Copertina di John Zorn Femina
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Per appassionati di musica sperimentale, minimalistici, fan di john zorn, amanti della musica neo-classica e jazz, collezionisti di album raffinati
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LA RECENSIONE

E fu cosí che il buon Zorn, da vero galantuomo e romanticone qual´é decise di omaggiare pubblicamente il gentil sesso. Il pianeta Venere e tutto quello che vi orbita intorno sono quindi il tema portante dell´album, giá a partire dal curatissimo artwork (anche questa volta, come suo solito Zorn fa di tutto per soddisfare noi feticisti del supporto fisico e non farci rimpiangere troppo i soldi spesi) e da quel piccolo capolavoro di 52 pagine che é il libretto. Al suo interno troviamo foto, simboli ed immagini da parte dell´artista Kiki Smith che ci immergono direttamente nelle atmosfere chiaroscure, femminili ed eteree del disco.

Cosí anche la formazione non poteva che essere completamente al femminile (a parte il Zorn che peró si limita a dirigere e non suona direttamente) e cosí troviamo alcune delle piú aprezzate artiste della scena Downtown di Ney York: Carol Emanuel all'arpa (strumento femminile per eccellenza), Jenniver Choi al violino, Okkyung Lee al cello, Shyna Dunkelman alle percussioni, Sylvie Courvoisier al pianoforte e Ikue Mori per l'elettronica. Strumenti quindi non del tutto convenzionali, perlomeno per gli standard rock, che giá di per se rappresentano uno stimolo all´ascolto, ma ovviamente anche la proposta musicale sottostante non é da meno. Trattasi di una sorta di minimalismo neo-classico, a tratti jazzato e dalle venature sperimentali che alterna, alla consueta maniera di Zorn, momenti melodici (comunque predominanti) ad altri piú sperimentali/cacofonici (giusto per ricordare che le donne per quanto dolci sono anche in grado di graffiare?).

Il tutto scorre in maniera piacevolissima e senza intoppi, vista anche la non lunghissima durata del disco (intorno ai 30 minuti), che risulta quindi ben a fuoco e per nulla dispersivo, tant´é che spesso viene voglia di fargli seguire subito un secondo ascolto. Naturalmente non tra i fondamentali/imperdibili di Zorn, questo disco rimane comunque consigliatissimo a chiunque; godibile e sofisticato. In particolare gli appassionati non avranno di che lamentarsi, ma probabilmente a loro basterá giá il nome dell'artista come garanzia.

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Riassunto del Bot

John Zorn omaggia le donne con 'Femina', un album caratterizzato da una formazione tutta femminile e sonorità che spaziano dal minimalismo neo-classico al jazz sperimentale. Con atmosfere eteree e un artwork curatissimo, il disco propone una musica piacevole, sofisticata e ben calibrata, capace di incuriosire anche gli appassionati più esigenti.

Tracce

01   Femina, Part One (11:42)

02   Femina, Part Two (10:11)

03   Femina, Part Three (10:15)

04   Femina, End Titles (03:16)

John Zorn

John Zorn è un compositore, polistrumentista, produttore e curatore discografico statunitense, protagonista della scena avantgarde newyorkese. Famoso per l'approccio camaleontico, ha esplorato jazz, musica ebraica, classica contemporanea, improvvisazione radicale e colonne sonore, fondando l'etichetta Tzadik.
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