Copertina di Joseph Arthur Come to Where I'm From
benzo24

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Per appassionati di musica indie, folk e cantautorato, amanti di album profondi e introspettivi
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LA RECENSIONE

Basterebbe la sola "In The Sun", la canzone d'apertura, a giustificare l'acclamazione della critica (tra i migliori dieci album del 2000 secondo varie riviste specializzate), all'uscita di Come To Where I'm From, il secondo disco di Joseph Arthur.
In effetti, questa opening track è la sintesi di quello che è la perfezione musicale: gran melodia, testo poetico e profondo, un arrangiamento sublime con gli archi che entrano al punto giusto per dare un tono drammatico all'atmosfera mentre l'interpretazione vocale di Arthur è struggente come non mai.
Basterebbe questa sola canzone a rendere eccellente qualsiasi disco, ma Arthur è un songwriter di razza e cosí non si accontenta di scrivere solo un capolavoro, ma semina tutto l'album di canzoni dalla bellezza tagliante e dal fascino morboso.
Così passiamo dall'inquietudine di "Invisibile Hands" alla ballata malata e paranoica di "Ashes Everywhere", dalla follia di "Creation Or A Stain" al folk deviato di "Cockroach", per citarne solo alcune.

Ciò che rende incredibilmente incantevoli queste canzoni è soprattutto la scelta del tipo di suono che incombe per tutto il lavoro. Un suono denso ed oscuro, che nasce dalla sperimentazione ma che per un percorso inverso e strano sembra arrivare sino al folk e al country delle radici.

Le liriche dell'album non sono altro che una lunga autoanalisi dove l'autore mette in gioco le sue paure e, come un esorcista fa con le preghiere, Arthur combatte i propri demoni con le canzoni, fino ad arrivare alla luce glaciale (non salvifica) dell'ammaliante "Speed of Light".

Se ogni disco si potesse paragonare ad un film, questo allora sarebbe un film di Ingmar Bergman, probabilmente "L'ora del Lupo". In quel film c'era un tramonto e c'era una alba (anche se fredda e sconsolata), in mezzo un lungo viaggio da incubo nel cuore della notte e del subconscio, proprio quello che succede in Come To Where I'm From.

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Riassunto del Bot

L'album "Come to Where I'm From" di Joseph Arthur è un'esperienza musicale intensa e oscura. La traccia d'apertura "In The Sun" cattura perfettamente la qualità poetica e melodica dell'opera. Con un suono denso che spazia dal folk sperimentale al country, l'album è un viaggio introspettivo dove Arthur affronta le sue paure e demoni interiori, regalando un lavoro di grande fascino e profondità emotiva.

Tracce testi video

02   Ashes Everywhere (04:51)

Leggi il testo

05   Invisible Hands (05:14)

06   Cockroach (03:02)

07   Exhausted (04:46)

08   Eyes on My Back (04:03)

10   The Real You (05:27)

11   Creation or a Stain (04:34)

12   Speed of Light (04:30)

Joseph Arthur

Cantautore e polistrumentista statunitense (Ohio), scoperto da Peter Gabriel e messo sotto contratto dalla Real World. Attivo dagli anni ’90, unisce folk-rock e sperimentazione; tra i brani più noti, In The Sun.
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