Copertina di Kings Of Convenience Declaration Of Dependence
alexx

• Voto:

Per amanti della musica folk e acustica, ascoltatori di indie minimalista, fan di armonie vocali e atmosfere intime
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Questo disco è uscito da un mese circa e non se lo fila nessuno... e chi se ne frega, è l'ennesimo capolavoro dei due pseudo Simon & Garfunkel versione 2.0 di Bergen, ma che non si sappia in giro, perchè, si sa, con due chitarrine mosce, come queste, due schiaffette qua e là, un accenno di viola giusto per, uno scampolo di contrabbasso e due tasti di piano non è che si faccia poi tanto rumore, no!?

D'altronde lo decretarono loro, nel 2001: QUIET IS THE NEW LOUD, ed eccoci qua, con questo inaspettato terzo cazzutissimo disco, dove i presupposti per rompersi le palle sono notevoli, in quanto non c'è una batteria o un tamburello neanche a barattarlo con Remi, e nemmeno un'ospitata illustre, chessò un cazzo di Troll arrabbiatissimo, un urlo di Munch, niente... con questa crisi poi...

Ok, il mondo è una merda, ma basta ascoltare il primo brano "24-25" per cadere immediatamente in un limbo emotivo a metà strada tra la nostalgia e la consolazione, tra il desiderio di libertà e la solitudine, e via così attraverso episodi un pelino più vivaci ("Mrs. Cold", "Me In You", bellissima), una specie di bossa ("Freedom And Its Owner") fino all'ultima maledetta traccia (bello l'effetto creato sulle corde su "Scars On Land") per poi capire che di dischi così non ne avremo mai abbastanza.

Le perfette armonie vocali di questi due disgraziati sono un maledetto balsamo per lo spirito e la mente e i loro dischi l'assoluta dimostrazione che, concentrandosi sulle proprie idee, col minimo necessario si possono ottenere risultati notevoli senza mai tradire se stessi.

E non è poco. Secondo me.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra il terzo album dei Kings of Convenience, sottolineandone la bellezza minimalista e la profonda emotività. Nonostante la mancanza di strumenti tipici come batteria e ospiti celebri, l'album colpisce per le sue armonie vocali e atmosfere delicate. I brani navigano tra nostalgia, solitudine e desiderio di libertà, rendendo il disco un balsamo per lo spirito. Un'opera di grande coerenza artistica e valore emozionale.

Tracce video

01   24-25 (03:38)

02   Mrs. Cold (03:06)

03   Me in You (03:08)

04   Boat Behind (03:40)

05   Rule My World (03:31)

06   My Ship Isn't Pretty (03:47)

07   Renegade (04:15)

08   Power of Not Knowing (02:22)

09   Peacetime Resistance (02:53)

10   Freedom and Its Owner (03:23)

11   Riot on an Empty Street (04:05)

12   Second to Numb (03:36)

13   Scars on Land (03:52)

Kings of Convenience

Duo norvegese di Bergen formato da Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe, attivo dal 1999. Esordiscono con Quiet Is the New Loud (2001), seguono il remix album Versus (2001), Riot on an Empty Street (2004, con ospitate di Feist), Declaration of Dependence (2009) e Peace or Love (2021).
07 Recensioni