Lisa Gerrard
The Black Opal

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Quanto tempo serve a realizzare di aver avuto un incubo?

Lisa Gerrard, si sa, è una che con la voce ti scava dentro senza chiedere il permesso. Metti play ed è fatta.

Dopo aver attuato un vero e proprio revival di reminescenze e suoni dal passato in molti episodi targati Dead Can Dance, dopo aver intrapreso una soddisfacente carriera solistica ricca di collaborazioni, è tempo di affrontare il futuro.

Arrangiamenti, opera del pianista Michael Edwards che tra synth,tamburi e archi sostengono un ritmo incalzante tra l’irrequieto e l’epico (The Crossing).

È un disco da assimilare con calma questo The Black Opal. La tecnica e l’emotività sono due elementi che la dama ha sempre amalgamato con classe durante i tre decenni di attività; non vi è da stupirsi.

Search Of Lost Innocence, tetra e minacciosa ed ella a spingersi così in basso con le note come mai prima. Un esame interiore che sembra reclamare sudore notturno. L’orchestra rende funebre l’atmosfera celata da Redemption, mentre sembra risollevarsi leggermente l’umore generale in The Serpent & The Dove (complice la chitarra pulita, costante e cristallina).

Anche quando canta in inglese, Lisa evoca. Ecco Black Forest a ripetere “you don’t love me” scomparendo nel buio chissà dove, chissà in quale angolo. La ritengo magnifica sotto ogni aspetto, un’immersione completa che ti farà riflettere. La cover di All Along The Watchtower lounge e ritmata è interessante oltre che inaspettata ma non colpisce come il gran finale.

Sleep (conosciuta precedentemente nel repertorio live della band madre come Hymn For The Fallen) ci sveglia dall’incubo.

In fondo non puoi aspettarti molta positività da quella copertina raffigurante un delfino che sanguina. Il messaggio d’intenti ambientalista è chiaro, ma esprime anche il clima sofferto.

Stavolta Lisa non dipinge la vastità dell'oceano, bensì la fragilità interiore, e nonostante tutto non aspetti altro che la notte torni, per viaggiare all’interno dei tuoi ricordi e per esigere la completa conoscenza di te.

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Commenti (Sette)

hjhhjij
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Sempre merito a chi parla e ama Lisa. Anche se tu sei larghissimerimmo con i voti e secondo me non è così tanto bello, è un lavoro di classe che si ascolta con più piacere rispetto ai mattoni con Schulze ad esempio, collaborazione quella dal fascino indescrivibile ma dalla quale ho rischiato di non uscire vivo dalla pesantezza. Credo che sia l'ultimo disco suo questo qui che mi sia passato per le orecchie, se ne ha fatti di più recenti non l'ho seguita. Cos'era questo, del 2009 ? Non lo ascolto da anni.
BËL (00)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG: È del 2009, e tra l'altro è il meno pubblicizzato. Figurati che l'ho scoperto da poco tempo, poi lei è tornata nel 2014 se non sbaglio. A me ha colpito del disco che in effetti c'è un cambiamento di stile affascinante, si guarda verso il futuro poi ovviamente sono d'accordo con te per quanto riguarda quella collaborazione. Qual'è il tuo preferito?
RinaldiACHTUNG: Scommetto the silver Tree
hjhhjij: Bello "The Silver Tree". Ma più banalmente dico "The Mirror Pool". Esordio al passo con la qualità dei DCD subito precedenti, quelli di "Into the Labyrinth". E la soundtrack di "The Insider" di Mann.
RinaldiACHTUNG: Fenomenale quell'esordio solista, sempre un piacere discutere con chi apprezza Lisa ;)
hjhhjij: Be, parliamo della voce con lo stile e il timbro forse più unico e particolare degli anni '80 (almeno). Le sensazioni che riesce ad evocare lei sono indefinibili, parliamo di una delle cantanti (e parallelamente autrici) più importanti dell'epoca. La Gerrard è una cosa unica, che con la sua ricerca musicale ha creato un qualcosa di pazzesco, insieme al marito. Ci vuol poco ad apprezzarla. Immensa come DCD, dignitosissima da solista, è un'artista che puoi solo lodare. Sfondi una porta aperta.
RinaldiACHTUNG: Esattamente hj, eterea come la Frazer
RinaldiACHTUNG: *fraser
hjhhjij: Sssi e no. Le trovo diverse. La Frazer, grandissima voce, era eterea. La prima a cui penso se mi dici "cantanti con voce eterea". La Gerrard era... Qualcos'altro, ed è questo che mi affascina di lei. La Frazer è etera, è IL Dream Pop. La Gerrard e i DCD sono indefinibili, secondo me (escluso il primo album).
RinaldiACHTUNG: Lisa e Brendan preferirono approfondire le radici, grandissime band entrambe. Grandissima 4AD che ha prodotto queste meraviglie
hjhhjij: La 4AD ne ha prodotte parecchie, di meraviglie. I DCD hanno lavorato su radici musicali spesso antichissime, perdute, non sempre facilmente individuabili, tra il sacro, il pagano, culture lontane tra loro nel tempo e nello spazio. Boh, c'è tutto quello che hai detto ma sono indefinibili.
RinaldiACHTUNG: Pienamente d'accordo
algol
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Finalmente hai scritto una recensione davvero bene. Dalla Gerrard invece mi tengo bene alla larga
BËL (00)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG: Grazie al! Non è il tuo genere vero?
algol: Non esattamente. Ma qualcosa dei DCD lo apprezzo.
Almotasim
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Bella recensione. Disco da esplorare: chissa' se ha un po' di spleen and ideal...
BËL (00)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG: Grazie, in realtà si discosta da quello stile particolare della band ma c'è molto "spleen"
Pinhead
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Più che incubi, lei - ed Elizabeth Fraser ancora di più - mi ispira bei sogni. Tocca riprendere i Dead Can Dance, bella cosa.
BËL (01)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG: I Dead can dance una volta che li prendi non li lasci più :)
mrbluesky
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IlConte
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Solo sentita e sentiti nominare... ottimo scritto nobile @[Pinhead] (5)
BËL (00)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG: Grazie Conte, se un giorno volessi approfondirli inizia da the serpent's egg
IlConte: Thank
Ugly
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Bella bella
BËL (00)
BRÜ (00)

RinaldiACHTUNG: Grazie ugly

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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