Lester Bangs
Guida ragionevole al frastuono più atroce

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Frugando nella mia pleistocenica libreria mi capita tra le mani questa Guida ragionevole al frastuono più atroce di Lester Bangs, comprata a metà dello scorso decennio, quando Mininum fax era un editore coraggioso che pubblicava libri extrasistema, oltre volenterosi nostrani giovanotti diconsi Lagioia, Raimo, Cognetti ed altri dimenticabili. Prefazione scritta da Wu Ming 1, tanto per capirci, per un’operazione sine dubio lodevole, se non altro perché ha consentito a tutti i compatrioti millantanti conoscenze bangsiane di leggerlo veramente. Seppur diventato di moda dopo il film Almost Famous, in cui il suo personaggio compare in una scena memorabile, almeno per la battuta al protagonista “peccato che ti sei perso il rock”, fino ad allora i suoi scritti avevano fatto sporadiche apparizioni sul suolo italico. E non c’è manco da stupirsi, troppo maudit per essere tradotto sulle gazzette nazionali, troppo poco allineato per un sistema di giornalai-editori in mano a piduisti fiancheggiatori di assassini di stato. Intanto in America era già salito da tempo nell’empireo delle star del giornalismo e della critica rock, ben prima della sua morte precoce avvenuta nel 1982. Seppure con molti cliché, tra cui quello di essere inquadrato nel cd genere gonzo (equivocando il fatto che lui stesso si definisse qualcosa tipo un cazzaro) e più in generale nel filone letteratura della beat generation.

Vero che dichiarò in gioventù di essersi ispirato a Jack Kerouac (di cui scrisse pure il necrologio) e William Burroughs, ma a mio parere in questo caso l’allievo supera in scioltezza i sopravvalutati “maestri” (ad esempio consiglio la lettura di Big Sur come infallibile sostitutivo naturale di qualunque anestetico). La verve narrativa di Bangs se la scordano i suddetti scribacchini beatnik, e che importa se non ha mai scritto un romanzo. Anzi, sapete che vi dico?, questa raccolta può essere tranquillamente letta come un romanzo, un romanzo in forma di recensioni, un romanzo dove il protagonista, con la scusa di parlare delle sue band, dischi e concerti e quant’altro di musica, narra di come tutto ciò lo attraversi e sia filtrato attraverso le sue esperienze ed il suo modo di prendere la vita.

Un egocentrico, come tutti noi, riempie pagine e pagine dove tutto è una scusa per parlare di se stesso, con una scrittura apparentemente riconducibile al genere autofiction, dove il narratore diventa il protagonista. Circondato da tutte quelle star della musica, in mezzo a tutta quella gente di talento, Bangs prende per sé la parte del mediocre insignificante (tranne quando si proclama il miglior scrittore del mondo) e descrive le proprie esperienze sono quelle di un nerd ante litteram, come fossero una nullità al confronto alla sfavillante vita delle sue star. Ma al tempo stesso questo diventa un’arma potentissima per scoprire le degenerazioni di un sistema che esalta l’artista di successo e lo mercifica al di là della sua musica, conducendolo ad una progressiva dissociazione dalla realtà.

Lester Bangs riconosce parecchi nemici, ma il primo di tutti è l’incensazione industriale del divo, dove la celebrità, la “rockstar” finisce per prevalere sulla sua stessa musica. Ed ecco allora andarci giù piatto contro i vari Stones, Led Zeppelin, Elvis, Bowie e prima ancora Lou Reed, da lui tanto osannato con i Velvet Underground ma anche descritto senza pietà nell’accozzaglia di cui si circonda (e quell’anima di Lou Reed inzuppata in una latrina provò a vendicarsi dichiarando che erano anni che Lester non scriveva più nulla d’interessante).

Ed eccolo smontare il mito del grande artista come divo, ripetendo “una rockstar è solo una persona”. Ed eccolo esaltare tutti gli artisti che sfuggono a questa dittatura. Ed eccolo stupirsi per le maniere friendly dei Clash degli esordi verso i loro fan, seguendoli nei loro concerti in Britain nel 1977 e scrivendo:

quanto sono vicini alla realizzazione di tutte le speranze che abbiamo sempre avuto sul rock come sogno utopico: perché se il rock è davvero la forma d’arte democratica, allora la democrazia bisogna cominciarla a casa propria, bisogna abbattere quei muri eterni e rivoltanti tra artisti e pubblico, l’elitarismo deve finire, bisogna umanizzare i “divi”, smitizzarli e bisogna trattare il pubblico con più rispetto. Altrimenti è tutta una truffa, una rapina, e la musica diventa una cosa morta, come ora è quella degli Stones e dei Led Zeppelin”.

Dopo aver un attimo primo avvertito:

ti garantisco che il modo in cu i Clash trattano i loro fan è talmente fuori dalla norma di quei rapporti (degli altri divi nda) da essere del tutto rivoluzionario. La maggior parte dei divi rock sono porci maledetti che hanno il solito esercito di malavitosi corpulenti assoldati per tenergli lontani i fan a tutti i costi, con l’eccezione dell’esclusivo contingente di fortunate(?) che forse si degneranno di far salire in camera…E’ una cosa marcia fino al midollo e stentavo a credere che qualsiasi gruppo, e a maggior ragione un gruppo musicalmente brutale come i Clash, potesse discostarsi tanto da quella norma fetente.”

E’ curioso che Lester Bangs dichiarasse di volersi ritirare in Messico per scrivere il suo romanzo, e che avesse in progetto di pubblicare vari altri libri (seleziono alcuni titoli: Tutti i miei amici sono eremiti, Le donne stanno sopra: dieci modelli post-femministi per gli anni Ottanta, Si può vivere da miliardari senza avere un soldo: io lo faccio sempre e questo libro spiega come), mentre il realtà già il corpo dei suoi scritti è un fantastico libro-romanzo, come dicevo prima. Così potente da farlo prevalere sulle band ed i dischi che dovevano essere il soggetto dei suoi scritti. Per dire, ci si ricorderà più degli Stooges o di MC5 o di Lester Bangs? E sospetto che anche la fama di Lou Reed, con il suo du -dudù- du – duddudu - dù, possa essere oscurata in futuro da quella del suo aedo.

Le pagine esilaranti sono innumerevoli, tra cui citerei la presa per il deretano di Barry White, colossale come il cantante [ascoltando la voce melliflua e stillante sesso di Barry, vien da pensare che quell’uomo sia pericoloso; in ogni caso non c’è alcun dubbio che otterrà quello che va cercando], e le cronache blues dei suoi tristi capodanni [l’ultimo dell’anno è il bidone più grande, perché usciamo tutti pieni di aspettative e ci sbronziamo come cammelli per riuscire a sopportare di stare con gli altri, perché abbiamo passato i primi freddi invernali immergendoci sempre più a fondo nella Guida tv ed ora dovremmo genuinamente far baldoria in prossimità di questi rivoltanti grumi di umanità..].

Lester Bangs è vivo e lotta insieme a noi, specie da queste parti.

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Commenti (Trenta)

lector
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Il più grande di tutti (è per colpa sua, soprattutto, se vi è capitata la mala sorte di trovarvi, di tanto in tanto, i miei sproloqui su questo sito).
Una stella bruciata in soli 33 anni, capace di essere straordinariamente illuminante pure quando aveva torto.
Ora sarebbe bello ricordare, in qualche modo, anche quell'altro magnifico perdente di Rolf. U. Kaiser....
BËL (04)
BRÜ (00)

Tucidide: Contami un po' di questo Rolf
proggen_ait94: conta conta, che è una bella storia
lector: Storia bella ma dura, quella di Rolf. Dapprima critico musicale militante ed intransingente persino più di Lester, il suo "Guida alla musica Pop" è stato il primo libro di critica musicale che ho letto e, siccome ero giovincello, mi ha segnato dandomi l'imprinting per tutto il mio successivo approccio musicale. Scrittore certo meno dotato di Lester ma visionario comr pochi ha, praticamente, inventato il Krautrock e poi lo ha fatto crescere e fiorire, soprattutto grazie alla Ohr, l'etichetta da lui fondata. Responsabile in prima persona di alcune delle musiche "altre" più straordinarie del secolo scorso si è ritrovato travolto dalla sua stessa creatura: alcuni di quei musicisti che lui aveva portato alla fama internazionale (Schulze in primis) lo hanno acusato di averli truffati e derubati dei proventi della vendita dei dischi e di aver preteso di pagarli in droga. Travolto dallo scandalo è scomparso, Si favoleggiava di diritti milionari ottenuti dalla Basf, invece era finito col culo per terra a farsi mantenere dalla moglie cartomante. Le ultime notizie, fornitemi dall'ottimo @[BARRACUDA BLUE] (a proposito, che fine ha fatto? Peccato non poter leggere i suoi, sempre illuminanti, interventi), lo davano senza fissa dimora ospitato da qualche amico.
proggen_ait94: Cosa a mio parere del tutto illogica. L'impressione, mia, è che sia un capro espiatorio
lector: Di certo una vittima
Caspasian: È bello vedere scritto "soprattutto" con tutte le " t" che abbisogna e soprattutto tutto il resto. Ciao Lector!
pi-airot: Ah, Lector, la moglie cartomante, la buona Gilles "Sternenmaedchen" Zeitschiff... niente di meglio che la sua vocina sui dischi dei Cosmic Jokers per ritrovarmi negli anni 70!
pi-airot: Eh, niente, ci si mette pure l'Alzheimer: Zeitschiff era il titolo dell'album...
lector: Aloha
Stanlio: sì è bello veder scritto "soprattutto" mentre è un po' meno bello veder scritto "acusato"... XD
lector: Provaci tu a scrivere correttamente con un bimbo di 10 mesi in braccio che frigna.....
Stanlio: per provarci mi ci vorrebbero almeno ehm, 19 mesi poichè al momento sarei sprovvisto di bimbi frignanti da usare correttamente scrivendo...
imasoulman
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ricordiamoci però anche la visionarietà fatta persona del soggetto in questione: uno che giunse ad 'inventarsi' addirittura un disco (i suoi amati Count Five, quelli di 'Psychotic Reaction'), uno che descriveva vivisezionava i testi dei Troggs (dei Troggs! quelli che usavano allegorie non proprio dantesche per parlare delle loro pruderie sessuali) e in quel modo spiegava meglio che in cento trattati cosa significava per un giovane il rock'n'roll, uno che però era capace allo stesso tempo di raccontarti quale impatto incredibile aveva avuto 'Astral Weeks' di Van Morrison sulla sua...VITA! Ecco, oltre a tutte le scarburate invettive contro i 'potenti' conclamati del rock, lui ti faceva credere che si poteva vivere di rock semplicemente perchè il rock era dentro di lui
BËL (02)
BRÜ (00)

Tucidide: Vero, specie quello che scrivi in fondo, un'aspirazione comune a tutti noi
Alfredo
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Bellissimo, Lester è stato il fuoriclasse del rock scritto
BËL (01)
BRÜ (00)

Tucidide: Grazie Alfredo. Secondo me più il fuoriclasse dello scritto rock
Alfredo: Si parlo di fuoriclasse della scrittura, se vogliamo dirla tutta ha preso un sacco di cantonate. Ma non è questo l'importante, lui scriveva, non recensiva solamente.
Almotasim
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Hai coperto un ammanco del deb. Bella pagina per il Lesterone.
BËL (01)
BRÜ (00)

Tucidide: Grazie! In effetti mi ha stupito che qui nessuno l'avesse ancora recensito.
IlConte
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Ahahahahahahahahah ne ha sparate di cazzate e prese di cantonate il vecchio Lester. Al limite del limite del limite del protagonismo personale... arrivando a giudicare Kick Out The Jams un album di merda ... come no ahahahahah
Su Led Zeppelin e Rolling non parlo neanche, stendo un velo pietoso. Bastava dire che non era la musica che piaceva a lui invece di sparare inutile e ridicola merda sulle due più grandi rock’n’roll band di sempre.
Però capisco che faccia molto anderground o alternativ dire che “cazzo era proprio un grande”.

BËL (01)
BRÜ (00)

Tucidide: Vero, di cazzate ne ha sparate tante, ma era il primo ad ammetterlo. Quanto ai Led Zeppelin e Rolling li attaccava non per la musica ma perché erano diventati parte di quel sistema che definiva "alfieri dell'Ego-Rock". Un sistema che spesso conduce all'alienazione della stessa superstar, come colui che costruisce il proprio campo di concentramento. E non era il solo a pensarla così, perché ad esempio è quello che ha cercato di esprimere Roger Waters in The Wall, vedi il concerto rock come comizio nazi di In the flesh...
IlConte: Io stimo Lester ma non sono d’accordo con lui su tante cos’è tutto qui. Come potrei non stimarlo in un senso visto che, come me, era un istintivo e non contava fino a 10 prima di (io non arrivo a 2 per capirci)... però questo suo odio a priori verso le rockstar sa di manifesta inferiorità ... perché sarebbe voluto essere lui come una rockstar. A me della rockstar frega una sega, posso ammirare una di “loro” come uno sconosciuto... non ho bisogno di sentirmi grande facendo o dicendo per forza il contrario. La sua sa tanto di protagonismo a tutti i costi... penso sarebbe (un pochino già lo era) cambiato nel tempo.
Poi come faccio a non essere anche dalla sua parte: egocentrico, presuntuoso ma fragile e insicuro ... come me ahahahahahah.
IlConte: Ogni tempo ha le sue situazioni e quello era il periodo delle cosiddette rockstar... però lui denigrava pure la loro musica, faceva di tutto una unica cosa... sbagliando. Se non ti piace un tipo di musica inutile stare a giudicare un album... comunque era un bastian contrario a priori
IlConte: Comunque scrivi benissimo, prendo lezioni ma sono una causa persa ahahahah
Voto e saluti
IlConte: e meno male che ci sei tu Riba ahahahahahahah
di Lester so più di te e leggi bene tutto ciò che ho scritto, non alla cazzo solito.
Permetti che posso essere in disaccordo con chi denigra Zepp, Purple e Rolling... oltre a tanti altri solo perché non suonano un genere che piace a lui con la scusa che sono troppo rockstar... che ci starebbe anche se non che in lui noto anche invidia... tutto qui
E comunque ce ne fossero così ... vai agli ascolti dei Sabbath e spiego ancora meglio... io sono peggio di lui quindi non posso non "amarlo" ma essere in disaccordo e non capire perché ha questo odio è il MIO minimo
saluti Riba
IlConte: A me delle rockstar in quanto tagli frega una sega Riba le vere rockstar siamo noi non allineati in questa merda quotidiana
Figurati se chiedo un autografo sono talmente egocentrico e faccia da cazzo che lo chiederanno loro a me ahahahah
Sapessi quanti inutili ho conosciuti ... anche grandi persone però e infatti non c’entra un cazzo
La rece non c’entra nulla con ciò che penso di Bangs nel
Bene (molto) e nel “male” (invidia)
Vado sennò mi scrocio in autostrada
Ciao caro
Stanlio
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Ehm, "sopravvalutato" Jack Kerouac?
Va beh dai, fine della lettura...
Anzi no voglio proprio vedere dove vai a parare perchè forse sei tu a sopravalutare sto come si chiama? Lester Bangs...
Ed infatti eccotelo a spararne una delle sue a gratis tipo "quell’anima di Lou Reed inzuppata in una latrina...".
O nel '77 "... la musica diventa una cosa morta, come ora è quella degli Stones e dei Led Zeppelin”.
O un'altra perla come ”... un gruppo musicalmente brutale come i Clash...”.
O per finire in bellezza ”... ci si ricorderà più degli Stooges o di MC5 o di Lester Bangs? E sospetto che anche la fama di Lou Reed, con il suo du -dudù- du – duddudu - dù, possa essere oscurata in futuro da quella del suo aedo”, dove per aedo suppongo s'intenda proprio coso qui come si chiama? ah sì Bang Bang Lester...
Ah no aspetta c'è pure il dulcis in fundo con la sua superficiale descrizione di Barry White "...ascoltando la voce melliflua e stillante sesso di Barry, vien da pensare che quell’uomo sia pericoloso..."
Che dire?
Non lo conoscevo prima e non ho minimamente voglia di conoscerlo adesso, leggendo le sue stronzate, se sono proprio come le hai descritte.
Tanto valeva finire la lettura dove me l'ero ripromesso poco sopra.
BËL (00)
BRÜ (00)

Tucidide: De gustibus, Stan, de gustibus. Ma se ti piace tanto Kerouac puoi sempre postare qui una sua recensione. Per Kerouac secondo me vale quanto ha scritto Lester Bangs a proposito del film Easy Rider "con i ragazzi di tutto il mondo che vedevano i due protagonisti come eroi, quando in realtà nessuno dei due dimostrava abbastanza personalità, in un senso o nell'altro, da meritarsi qualcosa di più dell'aggettivo noioso."
Quanto a Barry White, Lester Bangs dedica tre pagine ad un suo concerto, tutt'altro che superficiali, ma non posso certo riportarle integralmente come citazione. Dai una possibilità a Bangs, vai a leggerlo.
Stanlio: Sì certo, ci mancherebbe altro, ognuno ha i suoi gusti ed è una delle belle cose della vita...
Easy Rider lo ricordo molto vagamente ma fu un film che all'epoca spaccava non poco nel panorama bigotto made in iuesei...
In base alle tue leggittime considerazioni io ho scritto le mie...
Ok darò una possibilità a Bang Bang solo dopo esser riuscito a recensire Jean-Louis "Jack" Kerouac...

ps A me la storia su Big Sur è piaciuta molto, come autobiografia, forse perchè m'ha sempre stuzzicato il suo personalissimo stile di scrittura per niente frenetico anzi tutt'altro...
proggen_ait94: chi pensa che i personaggi di easy rider siano eroi è scemo tanto quanto chi giudica eroe il protagonista di wolf of wall street
CosmicJocker
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Burroughs, Kerouac, più tardi Bukowski..ma il vero maudit a stelle e strisce per me rimane Henry Miller..
di Bangs non ho mai letto niente, ma la tua pagina, scritta meravigliosamente, mi stuzzica assai..
BËL (01)
BRÜ (00)

nes
nes
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Ha ragione stanlio: keruac scribacchino? E lo metti per iscritto? Su un sito internet? Scusa, ma chi credi di essere, un barzelettiere?
BËL (03)
BRÜ (00)

IlConte: Keruac scribacchino??!! Non ho letto ... porca troia ahahahahahahahahah
CosmicJocker: Ok, magari "scribacchino" è eccessivo..ma a un Miller o a un Faulkner non allaccia neanche le scarpe (quantomeno a livello stilistico)..
Tucidide: Ahahaahahaha, considerate che mi sono contenuto. Dai che vi ho smosso la giornata. Ogni tanto mi piace tirar sassi contro le vetrate. Ma con Kerouac è una cattedrale o una fabbrica dismessa?
CosmicJocker: Però dice "sopravvalutato", non "scribacchino" (almeno non mi pare di scorgere la parola "scribacchino")..sul "sopravvalutato" sono d'accordo..
CosmicJocker: Ah no, ho rinvenuto "scribacchino": è proprio Lunedi mattina!
pi-airot
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Lui spesso illuminante, ma mi pone un problema, e cioè: è lecito che un critico diventi più famoso dei personaggi di cui parla? Un uomo di grande sincerità, comunque, con cui mi piace anche trovarmi (spesso) in disaccordo.
BËL (01)
BRÜ (00)

imasoulman
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stilisticamente parlando (parlo di 'scrittura', i contenuti non c'entrano nulla), Bangs non ha nulla a che spartire con Kerouac, perciò secondo me il parallelo ha poco senso. Con Burroughs forse ci siamo di più, anzi forse il nostro Lester è addirittura meno 'flashato', quasi più 'terra-terra'.
Come stile a me ha sempre ricordato più un Salinger, uno che alla fin fine riusciva a dare corpo narrativo ai suoi racconti pur con l'utilizzo di uno stile davvero 'rock'. Ma forse sono troppo di parte: è Salinger (con Quenau), nella mia modestissima opinione, il vero fondatore dello stile di scrittura (post) moderno
BËL (05)
BRÜ (00)

imasoulman: Queneau, và'...
luludia
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Mi è capitato di leggerlo quando non era il momento, ma ho comunque fiutato il grande scrittore. Riguardo alle cantonate, quando si esprime il proprio pensiero, cantonate non se prendono mai. Ma proprio mai.
BËL (02)
BRÜ (00)

IlConte: Quindi Salvini o la Meloni o Mussolini o Hitler perché esprimevano il proprio pensiero non dicevano cazzate.... ah ok, si imparano sempre cose nuove ahahahahahahah
Delirio...
luludia: beh conte parliamo di musica, quindi non c'è niente di oggettivo....poi ci fossero idioti a discutere, capirei...ma qui idioti no ce ne sono...
RinaldiACHTUNG
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bella pagina anche grazie ai commenti e alle opinioni che ho letto; io una precisa non ne ho, ho conosciuto Bangs grazie a delle vecchie interviste/scontri con Lou Reed.
BËL (02)
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gaston
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Lester sta al Frastuono come Alessandro sta agli Sposi.
Aprite una pagina a caso delle due opere e mettevi a leggere.
C'è sicuramente qualcosa di cui stupirsi, di cui sorridere, di cui riflettere.
Coi dovuti distinguo.
BËL (01)
BRÜ (00)

imasoulman
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si consiglia, nel caso si sia inoculato il virus, anche il successivo 'Deliri, desideri e distorsioni', sempre per Minimum Fax. Stesso canovaccio (articoli e recensioni fatte per le varie riviste cui collaborò, un nome su tutti: l'epocale 'Creem'), stessa adrenalina che corre per le quasi 500 pagine raccolte
BËL (01)
BRÜ (00)

gaston: Della stessa collana c'è anche "Impubblicabile!"
Stesso autore, stesso stile.
Io li ho ho tutti tre sul comodino, già letti e riletti.
Lester ha quel particolare modo di scrivere, che è bellissimo da leggere anche se non capisci un cazzo di quello che leggi. E' perfetto prima di dormire. Ma io che sono rincoglionito potrei leggerlo anche durante il giorno, che non capirei un cazzo uguale.
ALFAMA
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Non conosco la materia. Bella pagina e interessanti anche i commenti e le " presunte " cantonate.
BËL (01)
BRÜ (00)

IlConte
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Continuate a parlare della sua scrittura e nessuna che mi risponda... probabilmente sarei l’unico che Lester apprezzerebbe, perché non sopporterebbe il vostro essere servili e fanatici.
Comunque il suo ego era equivalente a quello delle rockstar da lui non sopportate... per questo noto qualche piccolissima crepa nel suo pensiero.

Con ciò leggerlo fa comunque bene... da parte mia con i dovuti “accorgimenti”...

Della tecnica di scrittura non so un cazzo
Sono fermo a Tex, Zagor, Alan Ford e al mitico Mister No
BËL (01)
BRÜ (00)

ALFAMA: Alan Ford , tempo mi sono venduto la raccolta originale dal n.1. Ora lo ristampano. Le edicole, quanto mi piacevano da bambino, delle astronavi . Stanno ormai volando via anche loro.
IlConte: Le edicole erano veramente un mondo fantastico...
imasoulman: conte, se uno in carriera ha preso alcune cantonate (in realtà, poche, per davvero...stiamo parlando di uno che scrisse migliaia di recensioni...) penso ci possa stare. Ti assicuro che leggendolo hai l'impressione che il mestiere di 'critico' per lui è davvero riduttivo, 'scrittore' è la parola giusta, laddove il rock è un mezzo. Gli fosse piaciuta (oppure no) la danza classica, ne avrebbe parlato alla sua inconfondibile maniera.
Spero che tu non lo crocifigga, nè soprattutto lo metta all'Indice delle tue letture, solo perchè ha preso quelle (poche, lo ripeto...) cantonate di cui sopra.
imasoulman: dopodiche, perchè mai dovremmo essere servili e fanatici? Direi le stesse cose, per rimanere nell'ambito, dell'italico Maestro Bertoncelli. Che anche lui ha alcune cose da farsi 'perdonare' riguardo a giudizi di merito, col quale condivido gusti comuni ma credo anche parecchie notevoli divaricazioni estetiche, nei miei ascolti. Ma scrive di musica come vorrei poterlo fare io...
IlConte: Allora, Nobile, provo a spiegarmi perché vedo che non riesco. La mia opinione su Bangs la spiego sopra dicendo che vedo in lui lo stesso ego delle rockstar da lui disprezzate. A dir la verità ne disprezza pure la musica e qui c’è una falla notevole: se a te non piace un tipo di musica o ti stanno sul cazzo per il troppo successo (?!?) delle band non dovresti neanche recensirle perché non sei obiettivo ... ovvio.
Sarebbe come se Il Conte, quel cretino, recensisse un album niu ueiv che per lui è merda prima di partire... spiegami il senso logico se non quello di ergersi a “protagonista”?! Dopodiché ognuno faccia quel cazzo che vuole ovvio, ma il senso non lo vedo... anzi vedo un atteggiamento infantile a dir poco.
Mettici pure che a me delle recensioni di critici specializzati non è mai fregato nulla, anzi. Farmi spiegare un album da qualcuno tecnicamente è l’ultima delle mie esigenze.
Poi che Bangs sia, a suo modo, geniale è ovvio.
Che lui abbia un tipo di scrittura che intriga è altrettanto ovvio.

E non badare troppo a me, Nobile, che non “ragiono” prima di scrivere ahahahahah.
ALFAMA: @[IlConte] sulla contradizione alla radice di alcune recensioni ha ragione . "Le edicole," le mie prime " Tette" sbirciate nelle riviste messe in mostra dietro , dove erano meno in vista ma i ragazzini e quelli che "compravano anche un quotidiano a caso" le trovavano. Una vita parallela al passare dei "miei Anni". Ci sarebbe da scrivere una bella cosa, ma non ho voglia.
imasoulman: per fumare il calumet della pace (con lui, eh:))) mica con me, che sai che non litigo con te, al limite discuto, al limite mi accaloro perchè non c'è niente da fare, è la passione per le cose che piacciono che porta a questo), dicevo, leggiti le sue pagine su 'Astral Weeks di Van Morrison. Scoprirai un poeta delle recensioni, che non ti spiegherà niente di tecnico (lui? che ti spiega qualcosa di tecnico dei dischi che ascoltava? ma quando mai?), ma solo ti mostrerà uno specchio in cui il capolavoro di Van the Man e il suo mondo si rifletteranno vicendevolmente. Questo è, per me, fare una recensione (quello che qui dentro fanno ad esempio esimi scrittori come @[luludia], @[lector], @[almotasim] e @[cosmic joker]...)
IlConte: Non riesco a spiegarmi... non so proprio scrivere
Ahahahahahah

Dai va bene, grande Lester
IlConte: E dire che mi sembra pure chiaro... mah
Ma chi contesta il modo di scrivere?!?!
“Contesto” il suo volere ergersi a protagonista scrivendo di cose o persone che non sopporta a priori per invidia pura... quando scrive di cose a lui care è tutta un’altra persona. Non ho letto tutto ma tanta roba di lui. Astral Weeks ne è un esempio.
imasoulman: dopodiche, e giuro che la chiudo (non vorrei annoiare), io penso questo: che gente come noi (perlomeno, noi che una certa 'età' l'abbiamo) di un recensore che ci spinge a comprare un disco oppure no non abbiamo certo bisogno. Oggi, poi...che tutto è disponibile a colpo di click...figuriamoci.
E' ben lontano il tempo in cui un critico o sedicente tale poteva far correre oppure no i ragazzini al vicino negozio di dischi incensando un Lp oppure viceversa farli dirottare altrove denigrandolo. Figurati per chi magari di dischi in vita sua ne ha fatti girare alcune svariate migliaia.
Lester oggi, qui ed ora, va preso per quello che è(ra): un formidabile 'scrittore' capace di trattare quella specifica materia (il rock'n'roll) al ritmo pulsante della vita stessa (la sua, ovviamente). Il critico per me è quasi (quasi, eh?) un trascurabile dettaglio
IlConte: Ma figurati se io litigo - con te poi - sono fatto così mi accaloro con nulla, trasudo troppa passione in tutto, sono emotivo a mille... sopportami ahahahahah
IlConte: Torno a farmi i cazzi miei ahahahahah
CosmicJocker: ...e pensare (voi non ci crederete) che qualcuno legge ancora Ondarock et similarum..qui si sta bene dannazione! In questo covo di fuori di zucca!! (A proposito ima, ne hai citati 4 tra i più irrecuperabili: sembrano i nomi dei biscazzieri dell'apocalisse)..
luludia: biscazzieri dell'apocalisse!!!!!! e vai!!!!!!!
algol
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Si, Cognetti volenteroso ed (ex) giovane. Per il resto se questo noioso idiota pompato può definirsi un grande scrittore interroghiamoci sul livello della critica in italica. Per il resto tutto divertente et interessante come solitamente nelle tue proposte. Però Lester ne ha sparate davvero di troppo colossali, manco fosse un troll sul deb. E comunque si, gli Stones fanno cacare. Ahah
BËL (01)
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algol: magari avrei potuto scrivere un altro "per il resto". Scrivere dall'oblò del cellulare espone ad imbarazzanti periodi. fanculo.
woodstock
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Ciao Tuci, innanzitutto ti faccio i complimenti per la bella rece. Comincio dicendo che ho tutti e 3 i libri di Lester, e li ho mandati a memoria a forza di sfogliate occasionali e letture minuziose. Quindi capisco bene quello che hai cercato di esprimere in queste poche righe, riuscendoci più o meno, perché il corpus di Lester è veramente universale. E ci tengo quindi a rispondere, o inserirmi nella conversazione: di base sono d'accordo con te, e sposo l'opinione di Ima e Lec nei primi due commenti, senza bisogno di aggiungere altro. Lester era semplicemente il più grande. Per tutti quelli che l'hanno criticato, magari anche senza averne letto una pagina ma solo perché hanno subodorato un possibile sberleffo ai loro idoli, rassegnatevi, Lester era così. Ed è facile capire che aveva una vera e propria adorazione per i Rolling Stones, per Let it Bleed Sticky Fingers e Exile. Così come per Lou ovviamente. Bowie gli puzzava di finto, ma già nel 76 all'uscita di Station to Station pensava che quello fosse il suo più bell'album fin là (non ho mai letto un suo parere su Low o Heroes, mi piacerebbe). I LedZep invece non li sopportava, perché fin da subito avevano incarnato quella perdita di innocenza del "rock" che lui sentiva fortissima e che io qui probabilmente non riesco a spiegare come vorrei. Comunque, sì: Lester era ossessionato dalla sincerità, dalla purezza, dalla verità. Per questo amava i Rolling e Lou, perché erano arrivati talmente vicino alla verità e alla sincerità da rischiare di rimetterci la serenità psichica se non la pelle tout court, e per questo odiava così tanto gli album di J&R dopo il 76. Perché erano (sono) finti. Per questo amava i Clash: perché rappresentavano la realizzazione di tutte le sue speranze.

Un consiglio per tutti: leggete questo e Deliri desideri e distorsioni. Magari non vi cambieranno la vita (con me ci sono andati vicino), ma conoscere e capire cosa cercava di dirci quest'uomo può far veramente bene all'anima.

"Forse questo libro chiede al lettore di essere disposto ad accettare il fatto che il miglior scrittore americano sapesse scrivere quasi esclusivamente recensioni di dischi" Greil Marcus


BËL (05)
BRÜ (00)

luludia: mi hai fatto venir voglia di leggerlo...
woodstock: Questo è senza dubbio il più bello, Deliri desideri & distorsioni in alcuni passaggi è effettivamente un po' mattone, ma glielo si perdona perché è molto lungo. Impubblicabile invece è un diario
Mr Wolf
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Ecco, scopro costui in questo momento (all'epoca vidi il filmetto citato, ma non ricordo affatto la scena) ma già uno che parla bene dei Velvet e male di Stones e Led, beh mi fa capire che non fa proprio per me, anche se posso essere d'accordo sul divismo. Tu comunque sei bravo (anche se dubito che possa superare i due scrittori da te citati, anche se non sicuramente tra i miei preferiti).
BËL (01)
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proggen_ait94
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Il primo libro che mi compro se divento sordo! :D
BËL (04)
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lector
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Bello il dibattito!
Mica resisto, devo dire anche io la mia: prima di tutto Kerouac non era certo uno scribacchino, ma la sua opera è invecchiata ed è invecchiata male (come molta della poetry di quegli anni) e "Big Sur" è un libro (a mio parere) noiosissimo.
Ma Lester con Kerouac c'entra come il cavolo a merenda, come ha spiegato benissimo (e poteva essere altrimenti?) mastro @[imasoulman] i suoi riferimenti letterarii sono altri: Burroughs in primis e poi, via via, Bukowsky, Salinger, Crumb, Capote (quello di "A Sangue Freddo")....
Scrittore prima che critico, è stato critico musicale solo perché parlare di musica, in fondo, è un gran bel modo di guardare alla vita.
Ha preso cantonate?
Si, ma perché lui era un critico militante: aveva un'idea e ricercava ciò che a quell'idea si conformava. Sembra limitante? non lo è! E' quello che dovrebbe fare ogni critico (che ricordatevi non è uno storico, ma uno che analizza la realtà in contemporanea, nel suo farsi): definire una chiave di lettura ed analizzare il "fatto" artistico in base a quella.
Non conta l'opera ma l'idea di bellezza che l'opera contribuisce a definire. Winckelmann definì il concetto di "Classicità" e le opere di Canova o di David vi diedero forma, non che non vi fosse altra Arte o altra possibilità di bello, ma i neoclassici ricercavano quell'idea e quella forma.
Bangs cercava il "Rumore" (che non era il semplice frastuono) e credeva che la musica e la vita dovessero coincidere in una stessa forma etica e, per questo, si scagliava contro le musiche "insincere", "impure" (eticamente insincere ed impure, quindi deboli, piacevoli, levigate, insomma non "rumorose").
Era egocentrico, si poneva al di sopra della musica e dei musicisti di cui parlava?
Ni.
Non era Lester Bangs ad essere al di sopra della Musica, ma era il suo senso etico; giudice implacabile che ha condannato Lester prima degli altri.
Lo ha condannato a morte.
BËL (06)
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woodstock: Penultime tre righe perfette, che sono quello che non sono riuscito a dire io più sopra; ultima riga, direi di no...la vedo più come una stronzata alla Tim Buckley.
proggen_ait94: Nemmeno il Dottor Sax è esattamente appassionante, eh...
Caspasian: Vivere nell' impersonale è una brutta bestia, ti rende cosciente della solitudine.
aragnof
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Concordo che si sta bene tra queste pagine in cui tutti dicono tutto ed il contrario di tutto accalorandosi e fregandosene. Viva il debasio in cui nessuno te la spiega...

BËL (01)
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aragnof
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Questo Lester confesso di non averne mai sentito parlare, beata ignoranza da colmare, l 'altro invece è stato fondamentale nel fornirmi viaggi cosmici ed orgasmamici con la sua Ohr di cui ho consumato acetati e testine, sapevo anche dei sui casini con i crucchi "derubati". Simpatia allo stato puro, se non ci fosse stato lui forse neanke il Krauth si sarebbe moltiplicato. C'è chi i soldi li perde in borsa, chi nel gioco e chi nei viaggi cosmici, e non mi pare che gli Schulze vari moriranno in povertà.
BËL (02)
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Caspasian
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Cinico, spregiudicato, sprezzante del pericolo. E mi si accosta al fianco il duca Valentino, quel Cesare Borgia che ha bruciato tutto e tutti compreso se stesso ed ha fatto meglio di Lester, andandosene a 31 anni e sul punto di morte constatare nel dire: "Muoio impreparato". Cosa che avrebbe potuto dire anche il nostro Bangs. Amico di Leonardo, disprezzava Machiavelli perché "la vita è actio, il resto è merda". Bangs! Cognome onomatopeico e profetico. Devo dire che mi trovo d' accordo nella perdita di immediatezza che il successo ti priva e perciò fuck! i concerti allo stadio, CBGB club forever! E non possiamo che confermare la scelta, rivelatrice di purezza, di Syd Barrett. Ci piacciono 'sti cazzari vanitosi ma con una portanza che se lo possono permettere, sbattendosene delle conseguenze ma non prestandosi al gioco borghese della falsa modestia, senza rancori amico!
Aut Lester, Aut Nihil!
BËL (01)
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Alfredo
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La perdita di immediatezza arriva comunque col tempo, non servono i "concerti negli stadi". La stanchezza artistica incombe, inesorabilmente (tranne rarissimi casi, talmente rari che non fanno neppure statistica).
BËL (01)
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Caspasian
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Il calo è fisiologico, ma è il rarissimo che tiene in piedi le baracche, il "mostruoso": Screamers, Barrett, Jaki Liebezeit, Butthole Surfers dal vivo al CBGB, Schizoid Man che lo senti a 15 anni, Nico "lunacy", Tim di Lorca, Silly European dei Krisma, i Mud Honey visti al Piper di Roma nel 1990 e rivisti nel 2015 al Lucerna di Praga e non è cambiato niente e siate voi i benvenuti ad aggiungere i vostri impersonali delirî...
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nes
nes
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Perche' Scaruffi e' un coglione, Bangs un genio. Eh gia'.
BËL (02)
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gaston: Scaruffi dice la sua. Bangs diceva la sua. In modi diversi.
imasoulman: Scaruffi non è un coglione semplicemente perché Scaruffi non esiste.
Scaruffi è etere, materia da processo alchemico, ma non è carne ed ossa, dai.
Lo sanno tutti
lector: Che c'entra?
Allora facciamo pure Eddy Cilià vs. Simon Frith, Riccardo Bertoncelli vs. Simon Reynolds, Claudio Sorge vs. Jon Savage etc. etc.
Ogni critico elabora e propugna una sua estetica di riferimento con la quale si può essere o no d'accordo.
Lester Bangs aggiungeva a questo una capacità scrittoria superiore ed una totale incapacità a separare Musica e Vita. Lo si può amare per questo o restarne del tutto indifferenti, ma cosa c'entrano gli altri?
Scaruffi è estremista come lui nel giudizio critico? Prova a leggere Kaiser o Perry e vedrai fino a che punto si può essere critici militanti.
Croce riteneva Dante impoetico, De Sanctis detestava il Barocco ma nessuno mette in dubbio la loro statura di critici letterarii.
La Critica non definisce nessuna Verità, suggerisce solo un dialogo.
nes: Due critici musicali soffocati da un ego piu' grande del loro interesse per la musica. Che sparano stronzate. Oh, Bangs sparava ANCHE (come scaruffi, mica dice solo fesserie...) Cazzate fotoniche. E le avete elwncate piu' sopra voi, non io. Scaruffi non esiste, ma e' vivo e vegeto. Bangs e' indubbiamente esistito, ma credo sia morto. Come credo sia morto il delirio basso intellettuale di spacciare per recensione di un disco qualche cosa come venti o trenta pagine che toccano il disco una riga ogni trenta sei (parlo delle prime due recensioni del libro). Roba che andrebbe fuori fuoco pure su debaser. E niente. Mi piace banga, mi fa cagare come se ne parla. E, con buona pace di chi si si entusiasma a leggere le quarte copertine e le presentazioni, non e' il miglior scrittore americano manco per sbaglio, non ha inventato niente, e i suoi scritti hwnno un qppeal risibile se paragonati ai grandi della letteratura sghemba. Che so: bukowski (che mi sta sul cazzo da far schifo) Bangs non lo vede manco con la moviola.
sfascia carrozze
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Dove c'è frastuono c'è casa.
Si sà.
P.S.
Lo leggo solo se parla (anche) dei miei elegiaci amati #analcunt
BËL (01)
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Onirico: No. Ma c'è un capitolo di 499 pagine su Anal Countdown degli Europe. Da non perdere.
sfascia carrozze: Che meraviglia!
Mi ha conquistato.
Corro in libreria.
Tanto ha chiuso nel 1997.
Onirico: Non si preoccupi. L'ipermercato cinese che l'ha sostituita ha ancora una copia del volume. Corra!
sfascia carrozze: Ma ha chiuso pure quello.
Nel 2013.
Adesso c'è un cassamortaro.
Provo?
Onirico: Io tenterei. Nell'oscurità brilla sempre una luce, e non sia mai che se ne torna a casa col libro, il cadavere dell'autore e una sospetta parrucca bionda cotonata che si rivelerà assemblata con peli pubici di mulo delle praterie svedesi. Era quella che indossava Lester quando cantava Anal countdown nudo davanti allo specchio. Certe occasioni non vanno perse, non si sa mai cosa capita.
sfascia carrozze: Mi spiace per Lei, lì, ma così mi costringe a DeAmarLa.
Ecco.
Stanlio
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me tocca de ritornà naa "scena der delitto" come dicheva e cè mostrava ar cinema puro Sor Alfredo Beppe Iccecocc' nelli firme sua, solo pecchè stamattina me sò letto a recenzia der Conte sulli Blecc Sabbati e consurtando a mia enciclopeddia preferita onlain ho trovato sta esaustiva postilla che a dice lunga pè davero, ecchila:
"Nella sua autobiografia, Ozzy Osbourne disse di Bangs: «L'ultima riga era qualcosa del tipo "Sono proprio come i Cream, ma peggio", e non riuscii a capirla, perché ritenevo che i Cream fossero una delle migliori band al mondo...
Ho sentito molta gente sostenere che fosse un genio con le parole, ma a mio avviso era solo l'ennesimo coglione pretenzionso.» e gnente, a bon intenditor ecc... XD
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Mr Wolf: Ahah… Grande Ozzy (soprattutto nel periodo Sabbath).
HOPELESS
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"Città di Interzona, Cucina Trascendentale. Sulla città aleggiano odori di cucina di tutti i paesi, una bruma di oppio, hashish, il rosso fumo resinoso dello Yage, odore di giungla e d'acque salmastre, di fiumi putrescenti, di escrementi secchi, di sudore e genitali". Naked Lunch 1959

"Bill, esistono ad una pressione diversa". Nova Express 1964

William Seward Burroughs.

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Stanlio: per esattezza William Seward Burroughs II pecora nera di una famiglia di ricchi... (1914 – 1997) da non confondere con William Seward Burroughs III (1947–1981) suo figlio...

Così Jack Kerouac parla dell'amico William Burroughs (Old Bull Lee), nel suo capolavoro Sulla strada: “Ci vorrebbe una notte intera per raccontare di Old Bull Lee; per adesso diciamo solo che faceva l'insegnante, e a buon diritto, si può dire, perché passava tutto il tempo a imparare; le cose che imparava erano quelle che considerava e chiamava “i fatti della vita”; le imparava non solo per necessità, ma per scelta.
Aveva trascinato quel suo corpo lungo e sottile in giro per tutti gli Stati Uniti, e in gran parte dell'Europa e del Nord-Africa, ai suoi tempi, solo per vedere cosa succedeva; negli anni Trenta aveva sposato una contessa russa in esilio solo per strapparla ai nazisti. [...]
Faceva tutte queste cose solo per sperimentarle.
Ora si dedicava allo studio della tossicodipendenza. [...]
Passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo; il “Bardo Immortale”, lo chiamava. A New Orleans aveva cominciato a passare lunghe ore in compagnia dei codici Maya, e anche quando parlava con gli amici teneva il libro aperto in grembo.
Una volta avevo detto: “Cosa ci succederà quando moriremo?”, e lui aveva risposto: “Quando si muore si muore, ecco tutto”. [...]
Bull aveva un debole sentimentale per l'America dei vecchi tempi, soprattutto degli anni Dieci, quando [...] il Paese era selvaggio, rissoso e libero, libertà di ogni genere in abbondanza per tutti. La cosa che odiava di più era la burocrazia di Washington; subito dopo venivano i progressisti; poi i poliziotti.
Passava il tempo a parlare e a insegnare agli altri.
Jane sedeva ai suoi piedi; io anche; e anche Dean (Neal Cassady, ndr); e in passato anche Carlo Marx (Allen Ginsberg, ndr).
Avevamo tutti imparato da lui.”
(cit. wiki)

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