Copertina di Kirlian Camera Pictures from Eternity
Qzerty

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Per appassionati di musica elettronica, dark wave, gothic, ebm e cultori della musica degli anni ’90 e ’80.
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LA RECENSIONE

Sono in pochi a conoscere i Kirlian Camera, progetto di musica elettronica nato nell'80 a Parma.
Partoriti dalla mente di Angelo Bergamini tastierista/programmatore e vocalist i Kirlian sono arrivati fino ai giorni nostri oscillando più o meno stabilmente tra technopop, EBM e Folk oscuro.
Durante i fastosi anni ottanta cercano la cavalcata della grande onda: il loro primo 12 pollici è considerato un classico dell'Italo Disco cosi come resta mitica una loro apparizione al Festivalbar.
Dieci anni fa esce questo disco: Pictures from Eternity, da molti ritenuto un piccolo gioiello del dark elettronico.
Qualcuno me  lo copiò su cassetta quando ancora non sapevo nulla di loro, inutile dire che mi piacquero subito e che il nastro andò in heavy rotation per un lungo periodo della mia vita.
Tant'è che ancora oggi dopo aver ascoltato gran parte della discografia ritengo questo il loro migliore album.
I tempi per una recensione sembrano quindi maturi e allora iniziamo dalla copertina dove troviamo foto di statue da arredo funebre miste a placidi tramonti e a paesaggi rarefatti, il titolo dell'album scritto in italiano e in tedesco.
L'ascolto del disco rimanda alle stesse amosfere e la prima traccia "Ascension" con  la voce di Emilia Loiacono che danza composta sugli Strings costituisce un ouverture ideale.
Diciamo subito che le direttrici musicali di quest'album sono fondamentalmente due. Folk etereo e Techno-Goth ossessivo.
"I Am the Light" appartiene decisamente alla seconda definizione, qui la voce di Angelo filtratissima si poggia su un groove elettronico e sui tappeti del sintetizzatore che sembrano omogeneizzare il tutto (anche perché li troviamo in quasi tutti i brani) contribuendo a creare un sound unico.
"Kaalk" tra le mie tracce preferite dei Kirlian è caratterizzata da un loop flangerato e altri classicissimi suoni di sintesi digitale e non, improvvisamente la cassa raddoppia, dal buio si levano voci incomprensibili, traccia strumentale che da sola vale l'aquisto dell'album intero, unico punto a sfavore è il solo di sax sintetico che risulta lungo e barocco. Un breve intermezzo sinfonico ci conduce a "Wasted Bridge" commovente ballata in cui la fa da padrona la straniante voce di Emilia.
La traccia 9 "Ussr 1972" è un interessante esperimento di sound design che conferma il gusto e l'abilità di Bergamini con le sue macchine.
Da qui in poi il sound è tutto industrial, fino a sfociare nello slancio EBM di "Meine Nachte..."
Pictures from Eternity
non è un disco per tutti, il suo ascolto è raccomandato agli amanti della Dark-Wave e del gothic più lento e industriale che potranno letteralmente viaggiare tra queste 14 tracce datate 1996.

Negli anni a venire, escluso un piccolo exploit verso la fine dei novanta, i Kirlian Camera resteranno gruppo di culto per pochi.
Tuttavia tra cambi di line up  e inevitabili vicende personali, il loro pare un mito che ad oggi non si è mai totalmente offuscato.

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Riassunto del Bot

Pictures from Eternity è considerato il miglior album dei Kirlian Camera, progetto elettronico italiano nato negli anni ’80. L'album mescola atmosfere folk eteree con sonorità techno-goth e industrial. Brani come 'Kaalk' e 'Wasted Bridge' testimoniano la versatilità sonora della band, che rimane un gruppo di culto per gli appassionati di dark wave e musica elettronica di nicchia.

Tracce testi video

02   I Am the Light (03:49)

03   Nimetön Kirje (01:56)

04   Your Face in the Sun (06:37)

05   Kaalk (05:27)

06   Die Vergessenen (00:48)

07   Wasted Bridges (04:06)

08   The End of Day (03:37)

09   Ussr 1972 (03:16)

10   Along the Avenues of Hell (06:00)

11   Ascension - Kuolema (05:16)

12   Meine Nächte Sind Heiser Zerschrien... (05:14)

13   Berlin VIII (04:05)

14   Tauko (04:18)

Kirlian Camera

Kirlian Camera è un gruppo dark-wave/elettronico italiano nato a Parma nel 1980 per iniziativa di Angelo Bergamini. Dalle prime prove synth/EBM alle svolte più cupe e neo-folk, la band ha acquisito status di culto. Dagli anni 2000 il progetto vede al centro anche la voce di Elena Alice Fossi.
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