Avida creatura, consuma il dolore sparso tra macerie tramutate in polvere rossa. L'angoscia, la paura si odano nelle viscere delle tenebre, entità oscure si annebbiano insidiose esentando la maledizione della mente e dell'esistenza. Fuori dalle mura l'antica perfidia si cela errante nella timida terra, che innalza l'uomo oltre se stesso.
"Saw You Drow" è un'entità delicata, una fame di fallace mormorazione avvolta nell'anima. Blasfemo tarlo bieca le torbide notti. I minuti, le ore, il tempo si perdono consumati da vane speranze, un pio eretico splende nelle fauci dell'oscurità della luna calante. La candida bellezza della sua figura appaia ai nostri occhi le sue vesti, tormentate dall'oblio e dall'ombra. Empio del suo essere vacilla nel silenzio tetro di indecifrabile conoscenza, la sua arte si salda nella foga del fulcro dell'individuo. I capitoli scorrono con ingordigia, goffi e gracili dipingono un paesaggio fregiato dall'illume sfoglia della notte. Profondi e lenti arpeggi animano la romantica loggia di natura nitida. La metamorfosi del suono riflette la paura generata dall'acredine dell'uomo. Lo stesso uomo violento, malvagio, perverso, fosco, ingiusto, dozzinale, scellerato, flagello di Dio, torbido della sua perdizione. La realtà divenuta prigione, carcere di percezioni stimolate dal vuoto, l'abisso che si cela è spietato.
Quando il dolore svanisce nella prostrazione, si dissolve futile nell'abisso, fatuo si sparge nel funereo patema di sangue....