Copertina di Joshua Hyslop Echoes
Dragonstar

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Per amanti del folk pop, ascoltatori di musica acustica e cantautorale, appassionati di atmosfere riflessive e introspettive
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LA RECENSIONE

Lunghi tappeti di foglie morte lungo sentieri alberati dalle spoglie fronde. Una delicata brezza sul corpo e, sopra la testa, un sole tiepido e privo della tipica luminosità estiva. In una sola parola: Autunno.

L'autunno che durante le passeggiate - qualora ti piacesse la musica - ti invita ad infilarti le cuffie, e a trovare qualcosa di adatto per figurare al meglio il tuo stare al mondo.

Diciamolo pure, oggigiorno i dischi belli arrivano soprattutto dall'underground, ed è proprio l'underground, il pianeta musicale abitato da Joshua Hyslop.

Cantautore canadese, giovane e poco conosciuto, ma con una buona fama - per i pochi che lo conoscono ovviamente. Due dischi alle spalle ed un terzo (Echos, appunto) che si fa valere come desolato manifesto della malinconia e della serena solitudine, un modesto ma valido affresco musicale che sussurra nelle mie orecchie, come sussurrata è la voce di Joshua, nel raccontare i suoi tormenti interiori.

Non si tratta però di un disco sofferto, ma rilassato. In queste canzoni alberga infatti un lontano e relativo sapore di nomi, mai sepolti nel tempo, come Nick Drake e Cat Stevens. C'è invece molta più salsa verso songwriters più attuali e importanti - al limite del plagio stilistico - sto parlando di Ben Howard e Damien Rice.

Una produzione pulita impeccabile, per tre quarti d'ora di unplugged patinato di pop, ma che strizza l'occhio alla tradizione americana. Le chitarre si intrecciano soavemente dietro echi tastieristici scarni e mai invasivi, spesso affidati alla direzione ritmica di una batteria incisiva, ma morbida, soprattutto nel toccare i tom tom. Talvolta, dalla desolazione, emergono rilassati archi e qualche strumento popolare in fase solista, come la bellissima armonica a bocca che chiude Long Way Down. A tratti l'impronta pop è in parte tenuta a bada da alcune composizioni dal retrogusto settantiano, dove si insinuano passaggi Country-Blues che odorano di un già sentito, ma glorioso passato.

Niente di nuovo, ma la qualità è tangibile e si fa ascoltare, in tutta la sua rilassata, smorta e compiacente essenza.

Buona passeggiata. Ovunque voi siate, ovunque vogliate andare...

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Riassunto del Bot

Echoes di Joshua Hyslop è un album folk pop che evoca atmosfere autunnali di malinconia e serenità. Il cantante canadese combina delicate melodie acustiche con influenze da Nick Drake, Ben Howard e Damien Rice. La produzione è pulita e rilassata, con strumentazioni leggere e pochi accenti di country blues. Non si tratta di un lavoro innovativo, ma di qualità tangibile, perfetto per momenti introspettivi e passeggiate tranquille.

Joshua Hyslop

Cantautore canadese, noto per atmosfere folk e malinconiche e arrangiamenti acustici.
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