Copertina di Kreator Coma Of Souls
PhilMetallo

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Per appassionati di thrash metal, fan della musica metal europea, amanti degli anni 90, musicisti e critici musicali
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LA RECENSIONE

Forse non saranno celebri quanto i maggiori gruppi della famosa Bay Area, ma i Kreator meritano sicuramente un grande rispetto e almeno in Europa nessuno ha potuto competere con loro nel genere.

Correva l'anno 1990 quando Mille Petrozza e soci realizzarono il loro quinto capolavoro, "Coma of Souls". Si tratta dell'ultimo album puramente thrash della band: gli anni 90 infatti saranno caratterizzati infatti da lavori diversi e più sperimentali fino al ritorno a sonorità più dure nel nuovo millennio. Gran parte della loro fama è giustamente dovuta ai dischi precedenti come "Pleasure to kill" ed "Extreme Aggression", ma i Kreator sono sempre riusciti a realizzare ottimi dischi su tutti i punti di vista, come appunto "Coma of Souls". Ogni volta che li ascolto, infatti, rimango sempre stupito dal perfetto connubio tra potenza e tecnica che li differenzia dal thrash americano, leggermente più incentrato sulla melodia.

"Coma of souls" non presenta delle grandi differenze con i precedenti lavori, dalla prima canzone all'ultima si possono ritrovare tutte le qualità che hanno sempre contraddistinto la band: violenza, immediatezza, velocità, come del resto tutto il thrash teutonico influenzato in modo evidente dagli Slayer. Tuttavia, rispetto ai predecessori si può riscontrare un miglioramento nella produzione e quindi nel suono delle chitarre ma soprattutto del basso. Per quanto riguarda la voce, bè, qui non c'è niente da dire, è il solito Mille brutale e senza peli sulla lingua.

L'inizio acustico lento e triste sembra quasi prepararci alla potenza distruttiva dell'album. Dal primo screaming di Mille fino alla fine, infatti, non ci sarà più un attimo di pausa. I riff di chitarra sono sempre veloci e potenti e in molte canzoni sono presenti assoli melodici ma molto particolari. Da segnalare inoltre la prestazione del batterista Ventor, la cui tecnica risulta molto migliorata rispetto ai primi lavori.

Analizzando in modo più dettagliato le canzoni, la title-track è un classico della band che trasmette violenza in ogni singolo secondo, caratterizzata da vari cambiamenti di ritmo e da un ritornello esaltante, sicuramente molto bella anche nei live. Altre canzoni da segnalare sono senza dubbio "People of the lie" (dove la voce di Mille si fa ancora più cattiva), "Terror zone" e "Agents of Brutality", soprattutto per i riff di Mille e dell'altro chitarrista Frank nel mezzo della traccia. Non mancano le influenze degli Slayer, ma anche dei Sepultura ("Mental Slavery") e ci sono anche pezzi brevi ma che come sempre mantengono una certa potenza dall'inizio alla fine ("World Beyond").

In conclusione un album che consiglio a tutti gli amanti del thrash e che considero, se non il migliore, uno dei più belli della band tedesca, l'unica che è riuscita nel corso degli anni a reggere il confronto con i gruppi americani.

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Riassunto del Bot

La recensione elogia "Coma Of Souls" dei Kreator come un capolavoro thrash metal europeo del 1990, caratterizzato da un perfetto equilibrio tra potenza e tecnica. L'album è descritto come un'evoluzione con una produzione migliore e sonorità più curate, pur mantenendo la violenza e la velocità tipiche del genere. Vengono analizzate varie tracce chiave, sottolineando le influenze e la qualità degli esecutori, in particolare Mille Petrozza e il batterista Ventor. Consigliato a tutti gli amanti del thrash metal.

Tracce testi video

01   When the Sun Burns Red (05:31)

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03   People of the Lie (03:16)

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04   World Beyond (02:03)

06   Agents of Brutality (05:17)

07   Material World Paranoia (05:01)

Altre recensioni

Di  aniel

 Sono gli Slayer europei, ma con uno stile unico e pionieristico.

 Mi piace come canta Mille in quest’album, con la sua voce roca e incazzata.


Di  sofficino

 Ci troviamo davanti a un capolavoro degli anni 80, un disco diverso da Violent Revolution o Enemy of God o Pleasure to Kill.

 Questo album è uno dei capolavori degli anni 80 e uno dei migliori album thrash da avere nella collezione.