Copertina di Jonathan Levine Fà La Cosa Sbagliata
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Per appassionati di cinema indipendente, cult movies anni '90, fan di spike lee e di storie urbane/drammi metropolitani
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LA RECENSIONE

Capitolo 2. Camel light mal di testa sull'occhio e portacenere di Amsterdam.

Luoghi comuni. Street legend missing.

Premiato dalla critica come uno dei maggiori film estivi, mentre il caldo a Roma si appicchica addosso alle nostre anime, mi viene da dire luoghi comuni sopra questa stramba storia d'amicizia tra uno spacciatore e uno psicologo.

Nell'estate afosa della New York city del 1994 è ambientata questa storiella, che antecedentemente aveva il titolo di "Wackness", che si prende l'onere e l'onore di raccontare l'anno più alto dell'hiphop nel momento in cui il sindaco Rudolph Giuliani cerca di risolvere il problema della criminalità.

Un Ben Kingsley divertente tutto sommato quando veste i panni di questo psicologo che abusa di droghe, psicofarmaci e egocentrismo sempre pronto a consigliare la cosa "sbagliata" da fare, fare sesso invece di prendere medicinali, o non fidarsi di chi non fuma canne e non ascolta Bob Dylan.

La cosa è sbagliata perchè se penso a "Do The Right Thing" di un certo signor Spike Lee, uno spaccato di vita vissuta, un capolavoro di ritratto metropolitano e poi vedo questa pseudofarsa di bianchi non evoluti, intrinseco di luoghi comuni, e scenette da incasso facile non mi va proprio giu'.

A parte che personaggi indelebili come Radio Raheem, Buggin Out, Sal (Danny Aiello), Pino (John Turturro), non vengono oscurati da Josh PeckFamke Janssen, che seppur buoni attori, non supportati da una sceneggiatura veritiera e originale fino in fondo, rischiano e poi riescono nell'affondare nei luoghi comuni, del cinema, della strada vista dalla casa, dell' incredibile storia dello spacciatore autonomo di New York, bianco, frigido e con una bassa autostima.

"Fa La Cosa Sbagliata" è troppo il film squalo di "Fa La Cosa Giusta", non solo, oltre alla colonna sonora e le cassette "old school" nulla ci riporta indietro nei 90's, i stessi costumi, le ambientazioni, farebbero pensare ad un film cotto e mangiato, senza troppe volontà di rinnovamento e distaccamento da un film che fece scuola, quello di Spike, che vive ancora oggi nei nostri reconditi ricordi adolescenziali.

Immagine:Ghettoblaster, Jordan air, cultura nera e bianca di strada.

In questo film c'e' molta robba, sbagliata a mio avviso, di gente che ne sa poco della realtà di strada del 1994, senza lasciare nulla di buono nelle teste dello spettatore, che non puo' rimanerne convinto.

Fight the power!!!

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Fa la cosa sbagliata' di Jonathan Levine, un film ambientato nella New York del 1994 che racconta una insolita amicizia tra uno spacciatore e uno psicologo. Pur apprezzando Ben Kingsley, si critica la sceneggiatura per i luoghi comuni e la mancanza di originalità rispetto al capolavoro di Spike Lee 'Do The Right Thing'. La pellicola risulta una rappresentazione superficiale e poco autentica della cultura hip hop e di strada degli anni '90.

Jonathan Levine

Jonathan Levine è un regista e sceneggiatore cinematografico americano noto per titoli come The Wackness (Fà La Cosa Sbagliata), 50/50, Warm Bodies e Long Shot.
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