Copertina di Jon Hassell Vernal Equinox
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Per appassionati di jazz, elettronica, musica d'avanguardia e di fusioni culturali sonore
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LA RECENSIONE

Due mondi, due universi apparentemente distinti, anche sotto il profilo musicale: il Terzo Mondo, con alle spalle millenni di tradizione musicale legati soprattutto all'improvvisazione e il nostro mondo, il Primo, con un approccio più analitico, con un'estrema maturazione dal profilo compositivo. E' possibile unire questi due mondi, secondo Jon Hassell, con una totale immersione, una "intossicazione", nella ricerca di una forma musicale perfetta, che non sia ibrido ma totale simbiosi tra le due parti, una calligrafia in aria. Il progetto Fourth World parte con queste premesse, e da oltre trent'anni non ha mai smesso di dare spunti e di ispirare, a iniziare da "My Life In The Bush Of Ghosts" e finire con band influenzate indirettamente come i Primus (si veda la collaborazione di Brain per l'album "Dressing For Pleasure"). E' una visione musicale già matura, infatti "Vernal Equinox", registrato all'età di 40 anni, sublime inciso della carriera di Hassell, è la fusione perfetta di tutte le esperienze del trombettista: Memphis e il jazz; Karlheinz Stockhausen e l'elettronica; La Monte Young e il minimalismo ed infine, ma più influente delle altre, Pandit Pran Nath e i raga indiani. Da qui un modo tutto nuovo di suonare la tromba che, come dice Scaruffi, è il protagonista assoluto del disco.
L'uso sapiente dell'elettronica e delle percussioni, che trovano il loro picco più alto nella title track (suite di circa 22 minuti) portano l'ascoltatore in nuovi mondi, nuovi universi, dove poter trovare serenità e forse un punto di incontro tra culture prima d'ora isolate, e impossibili da associare.  A detta di chi scrive, "Verna Equinox", rappresentando una delle pietre miliari fra i tentativi di ricongiunzione della cultura, di una ricerca per ritrovare la comunicazione perduta nel corso della storia, può essere associato benissimo ad un altro grande album dell'avanguardia: "Hosianna Mantra" dei Popol Vuh. Questo però si pone su un piano prettamente metafisico, per una ricerca di una filosofia di vita/religione anche qui adoperando la sintesi tra due culture mai pensabili da associare, Cattolicesimo e Induismo, mentre Hassell parte direttamente dall'esperienza umana per poter salire in altri mondi, altri livelli di percezione, che non perdano mai lo scopo iniziale. "Vernal Equinox" e "Hossianna Mantra", insomma, rappresentano insieme rispettivamente res extensa e res cogitans di una medesima ricerca musicale dedita a rompere un silenzio che dura ormai da troppo tempo.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Jon Hassell e il suo album Vernal Equinox come una perfetta fusione tra tradizioni musicali del Terzo Mondo e la maturità compositiva del Primo Mondo. L'uso innovativo della tromba, dell'elettronica e delle percussioni crea un’esperienza sonora unica e ispiratrice. L'album è considerato una pietra miliare nella ricerca di unione culturale e musicale, paragonabile all'opera degli avanguardisti Popol Vuh.

Tracce video

01   Toucan Ocean (03:58)

02   Viva Shona (07:10)

04   Blues Nile (10:07)

05   Vernal Equinox (22:05)

06   Caracas Night September 11, 1975 (02:13)

Jon Hassell

Jon Hassell (Memphis, 22 marzo 1937 – 26 giugno 2021) è stato un trombettista e compositore statunitense, ideatore del concetto di “Fourth World”, una sintesi tra tradizioni musicali antiche ed elettronica contemporanea. Allievo di Karlheinz Stockhausen e di Pandit Pran Nath, ha collaborato tra gli altri con Brian Eno e Talking Heads, influenzando ambient, elettronica e world music.
08 Recensioni

Altre recensioni

Di  Battlegods

 Totalmente estraniante tutto quello che produce il saggissimo Jon Hassell.

 L’ambientazione che l’orecchio deve assolutamente vivere, altrimenti non si conosceranno le isole sonore dell’universo.