggendario Lp o cd , " The 25 Year Retrospective concert of the music of John Cage"


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bilquis
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Cage mi è veramente ostico e non lo capirò mai ma son convinto che a suo modo sia stato fondamentale. Immagino che per capire questa recensione bisognerebbe leggersi la tua precedente. Comunque insisto nel preferirti enciclopedica, anche se qui, nel primo paragrafo pur brevemente, lo sei stata. Ps. Qualcuno interni quel troll che risponde al nick di Skeletron
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giovanniA
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Un 5 alla recensione te lo darei solo per aver parlato di Cage, mai abbastanza gli interventi su di lui.. ma alla fine ti dò 3 perché hai descritto solo il Landscape n.1 e non hai detto nulla degli altri pezzi presenti nel cd. Credo in US, per esempio, è uno dei pezzi più noti ed eseguiti di Cage (lo ascoltai tanti anni fa durante il mio primo concerto di "musica contemporanea"). Insomma, brav_ per questa puntata cageana, con la riserva di cui sopra. C'è spazio per un'altra recensione!
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KyraCollins
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Grazie a tutti i convenuti. Voodoomiles: la tua variazione è ineccepibile. Ci sta eccome ma l'aggettivo "importante" era riferito al mio personalissimo punto di vista ;-). @GiovanniA: parlerò ancora, più avanti, di Cage. Non ti preoccupare :-D
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