Copertina di Liars Drum's Not Dead
easycure

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Per appassionati di musica indipendente e sperimentale, fan delle atmosfere cupe e dei ritmi tribali, ascoltatori di indie rock e no wave
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LA RECENSIONE

La nuova uscita dei Liars è già anunciata in partenza come una delle migliori dell'anno, con i tre protagonisti ormai definitivamente approdati allo status di una delle maggiori realtà indipendenti del decennio. . . eppure. . . eppure qualcosa non quadra: la batteria è sempre più la colonna portante della poetica dei Liars. . e il fascino del drumming è indiscutibile, uno scheletro tribale con puntate più acute e marziali che non perde mai di vista il suo fine espressivo, mai sopra le righe eppure cosi assolutamente protagonista; non fosse altro che per le ritmiche il disco sarebbe un capolavoro. . . Ma, da una parte il disco pecca dello stesso difetto di tante uscite indipendenti: manca di epicità, non tanto nel senso strettamente musicale, quanto nei termini di un ambizione artistica che non va oltre "il disco di nicchia", non cerca il capolavoro, si ferma a una dimensione esistenziale senza mai cercare l'assoluto. Dall'altra è un album in cui i riferimenti, forse nascosti ma comunque inquadrabili, non vengono mai superati da una personalità veramente di spicco.

La No Wave e la tradizione newyorkese che a detta di alcuni tanto trasparirebbe nella loro musica, si ferma in realtà alle atmosfere cupe e sommesse, per altro mai particolarmente avvolgenti; spesso invece i Liars fanno un effetto che ricorda pericolosamente da vicino i Radiohead, ma lontani anni luce dall'ecletticità interpetativa del quintetto inglese. Le prime tre tracce del disco a voler essere riduttivi (ma neanche troppo) sembrerebbero riprodurre per tre volte "there there", mentre il resto, più radicale ed elettronico, sembra avere poca consapevolezza del propio percorso comunicativo. solo gli ultimi due pezzi, più "mantrici", hanno uno spessore armonico che non sembra comunque portato realmente a compimento...

"Drum's Not Dead" è un disco che lascia la sensazione di sperimentalismo poco espressivo e non molto definito, che raramente arriva da qualche parte che non sia già stata detta o che davvero affascini.

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Riassunto del Bot

Drum's Not Dead dei Liars si presenta come un album fortemente basato sulla batteria tribale, cuore pulsante del disco. Tuttavia, manca di un'ambizione artistica superiore e di una personalità musicale definita, con riferimenti riconoscibili ma poco superati. Le atmosfere sono cupe e sperimentali, ma spesso poco avvolgenti e coerenti, lasciando una sensazione di incompiutezza nel percorso espressivo.

Tracce testi video

01   Be Quiet Mt. Heart Attack! (03:30)

02   Let's Not Wrestle Mt. Heart Attack (04:33)

03   A Visit From Drum (04:21)

04   Drum Gets a Glimpse (04:16)

05   It Fit When I Was a Kid (04:04)

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06   The Wrong Coat for You Mt. Heart Attack (04:01)

07   Hold You, Drum (04:44)

08   It's All Blooming Now Mt. Heart Attack (03:11)

09   Drum and the Uncomfortable Can (04:57)

10   You, Drum (01:17)

11   To Hold You, Drum (04:06)

12   The Other Side of Mt. Heart Attack (04:43)

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Liars

Liars sono un gruppo statunitense formatosi a New York nel 2000, fondato da Angus Andrew con Aaron Hemphill e Julian Gross. Hanno attraversato dance‑punk, ritualismi no wave e svolte elettroniche, firmando album di culto come They Were Wrong, So We Drowned, Drum's Not Dead, Sisterworld e WIXIW. Oggi il progetto è guidato da Angus Andrew.
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