Anche i Kaiser Chiefs arrivano alla fatidica terza prova con questo "Off With Their Heads".
Varie ed interessanti le collaborazioni per questa nuova fatica in studio: da Lily Allen (ai cori per il singolone "Never Miss A Beat" ed "Always Happens Like That") ai New Young Pony Club, dal rapper Sway DaSafo al grande David Arnold.
Il disco arriva a solo un anno e mezzo dal precedente (e buono) "The Angry Mob", e segna un passo importante nella carriera ancora giovanissima della band inglese, che per l'occasione va sul sicuro scegliendo un fior di produttore come Mark Ronson (coadiuvato da Eliot James) e lanciando l'album con una hit a pronta presa come la succitata "Never Miss A Beat", bella ritmata e divertente.
Le buone impressioni suscitate dal singolo vengono confermate con l'ascolto integrale del disco: dopo una parentesi leggermente più "appesantita" nei suoni e nelle linee melodiche come "The Angry Mob" (nella quale la band ha comunque mostrato una discreta qualità di scrittura), i Chiefs dimostrano alla grande di aver ritrovato quella verve che aveva tanto colpito nell'ottimo esordio "Employment". L'iniziale "Spanish Metal" (vagamente "musara") scuote e vibra che è una meraviglia, "Like It Too Much" (arricchita dagli archi) recupera le atmosfere giocose e sornione dell'opera prima. "You Want History" è tutta da ballare, e qui Ronson calca veramente (e piacevolmente) la mano.
Come sempre numerosi i papabili singoli vincenti (il nuovo "Good Days Bad Days", che emana un piacevole funk-flavour niente male, ma anche la scatenata "Half The Truth"), oltre a qualche bell'omaggio a certe sonorità british anni '90 ("Tomato In The Rain", "Remember You're A Girl" ed "Always Happens Like That", quest'ultima con un bell'assolo alla Graham Coxon). "Addicted To Drugs", invece, parte alla grande ma poi si perde un pò troppo per strada.
I Kaiser Chiefs, in conclusione, convincono anche con la terza prova, e si avviano a conquistare una bella e solida posizione nel panorama musicale britannico.
Oh yes, they never miss a beat.
Tracce chiave: "Spanish Metal", "Never Miss A Beat", "Like It Too Much", "Half The Truth"
"L'album non è immediato come i due precedenti ma richiede più ascolti per essere apprezzato."
"Spanish Metal presenta una struttura atipica, non avendo per la prima volta un ritornello, ma costituisce l'intro ideale."
È una boccata d’aria, contiene suoni freschissimi dopo quelli del pesantuccio “Yours Truly Angry Mob”.
I Kaiser Chiefs non sono i Blur, ma li scopiazzano terribilmente bene.