Copertina di Kaiser Chiefs Off With Their Heads
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Per appassionati di indie rock, fan dei kaiser chiefs, amanti della musica alternativa e della produzione musicale innovativa
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LA RECENSIONE

A solo un anno di distanza da "Yours Truly, Angry Mob", i Kaiser Chiefs ci riprovano con "Off With Their Heads". Questa volta però l'approccio è diverso: l'album non è immediato come i due precedenti ma richiede più ascolti per essere apprezzato.

La produzione, affidata a Mark Ronson e Eliot James, ha rinnovato le loro sonorità pur cercando di riproporre l'impronta indie-dance floor di "Employment". "Spanish Metal" presenta una struttura atipica, non avendo per la prima volta un ritornello, ma costituisce l'intro ideale, apripista di "Never Miss A Beat", primo singolo estratto molto accattivante. Segue l'antemica "Like It Too Much" in cui l'elemento innovativo è la presenza di archi. "You Want History" risulta invece piuttosto dance, soprattutto nella seconda parte molto elettronica, e con "Can't Say What I Mean" continua la voglia di scatenarsi in pista. E' impossibile non essere contagiati dall'allegria della melodia di "Good Days Bad Days". Al contrario, "Tomato In The Rain", probabilmente la canzone più malinconica, è un pezzo  molto rilassante in stile Beach Boys che, come lascia intuire il titolo, propone un testo basato su metafore.

Spazio alle collaborazioni in "Half The Truth" e nella spensierata "Always Happens Like That", rispettivamente con il rap di Sway e i cori di Lilly Allen. L'album prosegue con "Addicted To Drugs", senza dubbio una delle canzoni più orecchiabili grazie alla massiccia dose di percussioni utilizzate, per terminare infine con la ballata "Remember You're A Girl" in cui il  batterista Nick Hodgson si ripropone alla voce.

Il titolo è ripreso dalla terza riga della terza canzone del loro terzo album, scaramanzia?

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Riassunto del Bot

Il terzo album dei Kaiser Chiefs, 'Off With Their Heads', si presenta meno immediato rispetto ai precedenti lavori, ma arricchito da una produzione attenta curata da Mark Ronson e Eliot James. L'album si distingue per strutture originali, collaborazioni con artisti come Sway e Lilly Allen, e brani che spaziano dall'indie dance fino a sonorità più malinconiche. Un lavoro che richiede più ascolti per essere apprezzato appieno, dimostrando maturità artistica.

Tracce testi video

01   Spanish Metal (02:19)

02   Never Miss a Beat (03:08)

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03   Like It Too Much (03:23)

04   You Want History (03:46)

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05   Can't Say What I Mean (02:49)

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06   Good Days Bad Days (02:53)

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07   Tomato in the Rain (03:51)

08   Half the Truth (03:44)

09   Always Happens Like That (03:12)

10   Addicted to Drugs (03:53)

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11   Remember You're a Girl (02:37)

Kaiser Chiefs

I Kaiser Chiefs sono una band indie rock inglese formata a Leeds nel 2000 (già attivi come Parva). Noti per ritornelli da stadio e hit come I Predict a Riot, Oh My God e Ruby, hanno pubblicato album dal 2005 a oggi, collaborando nel tempo con produttori come Mark Ronson, Ben H. Allen e Nile Rodgers.
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  GrantNicholas

 Oh yes, they never miss a beat.

 L'iniziale "Spanish Metal" scuote e vibra che è una meraviglia.


Di  temi

 È una boccata d’aria, contiene suoni freschissimi dopo quelli del pesantuccio “Yours Truly Angry Mob”.

 I Kaiser Chiefs non sono i Blur, ma li scopiazzano terribilmente bene.