Copertina di Le Orme Sera
Lord

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Per appassionati di musica italiana anni '70, fan del progressive rock e del pop raffinato, cultori di le orme e collezionisti musicali
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LA RECENSIONE

L'anno 1975, è un anno strano per Le Orme, è una specie di spartiacque tra periodo progressive e periodo pop (di classe si intende): è l'anno di Smogmagica, album unico nel suo essere tante cose, pop, progressive, hard-rock, cantautorato, ecc., l' anno in cui diventano in 4, si aggiunge Tolo Marton alle chitarre (se ne va quasi subito ed entra il buon Germano Serafin, siamo a cavallo tra il ?75 ed il ?76), l'anno in cui vanno ad incidere a Los Angeles e l'anno di tante altre cose.

Se fino ad allora si erano cimentati con un tipo di musica molto complessa ed articolata, ora per Le Orme è giunta l'ora di cambiare e semplificare un po' l'aspetto compositivo: in effetti, pensandoci è inutile continuare a costruire impalcature che potrebbero crollare da un momento all'altro; come spiega Tony Pagliuca in un'intervista, la strumentazione e la complessità delle canzoni in Contrappunti (1974) avevano raggiunto l'apice, un cambio di rotta dopo tutto ciò è quasi fisiologico.

Il 45 giri frutto di questo nuovo approccio alla musica, si apre con "Sera": l' intro di clavicembalo in 5/4 ha un sapore vagamente genesisiano per via del giro d' accordi maggiori con il basso statico che tiene sempre la prima nota del giro. E' un attimo e colpi secchi di batteria e basso, come pugni introducono la 'dura' strofa "Ogni giorno la certezza di una porta chiusa in faccia, la mia inutile lotta contro un mondo che sprofonda, Ma c' è qualcosa che sta per cambiare, io la sento nell' aria, la ritrovo nel sole che muore" incredibile la differenza tra il testo aspro, di denuncia della strofa e la pacatezza suggestiva del ritornello

"La grandezza della sera
si rifugia nella mia memoria
ogni cosa si ravviva
e ritorna a somigliare a te"

E' una traccia che crea un'atmosfera crepuscolare, quasi lievemente tesa, con un testo al solito eccellente, ed un tappeto musicale precisino e tintinnante, sicuramente precursore di quella che di li a poco sarà chiamata new wave.

Il lato B del singolo contiene "India", affascinante e suggestiva canzone tratta dal celeberrimo album Contrappunti, con un parte strumentale ipnotica ed un testo che ci descrive, con una poesia mai fine se stessa, l'India, secondo Le Orme.

Come al solito la scelta di sonorità molto originali e un arrangiamento mai troppo rigoglioso fanno di "Sera" uno dei gioielli pop de Le Orme che da qui in avanti decisero di dedicarsi a comporre semplici 'canzoni', con dei risultati ottimi e con veramente poche piccole cadute.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il singolo 'Sera' di Le Orme, pubblicato nel 1975, anno cruciale di transizione tra il loro periodo progressive e quello pop. L'autore evidenzia la raffinata fusione musicale e lirica del brano, con un testo intenso e un arrangiamento raffinato che anticipa sonorità new wave. Anche il lato B 'India', tratto da 'Contrappunti', viene apprezzato per la sua atmosfera poetica e ipnotica. Il singolo segna un cambio stilistico vincente nella carriera del gruppo.

Tracce

01   Sera (03:08)

02   India (03:09)

Le Orme

Le Orme sono uno dei gruppi più importanti e longevi del progressive rock italiano. Nati a Venezia negli anni '60, attraversano beat, psichedelia e poi conquistano le vette del prog sinfonico fra gli anni '70 e '80. La band è famosa per le sue suite, la voce particolare di Aldo Tagliapietra, la creatività di Tony Pagliuca e l’inossidabile batteria di Michi Dei Rossi. Hanno cambiato mille formazioni, suonato in Italia e all'estero e sono tuttora attivi, nonostante infinite metamorfosi.
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