Copertina di Life Of Agony Broken Valley
jeff3buckley

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Per appassionati di metal, grunge e rock alternativo; fan dei life of agony e del rock anni '90; ascoltatori in cerca di sonorità intense e originali.
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LA RECENSIONE

Potrebbe essere utile parlare di gruppi come Soundgarden, Black Sabbath, Foo Fighters e Stone Temple Pilots per rendere un'idea di quali melodie, riff e atmosfere influenzino questo gradito ritorno sulle scene dei Life Of Agony, dopo ben otto anni dall'artisticamente fallimentare "Soul Searching Sun". Keith Caputo qui mette da parte i suoi vocalizzi alla caccia del pop rock perfetto dei suoi album solisti per ricreare assieme ai compagni quel mix di metal moderno intriso di hardcore newyorkese e speziato in ogni brano di melodie che tanto sanno di artisti come i compianti Scott Weiland e Layne Staley. Canzoni come l'iniziale "Love To Let You Down" o "The Day He Died" rotolano su un esaltante tappeto di rock metallizzato pieno di ricami dalla facile presa. In altri momenti la stessa orecchiabilità scende a compromessi con coltri di catrame sonico e testi intrisi della melma della vita ("Wicked Ways" e "Junk Sick" su tutti). Certo la sensazione che i Life Of Agony siano derivativi è sempre dietro l'angolo, ed è anche comprensibile per chi conosce la storia del gruppo, emerso nel 1993, ovvero nel momento del massimo fulgore degli eroi del grunge. Ma non sembra mai che le orecchie ascoltino omaggi forzati, qui c'è solo attitudine, abilità compositiva e sana disperazione. Nessuna brama di piacere o essere alla moda. Lo dimostra una seconda parte di album fatta di accordi lugubri e melodie lente e lancinanti che hanno il loro manifesto nella title track, dove un ritornello in puro stile Alice In Chains si incolla ad un'atmosfera desolata e dal sapore epico ed ancestrale. Consigliato a chi rifugge il rassicurante e consueto metal tradizionale e ha voglia di farsi penetrare sotto la pelle un ago diverso dal solito.

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Riassunto del Bot

Broken Valley segna il ritorno dei Life Of Agony dopo otto anni, con un album che riprende le influenze di grunge e metal moderno senza cercare mode o compromessi. Keith Caputo adotta una vocalità più ruvida e potente, supportata da riff e atmosfere che ricordano iconici artisti come Scott Weiland e Layne Staley. Il disco alterna momenti di orecchiabilità a passaggi carichi di tensione emotiva, risultando coerente e genuino. Consigliato agli amanti di un metal atipico e autentico.

Tracce testi

01   Love To Let You Down (03:40)

02   The Day He Died (03:20)

03   Broken Valley (05:16)

04   Room 244 (02:22)

05   Last Cigarette (02:56)

06   Wicked Ways (04:02)

07   Don't Bother (03:30)

08   Strung Out (03:59)

STRUNG OUT

strung out
strung out again i'm looking for that second chance
i've reached out
i've reached out for friends i think i know how the story ends
if this world has let you down then leave it if you're lost among the crowd
defeated if you can't see past your frown and cheated you're feeling like there must be more to life than this
face down face down again injected just below the skin break out break out of this i think i've got the itch again
if i gave it all up do you do you think i do you think i would survive?
and if i walked right up to you should should i greet you?
or should i lay down and die? and if i came full circle with you would you take me?
would you take me back in your life and i tried so hard
so you'd be proud of me,proud of me,proud of me, proud of me proud all the time

09   Junk Sick (03:18)

10   The Calm That Disturbs You (03:15)

11   No One Survives (01:33)

12   Justified (06:21)

Life of Agony

Life of Agony sono un gruppo alternative metal di New York, attivo dal 1989. Debuttano nel 1993 con River Runs Red (Roadrunner), seguito da Ugly (1995) e altri album che mescolano hardcore newyorkese, metal e influssi grunge. La voce è di Mina Caputo (già nota come Keith Caputo).
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