Copertina di Kraftwerk Kraftwerk 2
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Per appassionati di musica elettronica, sperimentale e industriale; amanti delle analisi sonore profonde e riflessive; cultori di musica d'avanguardia.
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LA RECENSIONE

Kraftwerk ergo “How To Build Your Own Automaton”.

Cap. II: Industria.

Medesimo cono.

Medesima doppia forza [kraft] centrifuga (esplorazione) — centripeta (affinamento).

Medesima concretezza analogica: ancora nessuna astrattezza sintetica all’orizzonte.

Non più rosso, bensì verde. Il senso di ciò mi sfugge.

Come sfuggono le sfumature del clangore metallico: corpo estraneo, di natura dissimile rispetto ai padiglioni auricolari. Eppure son coni anch’essi (imbuti).

Ad auscultare il metallo zincato, si scoprono strane cose: ad esempio, il riaffiorare di una serenità dal di dentro del disagio macchinale. Dove si nascondeva?

Negli anfratti dell’industriale.

Lì alberga dunque una spensieratezza. Una bucolica dei prodotti in serie.

Già.

Prodotti in serie, non manufatti.

Prodotti dell’industria automatizzata, non già prodotti dell’industria umana.

“Industria” non è più l’attività direttamente umana, quanto piuttosto l’attività indirettamente umana, mediata e demandata a macchine.

Cosa rimane da fare agli uomini?

Imitare le movenze delle macchine, imitare la loro spensieratezza.

Fingersi macchine anch’essi.

Adoperarsi: tirar fuori nastri magnetici, sbattere contro ogni superficie metallica — vuota o piena; concava piana o convessa — ed ascoltare.

Il risultato? Klänge: suoni (musica/rumore).

In altri termini: Improvvisarsi operai addetti al suono.

Scoprire, con la confidenza delle loro dinamiche, che nella vita delle macchine vi sono sì momenti di quiete, ma anche momenti d’inquietudine.

Un fondo d’inquietudine inaccessibile e vischioso.

CAP.3: https://www.debaser.it/kraftwerk/ralf-and-florian/recensione-123asterisco

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Kraftwerk 2 come un'esplorazione dell'industria e della sua automazione, evidenziando il contrasto tra la spensieratezza delle macchine e l'inquietudine profonda che ne emerge. Il linguaggio è poetico e riflessivo, mettendo in luce la concretezza analogica dei suoni metallici che rivelano una nuova forma di serenità industriale. Un invito a immergersi in un universo sonoro fatto di rumori, imitazioni e armonie inaspettate.

Tracce testi video

01   Kling Klang (17:29)

02   Atem (02:57)

Instrumental

03   Strom (03:56)

04   Spule 4 (05:26)

05   Wellenlänge (09:40)

06   Harmonika (03:20)

07   Kometenmelodie 1 (16:53)

Kraftwerk

I Kraftwerk sono una band tedesca fondamentale per la storia della musica elettronica. Partendo dal krautrock sperimentale dei primi anni '70, hanno rivoluzionato il pop fondendolo con la tecnologia e la cultura della macchina.
42 Recensioni

Altre recensioni

Di  giovanniA

 Si ascolta tutto e il contrario di tutto in quest’album, che nonostante sia lontanissimo dalle conquiste stilistiche e formali dei lavori successivi, non risulta per nulla spiacevole all’ascolto.

 È la sensazione che si ha ascoltando "Kraftwerk 2", cioè curiosando nella sala prove di una band pionieristica che non era ancora diventata grande.