A solo un anno di distanza da "Yours Truly, Angry Mob", i Kaiser Chiefs ci riprovano con "Off With Their Heads". Questa volta però l'approccio è diverso: l'album non è immediato come i due precedenti ma richiede più ascolti per essere apprezzato.
La produzione, affidata a Mark Ronson e Eliot James, ha rinnovato le loro sonorità pur cercando di riproporre l'impronta indie-dance floor di "Employment". "Spanish Metal" presenta una struttura atipica, non avendo per la prima volta un ritornello, ma costituisce l'intro ideale, apripista di "Never Miss A Beat", primo singolo estratto molto accattivante. Segue l'antemica "Like It Too Much" in cui l'elemento innovativo è la presenza di archi. "You Want History" risulta invece piuttosto dance, soprattutto nella seconda parte molto elettronica, e con "Can't Say What I Mean" continua la voglia di scatenarsi in pista. E' impossibile non essere contagiati dall'allegria della melodia di "Good Days Bad Days". Al contrario, "Tomato In The Rain", probabilmente la canzone più malinconica, è un pezzo molto rilassante in stile Beach Boys che, come lascia intuire il titolo, propone un testo basato su metafore.
Spazio alle collaborazioni in "Half The Truth" e nella spensierata "Always Happens Like That", rispettivamente con il rap di Sway e i cori di Lilly Allen. L'album prosegue con "Addicted To Drugs", senza dubbio una delle canzoni più orecchiabili grazie alla massiccia dose di percussioni utilizzate, per terminare infine con la ballata "Remember You're A Girl" in cui il batterista Nick Hodgson si ripropone alla voce.
Il titolo è ripreso dalla terza riga della terza canzone del loro terzo album, scaramanzia?
Oh yes, they never miss a beat.
L'iniziale "Spanish Metal" scuote e vibra che è una meraviglia.
È una boccata d’aria, contiene suoni freschissimi dopo quelli del pesantuccio “Yours Truly Angry Mob”.
I Kaiser Chiefs non sono i Blur, ma li scopiazzano terribilmente bene.