Copertina di John Bongiovi The Power Station Years 1980 - 1983
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Per fan di jon bon jovi, amanti del rock anni 80, appassionati di pop rock e aor, collezionisti di musica vintage
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LA RECENSIONE

John Bon Jovi, in diversi momenti della sua carriera, decide di dare alle stampe 14 brani dell’epoca in cui si faceva chiamare John Bongiovi, con la “g” e non con la “j”. Per giunta tutto attaccato. Perché la riufficializzazione di questi lavori comunque a scoppio ritardato? Credo proprio che John, comunque già conosciuto ed apprezzato da solista, onorato da interpretazioni anche con Springsteen, abbia voluto tutelare la sua band, i Bon Jovi, e dare spazio ed aria a loro prima di levarsi lo sfizio di rifare ordine nel suo passato.

I brani di questa divertente raccolta sono stati tutti registrati tra il 1980 e il 1983. Io ho un’edizione americana del 1994 che ne contiene 14, ma ne esistono anche altre che arrivano fino a 20 e includono il primo top single della sua carriera, "Runaway", che apriva il primo album ufficiale dei Bon Jovi. Io vi parlerò dei 14 pezzi che ho a disposizione iniziando da una considerazione: questo compendio bongioviano è sicuramente superiore ai primi due dischi dei Bon Jovi, che rispettivamente per me meritano un 3,5 e un 1 (che gli ho dato nella mia recensione di qualche annetto fa). Altra considerazione: per la carriera solista di Jon questo lavoro è una felice uscita, inferiore al Golden Globe "Blaze Of Glory" ma, ci voleva poco, di gran lunga superiore al basso pop di "Destination Anywhere", album decisamente fatto per andare su MTV e sinceramente cagoso, che però ha marcato definitivamente la svolta di "These Days", inizio della fine.

Insomma, dimenticatevi il Bon Jovi sound dei giorni nostri e, come riferimento, prendete la band del New Jersey dall’omonimo a New Jersey, appunto. Siamo in quel mondo lì. "The Power Station Years" prende il nome dalla sala di registrazione del cugino di Jon, punto di riferimento per l’artista che all’epoca proponeva un pop rock totalmente radiofonico ed in alcuni casi esplosivo. Pop rock nei primissimi anni 80 significava musica buona, forse eccessivamente orecchiabile ma non banale. Si tratta di un disco contaminato dalle influenze rock dell’epoca, in cui la componente hard viene tenuta a bada da tastiere / piano con polarità decisamente positiva e cori tormentone di una felicità virale e virile. A parte gli 1 aprioristici, non dimenticate che qui Jon è quello con la boscaglia sul petto e i capelli arruffati a livelli da nido d’airone. È quello che dopo due uscite claudicanti ha messo in riga una band priva di idee e ha tirato fuori "Slippery When Wet" e "New Jersey" che, c’è poco da fare, sono due masterpiece del rock 80.

L’apripista è subito un brano che spacca. "Who Said It Would Last Forever" ci presenta un John in forma magnifica, solito vocione da ragazzone cresciuto a chips, che guida una band di cui le doti tecniche non emergono, ma che esegue con perfezione d’orchestra le poche azzeccatissime note di questa overture. Il riff di chitarra è quanto di più semplice si possa immaginare ma è trascinante e Jon lo cavalca come una spugna imbevuta di ottimismo. Un brano perfetto che in Slippery o New Jersey ci starebbe dentro ad occhi chiusi. "Open Your Heart" è un pezzo easy listening e da tipico “Buon giorno New York, sono le 8 del mattino…”, in cui la musica pop dell’epoca entra nelle melodie con un sax anch’esso tranquillo, ma ben suonato.

Quella che mi sento di definire perla, è la terza, inarrivabile, canzone che s’intitola "Stringin’ A Lime", una ballad da uomo solo, niente di romantico, AOR di genetica classe. "Don’t Leave Tonight" non mi piace ma, appartenendo a quegli anni, secondo me dimostra la coerenza di Jon: è un pop rocker da parteria da 30 anni. "More Than We Bargained For" è il tipico pezzo di bongioviana epicità, che punta al cuore in crescendo, ha un bridge sospeso tra le nuvole, e una partenza celestiale col ritornello. "For You" è veloce e carina ma niente da ricordare. "Hollywood Dreams", come si può intuire dal titolo, è un ottimo pezzo per il sottoscritto. Sposta la geografia dell’album dalle east alla west coast. È un AOR di maniera intinto per una punta nelle atmosfere di Los Angeles, di nuovo con un bel sax a fare l’assolo.

"All Talk No Actions", garantisco, solo leggermente più dura nelle chitarre, poteva essere un pezzo da primo album dei Poison. Il chorus è glam puro. La tradizione del rock americano viene fuori nella quasi country e fisarmonicata "Don’t Keep Me Wondering". "Head Over Hills" è un buon riempitivo, tacciabile della solita sfacciata positività. "No One Does Like You" inizia a far pensare che i brani siano troppi perché il livello è quello della song precedente o di "For You" e più che ascoltarla una volta non si può fare. "What You Want" riporta in alto il livello da buon AOR deciso. "Don’t You Believe Him" è un rock n’ roll molto divertente e tipico da pista. La versione del disco che ho io si chiude con "Talkin’ In Your Sleep", che insieme alla prima e alla terza traccia rappresenta il top di questa raccolta. Ci sono le prime tracce delle future "Wanted Dead Or Alive" e "Blaze Of Glory", e il primo grande assolo di chitarra di tutta la composizione.

La produzione, ad opera di Tony Bongiovi, è superlativa per quell’epoca. Il calderone dei suoni bolle senza sbavature con tanta corposità per basso, chitarra e batteria. Le tastiere si inseriscono senza disturbare mai e la voce di John è interprete di un’altissima prova in questa mistura AOR-pop rock utile a far venire fuori le sue qualità di cantante. Si poteva fare sicuramente a meno di tre brani e volendo pure quattro. Conosco i sei che mi mancano su questo cd e le 20 tracce totali in proporzione presentano le stesse qualità e gli stessi difetti che non mi sento proprio di censurare. Resta il fatto che John Bongiovi, quello con la “g”, era sicuramente un artista credibile.

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Riassunto del Bot

La raccolta The Power Station Years di John Bongiovi (con la 'g') presenta 14 brani registrati tra 1980 e 1983, caratterizzati da un pop rock radiofonico e di qualità superiore ai primi Bon Jovi. L'album mostra la versatilità e la credibilità artistica di John prima del successo ufficiale. Tra pezzi esplosivi, ballad intense e influenze rock, è una testimonianza affascinante di un giovane musicista in crescita, con una produzione impeccabile.

Tracce testi

01   Who Said It Would Last Forever (04:01)

02   Open Your Heart (03:46)

03   Stringin' a Line (03:47)

04   Don't Leave Me Tonight (04:54)

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05   More Than We Bargained For (03:50)

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06   For You (03:05)

07   Hollywood Dreams (03:18)

08   All Talk, No Action (03:31)

09   Don't Keep Me Wondering (02:57)

11   No One Does It Like You (04:16)

12   What You Want (03:35)

13   Don't You Believe Him (03:14)

14   Talkin' in Your Sleep (04:18)

Jon Bon Jovi

Jon Bon Jovi (John Francis Bongiovi Jr., 1962) è un cantautore e attore statunitense, frontman dei Bon Jovi. Da solista ha pubblicato Blaze of Glory (1990), colonna sonora di Young Guns II, con cui ha vinto il Golden Globe per la canzone omonima, e Destination Anywhere (1997).
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