Copertina di Kasabian Empire
Torre Ste

• Voto:

Per appassionati di rock britannico, indie, elettronica, e musica alternativa degli anni 2000
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LA RECENSIONE

È da qualche anno ormai che in Inghilterra si cercano nuovi suoni scavando nel passato con dei gruppi che pubblicano debutti osannati e criticati al momento stesso, ma che poi si perdono al momento della riscossa con il loro secondo LP, perdendo quel poco di affidabilità che si erano procurati.

I Kasabian sembrava che dovessero far parte di questo fottio di band disperse. “La musica Indie è diventata talmente pallosa. È tutto un monotono strimpellare di chitarre senza ritmo, senza divertimento” dichiaravano poco tempo fa, facendo capire che loro volevano uscire da questa mischia e non essere dimenticati nel giro di pochi mesi, dando alle stampe “Empire”, il seguito del loro omonimo debutto discografico, che aveva permesso di aprire i concerti dei Rolling Stones. Il disco inizia subito con la title track e si capisce che il gruppo ha preso un’altra direzione musicale. Non ci sono più campionature e si da più spazio alla chitarre. Il suono si fa più ruvido e danzereccio, con inserimento di melodie medio-orientali con archi. Questa canzone fa dimenticare la più conosciuta “L.S.F.”, risultando completamente diversa. “Shoot The Runner” non fa che migliorare il suono, ancora più duro, grazie ai riff ben eseguiti e inseriti. “Last Trip” riprende vagamente sonorità beat dei più celebrati Beatles, ma non perde di mordente.

Me Plus One” anticipa “Sun Rise Light Flies”, dove il gruppo mischia più che mai caratteristiche di pezzi già famosi: nel cantato viene ricordato Noel Gallagher in “Let Forever Be”, la musica mischia canzoni di Black Rebel Motorcycle Club e Mercury Rev. Forse è la migliore di queste prime cinque tracce. “Apnoea” è elettronica al 100%. “By My Side”, “Stuntman” e “Seek And Destroy”, tre pezzi in successione che sembrano essere costruiti per il loro esordio discografico. Le chitarre scompaiono e i campionamenti tornano a padroneggiare abbassando il fatturato complessivo dell’album, ed è un vero peccato. Con “British Legion” è una canzone che ricorda moltissimo il brit-pop degli anni ’90, una canzone alla Oasis per intenderci meglio. Acustica, elettronica soltanto in sottofondo e soprattutto molto orecchiabile. Una piccola perla per un gruppo che si affaccia per la prima volta dietro questa maschera musicale. La canzone conclusiva è “The Doberman”, che riprende le sonorità di “British Legion” e le unisce a trombe nel finale, creando così un crescendo che si conclude con un’ esplosione di suoni, strozzata nel finale.

Vedendo il secondo lavoro di alcuni loro colleghi, questo è di gran lunga il migliore, anche se devono ancora sparire i fantasmi del passato. I pezzi migliori sono i primi cinque e gli ultimi due.

Comunque con questo lavoro i Kasabian si candidano come uno dei gruppi inglesi più importanti di oggi, nella speranza che la fiammella della creatività musicale non si spenga a breve.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il secondo album dei Kasabian, Empire, evidenziandone una svolta verso sonorità più dure e danzerecce rispetto al debutto. Il disco mescola chitarre ruvide, elettronica e melodie medio-orientali, risultando più originale e meno monotono rispetto alle tendenze indie dell’epoca. L’album si distingue per i brani forti che aprono e chiudono la tracklist, confermando il gruppo come una delle realtà più interessanti del rock inglese odierno.

Kasabian

Kasabian è un gruppo musicale inglese di Leicester, noto per un sound che mescola rock ed elettronica con frequenti derive psichedeliche. Dal 2020 Serge Pizzorno ha assunto il ruolo di cantante principale dopo l’uscita di Tom Meighan.
26 Recensioni

Altre recensioni

Di  principles

 "Empire si presenta come un album parecchio vario, dura 39 minuti, e da parecchia energia oltre ad essere davvero ben confezionato."

 "Canzoni brevi, dirette e forti, davvero forti! Un album che potrebbe diventare un vero capolavoro negli anni."


Di  Sexbeatles

 "Mentre il vintage spopola, loro ripropongono l'elettronica associata al rock, alla maniera del Madchester sound."

 "Due perle: l'acustica British Legion, in cui la voce di Meighan sembra quasi quella di Bob Dylan, e la spettacolare The Doberman, un pezzo entusiasmante che regala anche uno strepitoso assolo di tromba."


Di  GrantNicholas

 Se volevano sorprendere, ci sono (in gran parte) riusciti; se volevano un capolavoro, niente da fare.

 In quanto ad originalità, il piattissimo panorama musicale Albionico deve qualcosa a questi quattro ragazzi.