Copertina di Jolie Holland Springtime Can Kill You
odradek

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Per amanti della musica acustica, appassionati di country blues e jazz, ascoltatori di musica indipendente e folk, chi cerca atmosfere intime ed emozionali.
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LA RECENSIONE

Mi sono seduto sulla veranda.
Ho lasciato la porta di casa aperta per far entrare solo un pezzo di cielo stellato (il cielo enorme del texas subalpino)
E attendo.
L’apparizione di una silhouette, in una vecchia salopette di jeans.
O fasciata in una mini di satin, una gardenia e una sad song fra i capelli.
Dalla casa escono, una dopo l’altra, leggere e suadenti, le piccole storie circondate di suoni morbidi.
E quella voce delicata, striata di un’inquietudine segreta. Stasera così vicina da sembrare seduta al mio fianco.

Penso a quanto può durare un attimo di quiete, a quanta tempesta vuole annunciare. O è in grado di raccontare.
Penso alle attese.
Al desiderio di cambiare scenario con un semplice gesto.
Play.
E davanti agli occhi le soffocanti prospettive verticali della tua città cedono il posto alle distese di spazi aperti e sconfinati.
O alla magia di un luogo ignoto ma intimo.

Penso alla prima volta che ho letto di lei.
Una delle pagine più leggere e deliziose, colma di grazia surreale, tra le centinaia che ho sfogliato in Debaser.
Le impressioni racchiuse in quella pagina, in fondo, valgono anche per questo terzo disco di Jolie Holland.
Che non contiene, però, neppure un episodio di “quella vena di follia e di improvvisazione strampalata” che faceva capolino nel precedente Escondida.
Ma si muove, acustico e languido, con una lenta, densa intensità.
Disegnando il suo privatissimo paesaggio interiore, capace di proiettarne uno anche per me.

Qui, su questa veranda immaginaria, mentre attendo quella silhouette.
Cercando di indovinare quale versione, tra il country blues rivisitato e il soffice jazz fumoso, vedrò apparire.
Ma è probabile che, se mai dovesse arrivare, mi sorprenderà.
Indossando, con l’apparente semplicità che è una delle forme dell’’eleganza, una veste senza tempo.
Come le 12 canzoni di “Springtime Can Kill You”.


Jolie Holland
: Guitar, Piano, Vocals, Arranger, Mixing, Art Direction, Whistle (Human), Producer
Carvill Wallace: Harmony Vocals
Ara Anderson: Horn (Baritone), Organ (Pump)
Brian Miller: Guitar, Percussion, Bass (Electric), Glockenspiel, Guitar (Electric), Fender Rhodes, Piano
Keith Cary: Tuba, Electric Upright Bass, Hawaiian Guitar, Bass (Upright), Lap Steel Guitar, Cello
Kare Klaire: Harmony Vocals
Olive Mitra: Bass (Electric)
Peter Musselman: Accordion, French Horn
Sonny Smith: Organ (Hammond)
David Dondero: Vocals

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Riassunto del Bot

La recensione descrive con poesia l'ascolto di Springtime Can Kill You di Jolie Holland, un album acustico e lento che fonde country blues e jazz. La voce delicata dell'artista e le atmosfere intime creano un'esperienza coinvolgente e senza tempo. Pur privo dell'improvvisazione del disco precedente, l'album si distingue per la sua intensità e grazia surreale. La musica trasporta l'ascoltatore in scenari ampi e intimi, evocando attese e desideri profondi.

Tracce testi

01   Crush in the Ghetto (03:01)

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02   Mehitabel's Blues (03:21)

03   Springtime Can Kill You (02:48)

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04   Crazy Dreams (02:22)

05   You're Not Satisfied (02:09)

10   Nothing to Do but Dream (07:24)

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11   Adieu False Heart (02:36)

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12   Mexican Blue (06:29)

Jolie Holland

Cantautrice statunitense nata a Houston nel 1976, co-fondatrice delle Be Good Tanyas, attiva dai primi anni Duemila. Debutta con Catalpa (2003, Anti Records), notato da Tom Waits e nominato allo Short List Music Prize; seguono Escondida (2004), Springtime Can Kill You (2006) e The Living and the Dead (2008). La sua musica intreccia folk delle origini, country-blues e soffuse tinte jazz.
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