Copertina di Kashmir Zitilites
ServoDiMiyamoto

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Per appassionati di rock alternativo, fan di elettronica e synth, amanti dei radiohead e della scena musicale danese
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LA RECENSIONE

Per la serie "Dalla Danimarca con furore". Furore. E' proprio il caso di dirlo, nonostante sembri quasi un ossimoro accostare una zona gelida come la Danimarca al furore, che rimanda alla mente un qualcosa di caldo, di bollente. E Zitilites nonostante l'apparente glacialità nasconde un cuore davvero caldo.

Un disco davvero ben fatto. Sicuramente la prova migliore di questo gruppo rock, composto da ex hard-rocker, che per l'occasione prendono in mano drum machine e synth dando quel pizzico di elettronica ai loro brani. Il disco si apre con "Big Fresh", potenziale singolo che ti entra in testa e non se ne va più. Vi ritroverete spesso durante la giornata a canticchiarlo senza rendervene nemmeno conto. 
Il più grande merito dei Kashmir è stato quello di aver saputo donare ai loro pezzi un'impostazione pop che ne permette un facile ascolto anche a chi non mastica il genere. Eh occhio, perchè sono riusciti nell'impresa di semplificare l'ascolto senza scendere a compromessi, ma mantenendo il loro sound tipico e arricchendolo con gli strumenti di cui sopra.

Il disco scorre via liscio come l'olio tra ballatone come "In the Sand" e perle come "Melpomene" (uno dei momenti più alti del cd), "Ramparts" e "Small Poem Of Old Friend", passando per "The Aftermath" (dolcissima, non temete la carie) e "Petite Machine" fino ad arrivare all'apice del disco "Surfing the Warm Industry", un pezzo che si insinua lentamente nell'inconscio e che non lo abbandonerà prima di avervelo completamente svuotato.

Il gruppo ha ascoltato alla follia Ok Computer dei Radiohead. E l'influenza la si ascolta in praticamente ogni pezzo dell'album. Nella titletrack gli echi radioheaddiani sono fortissimi. E a suggestionare il tutto ci pensa anche il timbro della voce del frontman, pericolosamente simile a quella di Thom Yorke.

Un surrogato dei Radiohead, quindi? Macchè, lasciate perdere chi li critica e fate vostro questo capolavoro.

I Kashmir restano i Kashmir, ed è bello sapere che ci sono. 

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Riassunto del Bot

Zitilites dei Kashmir è un album che unisce con successo rock ed elettronica, mostrando una maturità sonora e una forte identità. Le tracce sono orecchiabili senza perdere complessità, con chiari richiami a Radiohead e Thom Yorke. Il disco si distingue come il migliore del gruppo, capace di piacere anche ai non esperti del genere grazie a una struttura pop ben bilanciata. Un vero capolavoro che conferma il valore della band danese.

Tracce testi video

01   Rocket Brothers (05:26)

02   Surfing the Warm Industry (04:26)

03   The Aftermath (04:22)

04   Ruby Over Diamonds (03:09)

06   The Push (04:46)

07   Ramparts (04:06)

08   Petite Machine (04:44)

09   The New Gold (03:40)

11   In the Sand (03:13)

12   Small Poem of Old Friend (06:04)

13   Zitilites (04:01)

14   Bodmin Pill (03:59)

Kashmir

Kashmir sono una band alternative rock danese formata nel 1991, guidata da Kasper Eistrup. Hanno pubblicato album di riferimento come Zitilites e No Balance Palace, quest’ultimo con collaborazioni di David Bowie e Lou Reed e la produzione di Tony Visconti. La band è in pausa dal 2017.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  Sallu1

 Questo disco è speciale, avvolge con un caldo inaspettato in pieno inverno.

 Amnesiac e Ok Computer riaffiorano, ma non precludono l’originalità di Zitilites.