Copertina di Kansas Point Of Know Return
andy66

• Voto:

Per appassionati di rock classico, progressive rock, fan dei kansas e amanti della musica anni '70
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LA RECENSIONE

Con questa recensione credo di colmare un "vuoto" che era rimasto data la sola recensione del pezzo più famoso dell'album, ossia "Dust In The Wind".
Kansas ovvero grande hard rock con virtuosismi progressive,e cenni di country, grazie anche alla presenza del violino.
Si sono divisi la scena con gruppi come gli Styx, gli Angel, i Foreigner e i Journey (i Boston, seppure simili, facevano qualcosa di un pò diverso), e hanno ottenuto un notevole successo negli USA, nella seconda metà degli anni 70.
Il loro classico è senz'altro "Leftouverture" ma anche questo "Point of know return" non scherza proprio...

L'album è ancora più magniloquente del precedente, con punte di grande intensità in brani come "Closet's chronicles" e "Hopelessly human" , la cui bellezza è tale anche da far perdonare alcuni passaggi eccessivamente complessi, e che appesantiscono un pò il tessuto narrativo-musicale degli stessi; però quando partono i cori dei vari refrain, i Kansas strappano applausi a scena aperta, e l'enfasi in alcuni tratti è realmente trascinante.
Di grande impatto anche "Paradox" , che coniuga ritmo super-energico (con il violino che sottolinea il tutto in maniera incalzante) e maestose aperture melodiche.
Hard blues invece per "Portrait" , con finale scalmanato a sorpresa, mentre "Lightning's hand" è un vero tour de force di duetti chitarra violino, in un clima quasi heavy metal, almeno nel "piglio" e nelle tematiche.
Piccola parentesi: io ritengo che fra gli ispiratori dei Dream Theater ci siano senz'altro anche i Kansas; ascoltate senza pregiudizi il brano sopra descritto.....
C'è anche spazio per un hard rock con innesti funky (siamo pur sempre nel 1977) come "Sparks of the tempest" e per uno strumentale che si ispira apertamente a "Tarkus" del E.L. & P., ossia "The spider", che però è secondo me l'anello debole della catena.
Di "Dust in the wind" è già stato detto quanto c'era da dire in un'altra recensione, quindi rimando a quella.

Per conoscere quindi i Kansas al loro top, compratevi prima "Leftouverture", ma non dimenticate assolutamente questo album.
Non credo che ve ne pentirete

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album 'Point Of Know Return' dei Kansas come un capolavoro di hard rock e progressive con influenze country e virtuosismi al violino. Brani come 'Closet's Chronicles' e 'Paradox' mostrano intensità e maestria, nonostante qualche complessità nel tessuto musicale. L'autore lo considera un album imprescindibile per i fan del rock anni '70 e suggerisce di non dimenticare questo lavoro dopo il celebre 'Leftoverture'.

Tracce testi video

01   Point of Know Return (03:13)

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04   Portrait (He Knew) (04:38)

05   Closet Chronicles (06:32)

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06   Lightning's Hand (04:24)

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07   Dust in the Wind (03:28)

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08   Sparks of the Tempest (04:18)

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09   Nobody's Home (04:40)

10   Hopelessly Human (07:09)

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Kansas

Kansas è una band rock statunitense formata a Topeka nel 1973. Ha unito il progressive britannico al rock americano, rendendo il violino un marchio di fabbrica. È nota in tutto il mondo per Carry On Wayward Son e Dust in the Wind e per album come Leftoverture e Point of Know Return. Dopo i successi dei ’70 e una fase più AOR negli ’80, è tornata con dischi di inediti come The Prelude Implicit (2016) e The Absence of Presence (2020).
14 Recensioni

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Di  mollet

 Questo sublime album rappresenta uno dei capisaldi del rock anni '70.

 "Dust In The Wind": passionalità e romanticismo si miscelano in questa canzone dal testo bellissimo, un classico.