Kaitlyn Aurelia Smith
Ears

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Nonostante sia sempre stato un estimatore di musica classica, per molto tempo ho ritenuto aliena alla mia conoscenza una corrente di questo genere molto particolare: quella contemporanea. Parlando con gente comune, ma anche con amici che il conservatorio lo avevano frequentato (e che perciò avrebbero dovuto avere una maggiore apertura mentale), mi ritrovavo di fronte ai soliti luoghi comuni: "Eh, ma quella è musica strana.Tutta stonata, con gli strumenti che suonano "a caso". Solo quelli che frequentano determinati ambienti e con la puzza sotto il naso la ascoltano". Nonostante tutto, alla fine la curiosità ebbe la meglio: armatomi di pazienza e del materiale giusto cominciai l'ascolto (mai avrei potuto fare scelta migliore) e mi accorsi che, per quanto potesse sembrare strana all'inizio, quel tipo di musica aveva una propria grammatica, una struttura e, una volta metabolizzata, riusciva a trasmettere emozioni esattamente come l'altra musica "normale" che ascoltavo. L'effetto è simile al trasferirsi improvvisamente in un paese straniero del quale non si conosce la lingua: lentamente le orecchie si abituano a quelle flessioni delle labbra e a quei versi che paiono tanto strani, comprendendo infine come essi siano un tramite per delle parole, esattamente come il proprio idioma madre.

Esempio lampante? Questo album. Composto e realizzato quasi totalmente con sintetizzatori analogici (eccezion fatta per le voci e la sezione fiati), intriso di minimalismo (Terry Riley in primis), non ci si trova mai di fronte a una musica fredda, geometrica. Tutt'altro. Premuto play la sensazione è quella di essere in una specie di giardino segreto dove la natura è viva e rigogliosa. Improvvisamente si prova una sensazione di familiarità, quasi fosse un posto visitato nell'infanzia e poi dimenticato in cui nulla, però, pare sconosciuto o minaccioso. Anche le stranezze o le eccentricità sono accettate con piacevole curiosità e così, quando subentrano le voci, un po' "jazzy", un po' etniche e dall'andamento cubista, ci si lascia ammaliare quasi fossero i canti di ninfe liete per il nostro ritorno dopo tanto tempo. Per i più arditi ascoltatori tutto ciò può materializzarsi in "Existence in the unfurling": 11 minuti di pura meraviglia nei quali tale lussureggiante linguaggio compositivo trova il suo massimo compimento. Per i più pigri consiglio "Rare things grow", almeno per un assaggio di questo ottimo prodotto. L'escursione è finita, vi lascio con una domanda: gli strani e gli alieni sono questi compositori quando utilizzano un idioma sonoro così strano e astruso oppure i veri alieni siamo noi quando tappiamo le orecchie, non volendo fermarci per tentare di capire questa lingua tremendamente affascinante, ma altrettanto sconosciuta?

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Commenti (Quattro)

dreamwave000
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ALFAMA
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Credo che sia uno dei miei dischi dell'anno scorso. Se vuoi un consiglio non catalogare la musica in "Normale" o "Strana"
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dreamwave000: Era un modo ironico per distinguere ciò che l'ascoltatore ignorante definisce come ascoltabile
ALFAMA: non esistono ascoltatori ignoranti
dreamwave000: Per ignorante intendo l'ascoltatore che di fronte a un certo tipo di musica, da lui non apprezzata o ritenuta interessante, la giudica come di pessima qualità o inutile semplicemente perche esautera dal suo mondo, ignorandone, per l'appunto, le qualità intrinseche.
ALFAMA: Guarda senza fare tanti giri di parole,una cosa ti piace o non ti piace.Non esiste che chi ascolta deve essere educato.Una musica ti piace, ma se non la sopporti non sei inferiore. Scusa, ma tu ti senti superiore a chi ascolta Claudio Villa? Non funziona così, non esiste una scala e questo lo capirai.
dreamwave000: Non è affatto un discorso di sentirsi superiore. Ti faccio un esempio pratico: a me non piacciono i Guns n Roses, non li ho mai potuti sopportare, è una repulsione viscerale e non posso farci nulla. Però quando mi è capitato di ascoltare qualche loro brano ho dovuto ammettere che hanno delle ragioni per cui raggiunsero tutto quel successo e che, soprattutto nella prima parte della carriera, qualitativamente non erano niente male. Se invece avessi detto: "Ma cos'è 'sta m***da?! Ma come fa la gente ad ascoltarsela?" in quel caso avrei reagito da ignorante innalzandomi al di sopra degli altri. Questo logicamente non accade se si mantiene una mente aperta dicendo: "Non fa per me, ma ne capisco il valore". Poi ci sarebbe tutto un discorso di tipo estetico sul valore di un'opera artistica (quale può essere un album musicale), ma vorrei evitare...
ALFAMA: Ma se una persona fa musica di merda, piace a tanti,vende a mille,si fa i soldi e si sente bene con la sua coscienza? Perché criticarlo ?
dreamwave000: Sarebbe inutile e deleterio criticare la persona artista e il suo seguito: vivi e lascia vivere dopotutto. Però nel momento in cui si decide di prendere la penna per svolgere il delicato lavoro di "critico" (per quanto possa essere un critico io, poi...) si deve porre l'opera in un contesto asettico il più possibile, cercando di evirare il discorso successo, personaggio, seguito ecc. Ricordiamo che chi produce musica viene definito artista per il semplice fatto di creare un'opera, frutto della propria creatività ed estro, avente sempre, anche nei casi più beceri, una valenza artistica: non stiamo parlando dell'operaio che produce scarpe, bensì di individui espressori, anche nei biechi casi da classifica, di una propria sensibilità e di un proprio modo di vedere e creare. La musica ha sempre questa ambivalenza merce-arte, dove il buon critico deve saper delimitare una netto confine fra i due territori. Inoltre, sapendola più lunga del lettore (ma non troppo),riesce a indirizzarlo verso territori che il pubblico da solo non esplorerebbe, indicando con delle linee guida anche la consistenza del secondo ambito, quello artistico.
Stanlio
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un'altra domanda potrebbe essere contemporanea de che?
su wiki sta scritto:
[...] la musica classica contemporanea, o più semplicemente musica contemporanea, è la musica composta dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi [...]
ok?
ma la musica che si suonava ai tempi dell'antica Grecia (per esempio), o nel rinascimento, non era anchessa musica contemporanea d'allora?
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

dreamwave000: Pure e semplici etichette per rendere nominabile una corrente musicale. Con rivalutazioni posteriori sicuramente cambieranno
ALFAMA: ma musica contemporanea è una sigla, anche per musica di 40 anni fa. Perché la "New Wave" è nuova ?
Kotatsu: Se è per questo i King Crimson venivano etichettati come "Pop" allora ;-)
CosmicJocker
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Prova i Vibracathedral Orchestra..!
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

dreamwave000: Gli darò un'occhiata. Grazie!

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