Tutti ne parlano bene, tutti lo incensano, tutti lo prendono come modello e lo definiscono la "via intelligente" al metal di fine millennio.
In gran parte, però, si tratta di balle.
I Katatonia, come molti di voi già sapranno, sono stati tra i pionieri della scena doom-gothic metal (anche se di gotico pacchiano, fortunatamente, erano soliti inserirne poco) ed hanno sfornato dischi indimenticabili. "Dance Of December Souls" e "Brave Murder Day" rappresentano, in maniera diversa ma comunque superlativa, il tetro pessimismo che questo genere è stato in grado di sprigionare nei suoi migliori anni di vita. Screaming vocals, nel debutto, e growl vocals (su gentile concessione di Mike Akerfeldt degli Opeth) nel secondo ed ufficiale capitolo. Musica difficile da dimenticare e musica, a mio modesto parere, ben più originale di quella proposta dai loro maestri Paradise Lost.
Poi, come già scritto in un'altra recensione, il cambiamento. Via i vocioni temibili e certi residui ultra-metal. I Katatonia decisero di esplorare nuovi universi sonori ispirandosi alla malinconia di Cure, Slowdive e Radiohead. I risultati? Ottimi. Mi preme ricordare, in questo senso, il singolo "Saw Your Drawn" contenente la splendida "Quiet World". Bellissimo anche l'album "Discouraged Ones": perla nera di rock malinconico e darkeggiante di fine millennio.
Ed eccoci a "Tonight's Decision". Lo stile non si discosta eccessivamente dal precedente album ma, e qui arrivano i dolori, si nota in alcune tracks una vena eccessivamente ruffiana, fin troppo orecchiabile e poco personale.
Cominciamo, giusto per non considerare il bicchiere come "mezzo vuoto", ad elencare i brani maggiormente validi. Carine, ma poco più, le due canzoni di apertura. Sto parlando di "For My Demons" e "I Am Nothing". Molto simili, come struttura, al materiale presente nel precedente capitolo targato Katatonia. Canzoni disperate ma non opprimenti, dotate di un particolare e crepuscolare fascino. Ancora più bella è "The Punishment" basata su parti acustiche e su divagazioni psichedeliche. Accettabile e più che discreta è la traccia numero otto, intitolata "Strained", unico appunto negativo: un ritornello fin troppo dolciastro. Ma arriviamo agli apici di questo disco, cioè a quelle canzoni che hanno reso "Tonight's Decision" un album sufficientemente valido. "A Darkness Coming" è una song veramente suggestiva , ancora una volta voce delicata e chitarra acustica. Toccante nel suo complesso ed amabile per quell'inquietante chitarra distorta che si ode verso la conclusione. Distorsione che, in breve, viene abbandonata per ritornare nell'oscura quiete. "Black Session" è invece morbosa e tagliente. Questo brano, infatti, rappresenta un segno di reale discontinuità all'interno dell'opera: canzone lunga, inquietante e caratterizzata da una struttura maggiormente complessa.
Questo per quanto concerne la parte "salvabile" o perfino apprezabile del disco. Altro e differente discorso riguarda i punti deboli qui presenti. Parlo, nel dettaglio, di brani come "In Death, A Song", banale e tranquillamente trascurabile, ma anche di "Had To Leave" e "Right Into The Bliss". Questi due brani, forse, sono stati composti dai Katatonia per aggraziarsi le simpatie del grande pubblico, un pubblico amante di canzoncine pop-rock dal sapore "alternative" e poco più. "No Good Can Come Of This" ricalca questa linea con quel ritornello semi-sommesso ma, in conclusione, inespressivo. Non brilla nemmeno la cover di "Nightmares By The Sea" di Jeff Buckley. Cosa volevano dimostrare i ragazzi? Di essere al passo coi tempi? Lo scrivo perchè, se la memoria non mi inganna, sul finire dei '90 il culto di Buckley jr. aveva oltrepassato ogni limite tollerabile.
Bellissima ed estremamente espressiva la copertina realizzata da Travis Smith. Ma, da che mondo è mondo, non bastano gli artwork per rendere grandi i dischi! Il voto sarebbe un 2,5 che, per clemenza, ho deciso di trasformare in 3. Molto meglio, allora, i Katatonia più aggressivi e disincantati di "Viva Emptiness".
CAPOLAVORO FANTASTICO COMPRATELO FINCHÉ CE NE SONO COPIE IN GIRO!!!
Questo ti mette davanti al terrore... il terrore di essere fragili, rimpiazzabili, inutili...