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Kate Bush
50 Words for Snow

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Voto:

Penso di non aver mai aspettato tanto un lunedì in vita mia. Mi sono precipitato fuori casa alla rincorsa del primo treno per Milano, ho pure indossato la cravatta: non poteva essere altrimenti per un appuntamento con Kate Bush. Lo so, devo aver esasperato la maggior parte dei miei amici con il mio conto alla rovescia, iniziato da quando all'inizio di ottobre ho saputo che sarebbe uscito un suo nuovo album, ma lei ha un posto così speciale fra le mie preferenze, fin da quando a cinque anni la vidi al Festivalbar a cantare (rigorosamente in playback) "Wuthering Heights"...

E' stato per me un dovere morale appropriarmi di "50 Words for Snow" il giorno stesso della sua uscita ufficiale, dopo averne ascoltato i brani in anteprima sul sito stesso della cantante. Un appuntamento che mi ha lasciato lì per lì freddo, incapace di dire una parola, di farmi un'impressione. Quei tappeti di pianoforte che sembrano non finire mai, le storie incredibili di fiocchi di neve impauriti che invocano qualcuno che li sappia ritrovare, di cani che in sogno corrono incontro allo spettro della loro padrona, di una notte d'amore con un pupazzo di neve, di uno yeti, di amanti che si rincorrono nel tempo e nello spazio. E poi l'atmosfera soffusa, a volte pericolosamente vicina al silenzio, la voce di Kate che mostra fiera i segni del tempo così come le vere donne vanno fiere delle loro rughe, i giochi linguistici, il finale all'apparenza tanto fragile da darti l'impressione che un nulla lo potrebbe rovinare irrimediabilmente.

Ma ormai non ho più vent'anni, e fra me e queste sette nuove canzoni si è stabilita fin da subito una sintonia sottile ed efficace, poche note che subito mi sono rimaste nei luoghi più impensabili dell'animo, risuonando appena stimolate dal gelo mattutino o dal luccichio di una brinata. Cosciente di essere stato ancora una volta stregato da Kate, comincio a sentire il pressante bisogno di riascoltare l'album ancora, e ancora, e ancora. E mi si apre una bellezza che non avrei mai sperato, che mi soddisfa, che mi abbraccia come il pupazzo di neve di "Misty", terzo brano di questa raccolta, quattordici minuti di meravigliosa narrazione, stesi su ritmiche jazzate ed agili passaggi al pianoforte, improvvisi stacchi di estasi sensuale in cui subentrano suoni impensabili (una chitarra quasi insicura, vetri rotti che sembrano provenire da "Babooshka", veloci interventi orchestrali) ed un crescendo finale che se durasse un solo secondo in più mi costringerebbe ad aprire la finestra ed urlare a pieni polmoni.

E' il brano più bello di Kate Bush? Vale la pena di metterlo fra le possibili risposte. Davanti ai miei occhi si trasforma anche "Snowflake", brano d'apertura che all'inizio mi era sembrato piuttosto piatto, e che invece si rivela uno dei numeri più commoventi di Kate: suo figlio Bertie, incantevole voce bianca, ma anche straordinario narratore (ascoltate come trema quando recita "Now I am falling / Look up, and you'll see me") impersona il fiocco di neve su un fraseggio di pianoforte ripetitivo e quasi lugubre, lei gli risponde, aprendo il tutto in accordi più caldi, insistendo su un ritornello: "The world is too loud, keep falling, I'll find you". Ho la sensazione di essere in piena lettura di un libro (magari le "Sette Storie Gotiche" di Blixen), cosa che mi succede anche per "Lake Tahoe", inizio gelido, gotico, quasi religioso (le contenute voci operistiche, il cantato e il pianoforte che mi ricordano il Florian Fricke di "Hosianna Mantra"), poi l'incedere quasi a ritmo di tango, più avvolgente, più umano. E' incredibile quanto la cantante sia diventata abile a dipingere, con la sua musica ormai libera da qualsiasi urgenza pop e le sue parole attentamente scelte, quadri densi di profondità psicologica e significati.

E' questo che mi fa apprezzare anche un brano che ho visto altrove piuttosto criticato, "Snowed In at Wheeler Street", duetto con sir Elton John. Basta un cenno, un'immagine per richiamare il dramma della Seconda Guerra Mondiale (viene il sospetto che si faccia riferimento anche alla Shoa), o il senso, legato all'undici settembre. di perdita di un mondo. C'è chi ha storto il naso davanti alla performance "imbolsita" di Elton, ma in realtà il brano, con un'intensità che sembra riportare ai tempi di "Hounds of Love" o "The Sensual World", viene reso ancora più efficace dal cercarsi e sovrapporsi di due voci dichiaratamente stanche, cariche di anni, di esperienze, fatica e disillusione. E mi piace anche il lato più spensierato di questo lavoro, "Wild Man", brano che sembra uscito da "Never Forever", carico di mistero e reminescenze orientaleggianti, e la traccia che dà il titolo all'album, che tiene fede a quanto promesso: l'attore Stephen Fry decanta su una base al limite della trance cinquanta sinonimi per la parola neve, incoraggiato nel bel ritornello da Kate ("coraggio, te ne mancano solo ventidue!"), la cui voce per l'occasione riprende le tonalità sbarazzine degli esordi. Il contrasto con "Among Angels" è straordinario, un pezzo per Kate, il suo pianoforte e delicati interventi d'orchestra impegnati a tessere una struggente dedica ad un amico in difficoltà.

Ho così letteralmente rotto il ghiaccio con questo nuovo aspetto di Kate, e l'appuntamento che tanto ho atteso si rivela quanto di più appagante potessi sperare (e mi rendo conto che un passo più deciso in questa direzione me l'aspettavo già da "Aerial"). Godo così della compagnia di questa voce, quella di una donna nel pieno della sua maturità, padrona ormai di tutto il suo processo creativo (sua è anche l'etichetta con cui "50 Words..." viene pubblicato), che si lascia assaporare solo da chi decide di dedicarsi a lei e di aprirle il proprio animo. Ho con me un lavoro destinato a riscaldare tutto questo inverno ormai imminente, affascinante come un fiore che con estrema lentezza, ma ammirevole costanza, si schiude nel bel mezzo della neve.

Mancarmi? Mi sei mancata? Non sai quanto, Kate, e non sai quanto mi faccia piacere ritrovarti in questa nuova veste. 

Commenti (VentiSette)

alexx
alexx
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yeah! lo sto ascoltando in loop da 2 gg.


ghigno92
ghigno92
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Boia, complimenti: ciò che hai fatto te non l'avrei fatto nemmeno per i miei artisti preferiti!


geenoo
geenoo
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Anche io qualche volta sballo per il mio artista preferito. Però non mi sono mai messo la cravatta per andare a comprare un disco, ma è una cosa comunque bella.


pi-airot: Lo ammetto: la cravatta la indossavo perché la sera sarei andato a sentire l'orchestra Simon Bolivar alla Scala (anche se, come si suol dire, in piccionaia)
teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
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Solo per dire che il disco è una MERAVIGLIA ASSOLUTA. Sicuramente il disco del 2011 per quanto mi riguarda. Ormai l'avrò ascoltato una ventina di volte, non c'è una sola nota che non sia stupenda e che non renda questo disco una perla di rara bellezza. Su tutte direi che "Snowflake" e "Snowed in at Wheeler" con Elton John mi provocano sempre dei brividi. Per me non è inferiore a nessun disco che ha mai fatto, anzi! Grande Kate.


Darkeve
Darkeve
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ho ascolticchiato qualcosa...snowflake è stupenda...disco da avere senza dubbio


cptgaio
cptgaio Divèrs
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Mi spiace, e lo dico da fan, da questo disco è una truffa: c'è solo un pezzo degno di questo (e del suo) nome e guarda caso è il "singolo". Un peccato perchè dopo "The Red Shoes" che fu un'assoluta delusione con Aerial sperai che avesse recuperato creatività ed invece siamo nel buio pesto.


mattmatt: Con grande rammarico, concordo con te... E' un disco formato da brani tirati, allungati, annacquati, privi di ispirazione. Va bene in minimalismo, ma qui si cade nel vuoto. Oramai è sufficiente che questa cantante aliti e allunghi un demo per urlare al capolavoro. L'unica vera perla dell'album è 'Wild Man'. Non mancano momenti bellissimi, ma si tratta di ''scintille'', brevi attimi di meraviglia in un mare di grigiore. Il problema non è la lentezza del disco, ma la sua grigia monotonia, il suo trascinarsi.
Tecnicamente, inoltre, il suono è pessimo: troppi bassi, pochi alti, una assoluta mancanza di ''limpidezza'' del suono,
il tutto indica una totale mancanza di cura al dettaglio (come era accaduto anche al precedente 'Directors Cut').
Una delusione totale. Sono cmq contento che il disco abbia avuto successo e sia stato apprezzato da così tante persone.
mattmatt: Dimenticavo: recensione davvero bella.
PS l'ho vista in concerto nell'agosto 2014 ed è stata fantastica.
The Punisher
The Punisher Divèrs
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Mi sta stracciando i maroni....


TheJargonKing
TheJargonKing
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Da sempre innamorato della dea Kate, ma il disco mi è sembrato solo piacevolmente bello.


matteodi.leonar
matteodi.leonar
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Tecnicamente non c'è nessuna come lei, non si discute la qualità delle sue composizioni, ma non l'ho mai considerata (a differenza di molti) la migliore cantante in circolazione. E per due motivi. Primo: la pressoché totale incapacità di confrontarsi con un pubblico da tanti anni a questa parte, ed è un dato di fatto; siamo in presenza di uno dei più grandi misteri nella storia della musica, e le motivazioni addotte dalla diretta interessata, come anche da certa stampa, non convincono appieno; e per il sottoscritto il valore di un artista (un cantante a maggior ragione) deve anche e soprattutto misurarsi in rapporto alla platea, a ciò che sa trasmettere dal vivo. Da questo punto di vista, la K.B. degli ultimi anni è qualcosa di ingiudicabile. Secondo: è legittimo ipotizzare, almeno per come la vedo io, un calo di ispirazione notevole, impressionante direi anzi, come qualcuno ha (bene) sottolineato qui sopra; ciò che quest'artista ha prodotto, negli ultimi 25 anni, non è neanche il 10% di quanto le sue doti (mostruose) le avrebbero consentito, o era lecito aspettarsi da una che ha prodotto qualcosa come "The Dreaming". Sprazzi di classe qua e là, ma troppo poco: questo disco conferma la tendenza. Ripeto, troppo poco: siamo sulla sufficienza piena, ma niente di eccezionale, tutt'altro.


federico"benny"
federico"benny"
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E a me invece piace da morire. Bellissima recensione, probabilmente anch'io farei qualcosa del genere per un artista che mi piace così tanto e probabilmente quando uscirà il prossimo disco di Emilie Autumn (che se non consci ti consiglio di ascoltare) la mia reazione non sarà troppo diversa con la tua! Diciamo che potrebbe essere come quella che ho avuto con "Biophilia" di Björk: un'attesa snervante seguita dal catapultarsi al negozio di dischi più vicino investendo qualche povero malcapitato pur di metterci le mani sopra! ;-)


Alex84
Alex84
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Splendido. Un album limpido, gelido (ma non asettico) e lirico. Molto meno luminoso di aerial. Certe canzoni lasciano una grande malinconia.


jdv666
jdv666
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di lei devo ancora finire i fondamentali, ma perlomeno kick inside e the dreaming DEVONO essere sentiti da tutti gli appassionati di buona musica :) andando un po´ OT qualcuno per caso ha ascoltato Florence and The Machine? che alcuni la vedono come potenziale erede della nostra Bush, io ho ascolticchiato due canzoni in fretta (quindi niente per poter commentare seriamente) che sembravano perlomeno carine, ma niente di paragonabile


O__O: Florence è bravina, ma non è assolutamente nulla di notevole. Da lei a Kate Bush non c'è un abisso, c'è proprio un baratro infernale.
O__O
O__O
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Disco meraviglioso. Recensione splendida e con il cuore gigante. Tra le preferite.


hjhhjij
hjhhjij
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Devo assolutamente ascoltarlo. Massima fiducia per questa signora qui.


pirata
pirata
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questa roba è abovinemole


pi-airot: come l'uomo delle nevi (Wild Man... quasi quasi me la riascolto prima di andare a letto)
amarok74
amarok74
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Ti do 5 alla recensione sulla fiducia, prima di ascoltare l'album di Kate (e non sono nemmeno un suo fan..). Questo perchè con questa splendida recensione mi hai fatto venire una irrefrenabile voglia di ascoltarlo..


gabbox
gabbox
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Sì, ancora la neve. Parafrasando una delle più intense poesie di Andrea Zanzotto: Sì, ancora Kate Bush. E questi brani come quelle poesie promettono incanti a chi scende in profondità. Il trittico iniziale è forse il dono più riuscito della sua carriera. Disco dell'anno e non solo...


Raphael Vrbinas
Raphael Vrbinas
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non l'ho trovato per niente mediocre.è un lavoro che richiede tempo per essere sviscerato per bene.non sono più i tempi di the dreaming o hounds of love,dove dava veramente l'impressione di poter fare quello che voleva,ma in certi punti regala dei bei momenti.concordo con gabbox per quanto riguarda le prime tre canzoni,anche se definirle "...il dono più riuscito della sua carriera." lo ritengo abbastanza eccessivo.complimenti al recensore.ho apprezzato molto la sincera ammirazione per kate.


gabbox: ...FORSE il dono più riuscito della sua carriera. Proviamo a leggere e rileggere le soluzioni armoniche di questi primi 35 minuti. Dove l'artista lavora in levare aprendosi alla complessità, il tutto partendo da un dialogo voce/piano capace, a mio parere, di superare l'idea di avant-pop che lei stessa aveva contribuito a creare.
Raphael Vrbinas: Concordo.è un lavoro che va letto e riletto,mettendoci tutta l'attenzione possibile perché lo merita.quelle soluzioni armoniche che citi,si percepiscono,come in generale tutti i vari spunti "alla bush" vuoi un parlato interessante,l'uso della voce e vari altri piccoli particolari,che ho sempre apprezzato in lei.per ora le mie perplessità stanno proprio in quei 35 minuti,non tutti son coperti a certi livelli.la base solida di questo nuovo lavoro,trovo sia l'atmosfera,dove all'interno cerca di insinuarvi una storia(musicale e non solo)in vari punti,di grande interesse,in altri meno.resta il fatto che misty,ma anche snowflake e lake tahoe le apprezzo già moltissimo,e magari in futuro svanirà anche quel senso di prolungamento oltre il dovuto(che non ritengo eccessivo) di questi pezzi.per quando riguarda la citazione ho sbagliato.volendo togliere quel "trittico iniziale" ho tolto anche il forse e non ti ho reso giustizia.chiedo venia.
aries
aries
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Recensione spettacolare. Non sono un fan di Kate Bush, però ho quasi paura di ascoltare il disco: potrei innamorarmene o restarne deluso.


pi-airot: C'era la storia del famoso asino (nessuna offesa, sia ben inteso) che, trovandosi davanti ad un secchio di acqua fresca e ad un mucchio di biada, indeciso da dove cominciare finì per morire di fame e di sete. Buttati, dai!
Aerial
Aerial
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"50 Words for Snow" è l'apice della creatività di Kate, assieme a The Dreaming, Hounds of Love, Aerial. E' la Kate de "La Nona Onda" che continua la sua storia iniziata ne "Il Sogno Aborigeno". Lascia perplessi a dir poco che alcuni di coloro che dichiarino di amare quegli album non sappiano riconoscere la stessa mano in "50 Words". Amano il genio di Kate perché "diverso" ma castigano quella stessa genialità quando incapaci di metterla a fuoco.
"Kate non sarebbe più la stessa"... No, Kate ha spiccato un balzo nella stratosfera mentre qualcuno è rimasto a terra... Mi ricordano coloro che quando è uscito "The Dreaming" lo hanno ridotto a pezzi salvo poi cantarne le lodi e dire che senza "TD" non avrebbe potuto esserci "Hounds of Love". Alla buonora, ne'?

"50 Words for snow" è una nuova forma di espressione musicale unicamente alla Kate Bush. Da grande amante del pianoforte e della voce matura di Kate qual io sono, rappresenta l'album dei miei sogni.
Peculiare la scelta di Kate di aprire l'album subito con una sorta di muro: 3 brani dall'atmosfera cupa, suoni dilatati del pianoforte, canti gregoriani affidati a voci tenorili, vortici musicali complessi e intersecati tra i quali Kate veleggia con leggiadria e naturalezza. Ed è questo che
lascia perplesso l'orecchio che ha poca dimestichezza con la musica classica (mai
ascoltato Mozart?) o jazz, tanto che un lavoro di questa caratura può suonare "noioso".
Solitamente i suoni più impenetrabili o quelli che andrebbero assimilati in un quadro
d'insieme, sono racchiusi sulle seconde facciate dei suoi lavori (vedi "All the Love",
"Houdini", "TN Wave", "An Endless Sky of Honey").
La prima facciata è una sorta di "Nona Onda" più solenne nei suoni, nei canti e nei testi (seppur il mio amore per "TN Wave" sia sconfinato ed "Hello Earth" sia quanto di più toccante un'anima abbia scritto sul riuscire a riemergere dalla mano gelida del silenzio interiore).
I testi. Solo qualche verso.
Snowflakes: "Sono nato in una nuvola/Sto cadendo/Acchiappami/Guarda in alto e mi vedrai/Lo sai che puoi sentirmi/Il mondo è così rumoroso/Continua a cadere/Ti troverò/
Vedo destrieri che avanzano a fatica tra i cumuli di neve/I miei cuori spezzati/Le mie
danze meravigliose/ Il mio canto effimero/fugace.../Il mondo è così rumoroso/Continua a cadere/Ti troverò."
Lake Tahoe: "Acqua fredda di montagna/Non nuotate mai là/Rimanete sulla sponda e guardate dentro/ Potreste vedere una donna là sul fondo...Come una povera bambola di porcellana/I suoi occhi sono aperti/Ma la casa è deserta.../Si dice che in alcuni giorni, si elevi, emerga come dal nulla/Indossando un vestito vittoriano/Chiama il suo cane: "Fiocco di neve! Fiocco di neve!/Il suo vecchio cane sta dormendo/Le zampe sono fragili oramai/Ma quando sogna/corre.../".
Among Angel: "Solo tu puoi fare qualcosa al riguardo/Non c'è nessun altro, amico mio, che possa fare di meglio/Potrei anche capire cosa intendi quando dici che stai cadendo a pezzi/Ma non
siamo tutti allo stesso modo? Dentro e fuori dal dubbio./Vedo degli angeli attorno a te/Scintillano come specchi in estate/Ma tu non lo sai/E ti porteranno oltre i muri/Se hai bisogno di noi chiamaci/Posa il tuo mondo esausto nelle loro mani/adagia la tua risata spezzata ai loro piedi/C'è qualcuno che ti ama da sempre/Ma tu non lo sai/Potresti averlo percepito e mai rivelato."

Il canto di Kate oramai ha raggiunto un livello di bellezza incomparabile. A livello interpretativo ha solo da insegnare. Magnifica.
Questo per me è "50 Words for Snow".
P.S.: Pi-airot, non so se "Misty" sia il brano più bello scritto da Kate sino ad oggi ma di sicuro è uno dei più geniali. Farà scuola tra le/gli adepte/i.


Acciaccatore
Acciaccatore
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"...ove da fosset ss miglionoff snoffleiks..."da seghe, per chi mi capisce.


pi-airot: Quante storie per un po' di zeppola, suvvia!
andy66
andy66
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perfettamente d'accordo. E' l'album più anti-commerciale di Kate, ma emana un fascino irresistibile...dopo alcuni ascolti si capisce che si tratta di un 'opera importante, intimista, misteriosa, e soprattutto coraggiosa: chi non si scoraggerebbe dopo l'ossessiva ripetizione degli accordi di pianoforte di "Snowflake"? Eppure è un vero capolavoro, ed il resto del disco è di classe superiore come la migliore Kate. Dopo il dubbioso "The director's cut" è un rientro da 5 stelle. Grazie di esistere Kate Bush!!!!!


Torre Ste
Torre Ste
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Mai stato un fan di Kate Bush, ma questo è uno dei migliori che abbia sentito quest'anno. Grande album!


pi-airot
pi-airot
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Oggi nevica: bisogna riascoltarlo!


antoniodeste
antoniodeste
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Non avevo la cravatta il giorno che le prime note di "Snowflakes" si sono insinuate attraverso le orecchie nel mio cuore perchè avevo la sensazione di essere nudo. E quei fiocchi cominciavano a produrre un calore sempre più intenso. Ciò di cui ero vestito dopo questa esperienza sonico-emotiva, come è facilmente immaginabile , non è descrivibile e nemmeno il luogo in cui mi trovavo con la mia mente ed il mio cuore, poi. Però tu, Pi-Airot, sei riuscito anche in questo e in modo a dir poco mirabile. E sei stato davvero bravo, perchè di fronte a tanta bellezza ed intensità le parole cominciano a perdere di senso. Che l'amore che ti ha accompagnato per mano nell'interiorizzazione di un tale capolavoro non ti possa mai abbandonare.


debate70
debate70
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Allora...questo è il mio primo post e saluto tutti.
Seguo Kate Bush dagli inizi e ogni suo nuovo album è un'attesa piena di trepidazione.
L'aspettativa per questo disco era alta, anche perchè il singolo 'Wild Man' è un brano
fantastico.
Tuttavia, dopo ripetutissimi ascolti, non posso che confermare che, a mio parere, questo
disco è fra i meno ispirati della sua carriera: è inutilmente lungo, ripetitivo e un po' pretenzioso. La nuova tonalità vocale più bassa è molto intensa e trasmette molto, e
non occorre ricordare che Kate Bush rimane un'artista assolutamente originale. Ci sono momenti,
in questo disco, in cui tutto sembra fermarsi, tanta è la bellezza della musica e la
potenza ammaliatrice della Bush. Ma è nell'insieme che il disco non funziona: troppe
infinite ripetizioni della stessa struttura melodica e l'assenza di un vero climax (soprattutto
nei 3 brani iniziali) fanno affondare ogni emozione. Questo disco è, credo, un'esperienza
personale, perchè chiunque vi si avvicini con fretta o superficialità proverà repulsione.
Io, che lo ascolto da oramai un anno, posso amarne solo spizzichi e bocconi, cioè i momenti davvero belli e partecipati:
2/3 minuti di 'Snowflake' sarebbero bastati, idem per l'insopportabile 'Lake Tahoe',
bellissimi i momenti del disgelo in 'Misty', e toccante ma ahimè troppo lunga 'Among Angels'.
Insopportabile il duetto con John. Le uniche 2 canzoni che amo dall'inizio alla fine
rimangono 'Wild Man' e '50 Words For Snow'.
Concludo: spero che la Bush cambi tecnici del suono: 'Director's Cut' è registrato
in modo osceno, quasi inascoltabile, e anche questo disco è caricato di bassi a dismisura, e molto parco di lucentezza. Le copertine di entrambi i dischi sono terribili: sembrano della pubblicità
plastificate.
Nel complesso, un album molto ''artistico'' ma distante, tietido e troppo lungo.
Spero che Kate Bush ci possa regalare ancora momenti sinceri: chi ha amato 'And Dream Of
Sheep' o 'The Sensual World' capirà cosa intendo dire . . .
Io ci spero ancora, nonostante 'Aerial' e questo nuovo disco.


hjhhjij: Sicuramente un disco estremamente personale e sicuramente riuscito più a tratti che nel suo complesso però, personalmente, l'ho trovato un buonissimo disco. Ha provato a fare qualcosa di diverso, rimettersi in gioco a cinquant'anni non è cosa da poco, e questo è il disco più personale della sua carriera. Certo per me la miglior Kate Bush finisce con "Hounds of Love" (bellissimo) però però... son rimasto comunque soddisfatto da codesto disculo. Ah dimenticavo "And Dream Of Sheep" è una delle sue canzoni più belle e più riuscite, un piccolo capolavoro.
mattmatt
mattmatt
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Recensione:
Album deludente: troppo lungo, diluito, annacquato, con brani che sembrano dei demo tirati per le lunghe.
Molti brani sono davvero di una bruttezza imbarazzante: 'Lake Tahoe' e 'Snowed In At Wheeler Street', ad
esempio. Tecnicamente, un album ''spento'', ancora una volta con bassi eccessivi e un suono ovatatto, impastato... Qui ci sono le ceneri di Kate Bush :( con l'eccezione della sublime 'Wild Man': avevo sentito
questo brano in preview e mi aspettavo un album meraviglioso. Così non è stato. Sono cmq felice che piaccia a così tanta gente :) (Nulla da dire sulla recensione, ma per me a tratti davvero poco comprensibile perchè io sento questo disco in maniera davvero diversa....Per me è un album pretenzioso, decisamente poco ispirato.)


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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