Jonathan Coe
La Famiglia Winshaw

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Voto:

La famiglia Winshaw è il Male.

La famiglia Winshaw vanta nella sua genealogia uomini politici, banchieri, giornalisti, truffatori, produttori televisivi, pazzi, affaristi, militari: è un concentrato di cinismo, perfidia, opportunismo, invidia, ipocrisia. E' quanto di più estremo si possa generare dalla bramosia di potere e denaro. La saga familiare, che abbraccia le vicende ai vertici politici e mediatici dell'Inghilterra di mezzo secolo (ma in particolare dei '70 e degli '80) diventa a tratti un pretesto per analizzare il capitalismo e le sue conseguenze su quello che, in molte pagine, stentiamo a definire "essere umano".

La bravura di Coe sta nello stringere un patto col lettore, fin dai primi capitoli, per cui realtà e finzione si fondono e si confondono in un magistrale intreccio di narrazioni in terza persona e estratti del tutto verosimili tratti da cronache giornalistiche, trasmissioni televisive, diari (con tanto di note storiche relative a fatti realmente accaduti) e ogni espediente utile per caratterizzare al meglio i protagonisti. I continui parallelismi tra i vari personaggi e i salti temporali offrono una varietà di punti di vista sulle vicende che pochi scrittori riescono a orchestrare senza confondere il lettore. Coe è un abile regista, fonde la trattazione storica, il giallo, l'umorismo (amaro), l'analisi psicologica e di costume in un unico grande ritratto che nella sua eterogeneità quasi ariostesca, risulta poi essere assolutamente omogeneo.

In costante parallelo con le vicende degli Winshaw, la storia di Michael Owen (un'omonimia calcistica che sa un po' di presagio), un tempo scrittore di belle speranze, che a causa dei suoi scarsi guadagni, accetta l'incarico ben retribuito di diventare storico ufficiale della famiglia: incarico offerto da Tabitha Winshaw allo scopo di svelare i segreti della famiglia e soprattutto di far luce sulla morte di suo fratello Godfred, militare ufficialmente abbattuto in volo dalla contraerei tedesca durante la seconda guerra, ma secondo la tesi di Tabitha assassinato dall'odiato fratello Lawrence. Un'ossessione che porterà Tabitha alla pazzia e all'internamento. Owen si troverà così invischiato per anni nella turpitudine degli Winshaw, attraversando una crisi creativa e una depressione che lo portano a isolarsi dal mondo, in una sorta di stato vegetativo, fino a quando la sua vicina di casa Fiona bussa alla sua porta, riaccendendo in lui la voglia di vivere e l'odio per gli Winshaw... 

Uniche pecche del romanzo, alcuni passaggi un pò troppo retorici (nelle pagine del diario di Henry Winshaw, l'atteggiamento più che ostile di Coe nei confronti del conservatorismo, per quanto condivisibile, è a tratti eccessivamente evidente e snervante) e una seconda parte che strizza spesso l'occhio alla corrente dei gialli con atmosfere gotiche (pur restando due, tre spanne sopra ai best seller à la Codice Da Vinci) lasciando nel finale un retrogusto di ruffianata.

Peccato, poteva essere un 5. 

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Commenti (Quindici)

Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Per quanto mi riguarda, insieme a La Banda dei Brocchi rimane il migliore di Coe. Dici bene: l'autore stringe un patto col lettore. Sta poi a quest'ultimo decidere se stare al gioco (di specchi) o bollare il tutto come una cagata pazzesca. Soprattutto per quanto riguarda il finale. Concordo anche circa l'analisi dei difetti del libro: un po' di retorica qui e un po' di "atmosfere da ciclo di Poe di Corman" là. Rimangono però, un impianto narrativo a mio avviso davvero notevole, fatto di rimandi, incastri talora geniali, coincidenze (vere e apparenti), un intreccio non banale, alcuni personaggi secondari (l'anziano investigatore... non ricordo il nome) piuttosto riusciti e alcune scene ghignose (es: quella del treno con la lettrice). Per il discorso "2-3 spanne sopra": tu hai tirato in ballo il Codice da vinci, io su queste stesse pagine tempo fa tirai in ballo quella scoreggia atomica di "Uomini che odiano le donne", giusto per rimanere in tema di seghe familiari con omicidi vari. In conclusione, credo che "Peccato, poteva essere un 5." riassuma perfettamente anche il mio giudizio sul libro. Bravissimo. Ottimo esordio e la battuta sulla tua scheda personale mi ha piegato. :)
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trilobita
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letto e piaciuto, benchè abbia preferito the rotter's club.
@ bartelboom: è davvero così brutto uomini che odiano le donne? uffa, l'ho appena acquistato (in offerta!) col corrierone; mizziga: 6 voll! peccato per i soldi gettati, dunque...
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Trilobita caro, probabilmente sono il più agguerrito detrattore di Stieg Larsson da queste parti! Ai tempi c'è stata pure una discussione niente male su quel libro... perdonami, ma ti posto il linko così evito di fare il pappagallo di me stesso: Uomini Che Odiano Le Donne - Stieg Larsson - Recensione di ilfreddo Per farla brevissima, quel libro mi ha fatto cacare ad aerografo da pagina 2 a pagina 5mila! Mica vuol dire che sia brutto in senso assoluto... è solo che a me ha fatto spendere un botto in imodium. :)
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alia76
alia76 Divèrs
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questo è quel genio che ha scritto quella porcheria de "la casa del sonno"? complimentoni!
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voodoomiles
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Meccanismo da telenovela tatcheriana per un'ottima lettura in spiaggia. La mia copia ha una altra cover più pudica che potrebbe piacere anche a Miss Fabia de-utente castiga laidi e morbosi.
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cptgaio
cptgaio Divèrs
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Quoto la prima frase del commento 5. Off (ma neanche tanto) Topic "Uomini che odiano le Donne" è un bel libro con un paio di "momenti" emozionanti, uno stile di scrittura interessante e (ma qui son di parte) riferimenti "matematicostatisticoeconomici" che m'han fatto andare in solluchero (si dice?) e credo che vada comunque letto. Gli altri 2 della "trilogia" (tra virgolette perchè Larsson ne aveva dieci "in programma") sono invece alquanto deboli ma il primo, dal mio punto di vista, merita.
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TheJargonKing
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Mah, non mi piace Coe, non mi è piaciuto neppure La banda dei brocchi, che per un amante del progressive e del Canterbury Sound è tutto dire.
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fusillo
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Anche la mia copia ha una copertina diversa... Un disegnino al quanto squallido, se non ricordo male... Bello comunque, almeno fino al penutimo capitolo.
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Oo° Terry °oO
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Ok, me lo faccio portare. Bravo.
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Emi
Emi
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Io ho amato molto "La Banda Dei Brocchi" e "Circolo Chiuso", questo non l'ho mai letto. Neanche l'ultimo è malaccio.
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geb
geb
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Mah, questo è un signor libro. Condivido la recensione ed il commento di bartolo. Ricordo che la descrizione dell'industria della carne a momenti mi faceva diventare vegetariano. Comunque, buon mix di narrativa appicicaticcia e di denuncia sociale. Non solo per la spiaggia, non fate gli intellettualoidi de sta ceppa. Molto buono anche "La casa del sonno". A proposito, vado a dormire. Concludendo: ottimo acquisto il giovin Korrea.
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Stefano90
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Lo vedi, quando vuoi fai buone cose.
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MaTaCà
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Scrivi bene, mi prascisi. Però mai letto. Spero un giorno di farlo.
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Tsunami
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E' uno degli artisti contemporanei più interessanti. Recensione ottima, non avrei mai detto d'esordio!
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dalida
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Grandissimo jhonatan Coe..autore scoperto casualmente negli scaffali della libreria in un brulicante fine settimana pre-natalizio (alla ricerca degli ultimi regali. La famiglia Winshow è l'ultimo suo libro in ordine di tempo che ho letto,ma anche quello che emno mi ha entusiasmato,soprattutto per il fatto che è stato definito il romanzo che l'ha sdoganato e gli ha dato una maggiore visibilità,la sua tecnica di scrittura è sempre piacevolissima,ma la storia mi è sembrata un pò caotica un mix di tante troppe cose che si concludeva in maniera un pò troppo farsesca,eccessivamente politicante e retorico in alcuni punti,la storia migliore e anche più credibile è quella del personaggio Owen uno scrittore in crisi d'identità (anche artistica) ne consiglio comunque la lettura in quanto è un giovane scrittore che secondo me ci riserverà ancora molte sorprese .meritano"La casa del sonno" su tutti e La pioggia prima che cada" un piccolo gioiello.
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korrea: Ben detto. Ho apprezzato parecchio anche l'ultimo, La terribile privacy, ovvero I terribili segreti di Maxwell Sim (traduttori MERDA), che però ha pure lui il solito difetto: Coe è completamente incapace di scrivere i finali. Ha pure sprazzi di grande talento, ma si perde spesso in un bicchier d'acqua, e alla fine resta uno scrittore d'entertainment. La recensione è disgustosa, ma ero giovine e volevo tanto scriverla, perdonatemi!
dalida: Assolutamente..ho apprezzato molto la recensione, anzi per essere totalmente onesta ho "scoperto" questo sito proprio mentre ero alla riceraca di una recensione o più semplicemente di un commento proprio sul libro in questione..Interesante ;)

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